Pesca delle vongole, firmato il decreto sul tetto massimo delle imbarcazioni
È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto con cui si riconferma il tetto massimo al numero di imbarcazioni autorizzate alla pesca delle vongole. In questo modo si evita la pesca indiscriminata.
Firmato il decreto sul tetto massimo al numero di imbarcazioni per la pesca dei molluschi bivalvi, attualmente in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Lo hanno annunciato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e il sottosegretario Giuseppe Castiglione nell’incontro con i rappresentanti dei consorzi di gestione dei molluschi, presso il Palazzo dell’Agricoltura a Roma, sulla pesca delle vongole, settore da circa 70 milioni di euro, e sulla programmazione della Politica comune della pesca che, fino al 2020, prevede investimenti per 1 miliardo di euro.
Attraverso il decreto, è stato riconfermato il numero massimo delle imbarcazioni autorizzate alla pesca delle vongole. Un passaggio fondamentale, da un lato, per rinnovare l’autorizzazione alla pesca (su base triennale) ai consorzi; dall’altro, per evitare la pesca indiscriminata con imbarcazioni non autorizzate.

Il decreto accelera inoltre il percorso di depenalizzazione delle catture di vongole e altri molluschi sottotaglia. «Con il decreto sul numero massimo di imbarcazioni - ha sottolineato il Ministro - avviamo un percorso concreto a favore dei lavoratori di questo settore. Allo stesso tempo siamo impegnati per rivedere una parte della normativa europea e mitigarne alcuni effetti sproporzionati. Mi riferisco in particolare alla necessità di depenalizzare il reato di pesca sottotaglia. C’è già all’esame del senato un emendamento al Collegato agricoltura che trasforma l’illecito da penale a amministrativo e che il Governo ha presentato e sostenuto. Allo stesso tempo siamo impegnati a Bruxelles per rivedere tutto il tema della taglia minima del pescato, in particolare delle vongole».
«La taglia minima per le vongole fu introdotta in Italia alla fine degli anni ‘60 per essere ripresa poi nelle norme Ue - spiega la Federcoopesca - ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è il Regolamento comunitario dei controlli, che ha intensificato l’azione delle forze dell’ordine e quindi le sanzioni, creando problemi alle imprese che devono pagare costi salati anche a fronte di quantitativi minimi di pescato sotto taglia del tutto accidentali».
Successivamente alla pubblicazione del decreto in Gazzetta, «sarà possibile - hanno precisato Martina e Castiglione - avviare il rinnovo dell’autorizzazione ai consorzi abilitati a gestire la pesca dei molluschi bivalvi previa trasmissione da parte dei consorzi stessi dei dati indispensabili alla valutazione scientifica necessaria».
«A dicembre - ha proseguito Martina - abbiamo avviato uno studio scientifico mirato a sostenere le nostre richieste e proprio ieri abbiamo chiesto in sede di Consiglio europeo di risolvere quanto prima la questione, sfruttando anche i regolamenti di attuazione della nuova Politica comune della Pesca. Serve un lavoro serio - ha auspicato il ministro - con tutti i soggetti interessati, a partire dalle Regioni, che dovranno imparare a spendere bene e in tempo le risorse a disposizione».
«Proprio ieri a Bruxelles - ha aggiunto il sottosegretario Castiglione - ho parlato con il Commissario Vella con l’impegno di portare l’emergenza vongole sul tavolo dei Ministri europei per trovare una rapida soluzione al problema. Tale soluzione si sta individuando, su iniziativa dell’Italia, all’interno del cosiddetto regolamento Ue Omnibus che è una norma proposta dalla Commissione europea per rendere operativo l’obbligo di sbarco del pescato in porto».
Attraverso il decreto, è stato riconfermato il numero massimo delle imbarcazioni autorizzate alla pesca delle vongole. Un passaggio fondamentale, da un lato, per rinnovare l’autorizzazione alla pesca (su base triennale) ai consorzi; dall’altro, per evitare la pesca indiscriminata con imbarcazioni non autorizzate.

Il decreto accelera inoltre il percorso di depenalizzazione delle catture di vongole e altri molluschi sottotaglia. «Con il decreto sul numero massimo di imbarcazioni - ha sottolineato il Ministro - avviamo un percorso concreto a favore dei lavoratori di questo settore. Allo stesso tempo siamo impegnati per rivedere una parte della normativa europea e mitigarne alcuni effetti sproporzionati. Mi riferisco in particolare alla necessità di depenalizzare il reato di pesca sottotaglia. C’è già all’esame del senato un emendamento al Collegato agricoltura che trasforma l’illecito da penale a amministrativo e che il Governo ha presentato e sostenuto. Allo stesso tempo siamo impegnati a Bruxelles per rivedere tutto il tema della taglia minima del pescato, in particolare delle vongole».
«La taglia minima per le vongole fu introdotta in Italia alla fine degli anni ‘60 per essere ripresa poi nelle norme Ue - spiega la Federcoopesca - ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è il Regolamento comunitario dei controlli, che ha intensificato l’azione delle forze dell’ordine e quindi le sanzioni, creando problemi alle imprese che devono pagare costi salati anche a fronte di quantitativi minimi di pescato sotto taglia del tutto accidentali».
Successivamente alla pubblicazione del decreto in Gazzetta, «sarà possibile - hanno precisato Martina e Castiglione - avviare il rinnovo dell’autorizzazione ai consorzi abilitati a gestire la pesca dei molluschi bivalvi previa trasmissione da parte dei consorzi stessi dei dati indispensabili alla valutazione scientifica necessaria».
«A dicembre - ha proseguito Martina - abbiamo avviato uno studio scientifico mirato a sostenere le nostre richieste e proprio ieri abbiamo chiesto in sede di Consiglio europeo di risolvere quanto prima la questione, sfruttando anche i regolamenti di attuazione della nuova Politica comune della Pesca. Serve un lavoro serio - ha auspicato il ministro - con tutti i soggetti interessati, a partire dalle Regioni, che dovranno imparare a spendere bene e in tempo le risorse a disposizione».
«Proprio ieri a Bruxelles - ha aggiunto il sottosegretario Castiglione - ho parlato con il Commissario Vella con l’impegno di portare l’emergenza vongole sul tavolo dei Ministri europei per trovare una rapida soluzione al problema. Tale soluzione si sta individuando, su iniziativa dell’Italia, all’interno del cosiddetto regolamento Ue Omnibus che è una norma proposta dalla Commissione europea per rendere operativo l’obbligo di sbarco del pescato in porto».

