A Mariella Morosi il primo premio del concorso “Il Bursôn e il suo territorio”
La corrispondente romana di Italia a Tavola ha vinto il concorso giornalistico con un articolo su Antonio Longanesi, pubblicato sulla nostra testata. La premiazione è stata preceduta da una degustazione di Bursôn
Lo scorso 27 settembre, nella suggestiva cornice della sala Oriani, a Bagnacavallo (Ra), si è tenuta la premiazione del 2° concorso giornalistico “Il Bursôn e il suo territorio” organizzato dal Consorzio Il Bagnacavallo in collaborazione con la rivista online Olio Vino e Peperoncino. Un concorso giornalistico aperto a giornalisti e blogger, dedicato alla Bassa Romagna e al suo vino: il Bursôn, il vino del “Consorzio Il Bagnacavallo” che quest’anno ha raccolto moltissimi riconoscimenti a livello nazionale ma soprattutto internazionale e che è stato scelto come vino ufficiale del progetto Ravenna 2019.

Nella foto, da sinistra: Francesco Turri (di Olio vino e Peperoncino), Matteo Giacomoni (vice sindaco di Bagnacavallo), Timothy Carrozza, Cristina Viggè, Prof.Tazzari (rappresentante della giuria), Mariella Morosi, Sergio Ragazzini e Daniele Longanesi
Alla presenza dell’amministrazione comunale sono stati premiati i vincitori: alla giornalista Mariella Morosi, il 1° premio (una targa creata dall’orafo bagnacavallese Paolo Ponzi e 60 bottiglie di Bursôn Etichetta Nera, Riserva del Consorzio, annata 2009) per l’articolo “Antonio Longanesi, cavaliere del lavoro per il contributo alla viticoltura italiana” pubblicato su Italia a Tavola; alla giornalista e scrittrice Cristina Viggè, il 2° premio (60 Bottiglie di Bursôn Etichetta Nera, Riserva del Consorzio, annata 2009) per l’articolo “Bursôn: quando Bacco parla in dialetto” apparso su Italian Gourmet. Il premio speciale della giuria, invece, è stato conferito a Timothy Carrozza, per il suo articolo “Bursôn, espressione autentica di Romagna” pubblicato su Vinoway.
La premiazione è stata preceduta, nel caratteristico Chiostro di San Francesco, da una degustazione verticale di Bursôn, organizzata dall’enologo del consorzio, Sergio Ragazzini, bagnacavallese, cui va il merito di aver scommesso, per realizzare “un grande vino rosso di pianura”, sull’Uva Longanesi, uva che è stata recuperata in quel di Boncellino da Antonio Longanesi, da cui prende il nome.
Si tratta della prima verticale “ufficiale” di Bursôn proposta dal Consorzio e guidata sapientemente dal giornalista e critico enogastronomico Umberto Faedi; le bottiglie sono state generosamente offerte dai produttori, ognuno dei quali ha “rispolverato” un’annata diversa: 2001 azienda agricola Spinetta di Faenza, 2002 azienda agricola Daniele Longanesi di Bagnacavallo, 2003 Poderi Morini di Faenza, 2005 azienda Biologica Celti e Centurioni di Bagnacavallo, 2006 azienda agricola Randi di Fusignano e 2008 Tenuta Uccellina di Russi.
Un evento, nel suo genere, essendo pochissime le bottiglie di vecchie annate ancora a disposizione dei produttori che le conservano gelosamente, perché il Bursôn è un vino partito in sordina alla fine degli anni novanta, un po’ per gioco e un po’ per scommessa, ma che, anche con questa degustazione verticale, continua a sorprendere chi lo avvicina per la prima volta e chi già lo conosce, soddisfazione e stimolo per il Consorzio e tutti i suoi produttori. Si ringrazia, per la collaborazione nella realizzazione dell’evento, Giorgio Amadei, responsabile della didattica Ais Romagna e il sommelier Cristiano Morini.

Nella foto, da sinistra: Francesco Turri (di Olio vino e Peperoncino), Matteo Giacomoni (vice sindaco di Bagnacavallo), Timothy Carrozza, Cristina Viggè, Prof.Tazzari (rappresentante della giuria), Mariella Morosi, Sergio Ragazzini e Daniele Longanesi
Alla presenza dell’amministrazione comunale sono stati premiati i vincitori: alla giornalista Mariella Morosi, il 1° premio (una targa creata dall’orafo bagnacavallese Paolo Ponzi e 60 bottiglie di Bursôn Etichetta Nera, Riserva del Consorzio, annata 2009) per l’articolo “Antonio Longanesi, cavaliere del lavoro per il contributo alla viticoltura italiana” pubblicato su Italia a Tavola; alla giornalista e scrittrice Cristina Viggè, il 2° premio (60 Bottiglie di Bursôn Etichetta Nera, Riserva del Consorzio, annata 2009) per l’articolo “Bursôn: quando Bacco parla in dialetto” apparso su Italian Gourmet. Il premio speciale della giuria, invece, è stato conferito a Timothy Carrozza, per il suo articolo “Bursôn, espressione autentica di Romagna” pubblicato su Vinoway.
La premiazione è stata preceduta, nel caratteristico Chiostro di San Francesco, da una degustazione verticale di Bursôn, organizzata dall’enologo del consorzio, Sergio Ragazzini, bagnacavallese, cui va il merito di aver scommesso, per realizzare “un grande vino rosso di pianura”, sull’Uva Longanesi, uva che è stata recuperata in quel di Boncellino da Antonio Longanesi, da cui prende il nome.
Si tratta della prima verticale “ufficiale” di Bursôn proposta dal Consorzio e guidata sapientemente dal giornalista e critico enogastronomico Umberto Faedi; le bottiglie sono state generosamente offerte dai produttori, ognuno dei quali ha “rispolverato” un’annata diversa: 2001 azienda agricola Spinetta di Faenza, 2002 azienda agricola Daniele Longanesi di Bagnacavallo, 2003 Poderi Morini di Faenza, 2005 azienda Biologica Celti e Centurioni di Bagnacavallo, 2006 azienda agricola Randi di Fusignano e 2008 Tenuta Uccellina di Russi.
Un evento, nel suo genere, essendo pochissime le bottiglie di vecchie annate ancora a disposizione dei produttori che le conservano gelosamente, perché il Bursôn è un vino partito in sordina alla fine degli anni novanta, un po’ per gioco e un po’ per scommessa, ma che, anche con questa degustazione verticale, continua a sorprendere chi lo avvicina per la prima volta e chi già lo conosce, soddisfazione e stimolo per il Consorzio e tutti i suoi produttori. Si ringrazia, per la collaborazione nella realizzazione dell’evento, Giorgio Amadei, responsabile della didattica Ais Romagna e il sommelier Cristiano Morini.

