I prodotti lattiero-caseari biologici conquistano gli italiani e nei primi 5 mesi del 2014 vedono salire le vendite del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo afferma Assolatte citando quanto emerge dal rapporto “Bio in cifre 2014” che sarà presentato a Bologna in occasione del Sana, sabato 6 settembre. Grazie a questi risultati latte, yogurt, burro, latticini e formaggi biologici bio rappresentano il secondo segmento per importanza nel carrello della spesa bio degli italiani, dietro solo all’ortofrutta fresca e trasformata.



I prodotti lattiero-caseari biologici sono sempre più spesso presenti nei frigoriferi degli italiani, anche in quelli dei vegetariani, un gruppo di consumatori per cui latte, yogurt e formaggi sono particolarmente importanti per tanti, validi e comprovati motivi. Gli chef sottolineano la varietà di sapori e la versatilità gastronomica dei prodotti lattiero-caseari, che arricchiscono di sapore le ricette a base di vegetali, ortaggi, cereali o legumi. I gourmet ne apprezzano il piacere e il gusto, mentre i consumeristi valutano molto positivamente il costo abbordabile e l’eccezionale rapporto tra densità nutrizionale e prezzo.

Ma sono soprattutto i nutrizionisti a insistere sull’importanza per i vegetariani di consumare regolarmente prodotti lattiero-caseari, visto che consentono di coprire il fabbisogno quotidiano di alcuni nutrienti particolarmente critici per chi ha scelto questo regime alimentare migliorando l’apporto proteico, assicurando il necessario quantitativo di zinco e di calcio (estremamente difficile da raggiungere se si eliminano i prodotti lattiero-caseari), e garantendo il fabbisogno di molte vitamine del gruppo B.

5 ragioni per cui i vegetariani non possono fare a meno di latte, yogurt e formaggi
  1. I prodotti lattiero-caseari forniscono proteine di ottima qualità, migliori anche di quelle ottenute combinando cereali e legumi. Infatti si tratta di proteine altamente digeribili e meglio assimilabili rispetto a quelle contenute nei cereali. Inoltre i latticini hanno un alto potere di sintesi proteica: per eguagliare questo valore bisognerebbe consumare quantità abnormi di legumi o cereali, e quindi “caricarsi” di molte calorie in eccesso. Senza parlare delle conseguenze che questo comporta per l’ambiente.
  2. I prodotti lattiero-caseari apportano vitamine del gruppo B, in particolare B2 e B12, quelle di cui i vegetariani sono a maggior rischio di carenza. Evitare di consumare prodotti animali si ripercuote sull’assunzione di alcune delle vitamine del gruppo B. In particolare, i vegetariani hanno un apporto problematico di vitamina B2 e non arrivano a raggiungere i livelli consigliati di vitamina B12 se non ricorrono a integratori o alimenti fortificati. Questo deficit è anche collegato a un rischio concreto: l’elevata concentrazione di omocisteina, un indicatore importante di rischio cardiovascolare.
  3. I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di zinco e ne favoriscono l’assorbimento, ostacolato da un forte consumo di vegetali. Lo zinco rappresenta un problema per i vegetariani, perché ne assumono poco (viene fornito soprattutto da carni e pesci) e perché i fitati contenuti nei vegetali ne contrastano l’assorbimento da parte dell’organismo. I prodotti lattiero caseari - soprattutto i formaggi, in special modo se stagionati - sono quindi molto importanti, sia perché nella dieta onnivora sono responsabili del 21% dell’apporto di zinco, sia per il loro apporto proteico che aumenta l’assorbimento di questo minerale.
  4. I prodotti lattiero-caseari sono la migliore e maggiore fonte di calcio. Nell’alimentazione italiana latte, yogurt e formaggi forniscono più della metà dell’apporto quotidiano di calcio. Ciononostante questa quantità è insufficiente a coprire i fabbisogni giornalieri. Il deficit di calcio aumenta in chi non consumi latticini, in particolare nei vegani.
  5. I prodotti lattiero-caseari non implicano il sacrificio di animali. Quindi chi è diventato vegetariano per rispetto verso gli animali può certamente introdurre questo gruppo di alimenti nella propria alimentazione rendendo così più facilmente raggiungibile l’obiettivo dell’equilibrio alimentare.