A pochi giorni dal via libera del Parlamento europeo alla norma sulla libera scelta degli Stati membri, la Valle d’Aosta diventa la prima regione d’Italia completamente Ogm free. È quanto prevede un disegno di legge - approvato dal Consiglio regionale all’unanimità - che abroga la vigente normativa regionale in materia di coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche (n. 29/2005). Il nuovo testo (composto da sette articoli) vieta la coltivazione degli Ogm, organismi geneticamente modificati, su tutto il territorio regionale. Con questo provvedimento, proposto dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, la Valle d’Aosta si attesta come prima regione italiana “Ogm free”. In altre regioni italiane sussiste una norma valida solo per le coltivazioni del mais, mentre in Valle d’Aosta da ora il divieto sarà applicato su tutte le coltivazioni.



L’Assemblea ha accolto un solo emendamento al ddl, presentato dalla maggioranza, che riduce l’importo delle sanzioni minime applicabili ai trasgressori, mettendo in linea il provvedimento con le direttive europee sulle sanzioni. La norma persegue più obiettivi contemporaneamente: la prevenzione della salute della popolazione, la difesa del leale commercio dei prodotti del settore agroalimentare, la tutela del territorio e dell’ambiente e la promozione della Regione Valle d’Aosta, del suo territorio e delle conseguenti produzioni agricole di qualità.

Soddisfazione per la decisione unanime assunta dal Consiglio regionale è stata espressa dalla Coldiretti Valle d’Aosta, che sottolinea come «la nostra lotta contro gli Ogm sia iniziata sin dal 2004 attraverso l’adesione di alcuni Comuni (Chambave, Champdepraz, Donnas, Etroubles, Valsavarenche, Valtournenche, Verrès) al progetto “liberi da Ogm” che, con delibere Comunali dichiaravano volontariamente, sin da allora, il divieto di uso di Ogm sui loro territori. Ricordiamo ancora che il Consorzio tutela Dop Fontina, già dal 2006, primo Consorzio di tutela Dop in Italia, bandiva, in autoregolamentazione, l’uso di mangimi Ogm quali integratori dell’alimentazione delle bovine il cui latte è destinato alla produzione della Fontina».

«Non siamo mai stati contro gli Ogm in maniera strumentale e ideologica, o peggio demagogica - afferma il direttore della Coldiretti regionale, Ezio Mossoni - ma la nostra posizione è una semplice conseguenza coerente della conclamata posizione a favore della tipicità, dell’origine esclusiva della materia prima legata al territorio, della biodiversità, della valorizzazione dell’ambiente e dell’economia legate alla produzione locale agroalimentare. Se si crede in tutto ciò non si può essere a favore degli Ogm, che sono omologazione, appiattimento e massificazione delle produzioni, l’esatto contrario dell’agricoltura in cui crediamo, la nostra agricoltura - anche quella nazionale e non solo quella locale - non potrà mai competere sulla base di bassi costi e bassi prezzi, ma solo giocandosela a livello di distintività e qualità».