Dallo scorso 7 agosto, quando la Russia ha annunciato l'embargo delle importazioni di tutti i prodotti agroalimentari provenienti da quei Paesi che hanno imposto sanzioni contro la Russia in risposta al conflitto in Ucraina, l'Unione europea è intervenuta stanziando milioni di euro per salvare il settore agroalimentare.

Vladimir Putin

Tuttavia il presidente russo Vladimir Putin (nella foto) sembra non demordere dal suo tentativi di ostacolare le l'export europeo, e annuncia che difficilmente il mercato russo sarà ancora accessibile per l'Ue, soprattutto una volta che questo sarà occupato dalle aziende latinoamericane e asiatiche.

«Il pericolo per i nostri tradizionali fornitori - ha osservato il capo del Cremlino parlando alla tv pubblica russa - è che quando un'azienda si colloca in un mercato, in questo caso quello russo, allontanarla diventa molto difficile, se non impossibile».

A suo giudizio, «le aziende europee percepiscono il rischio e per questo sono molto delusi nei confronti dei loro governi» e della loro politica di sanzioni contro Mosca. Putin, che ha proibito le importazioni di alimenti, frutta e verdure occidentali, come risposta alle sanzioni imposte a Mosca per il suo ruolo nel conflitto ucraino, ha riconosciuto che “purtroppo” i produttori russi non riescono a coprire queste importazioni.

«Per questo - dichiara Putin - ora lavoriamo con altri produttori stranieri. Sono Paesi dell'America Latina: Brasile, Argentina, Cile. E anche con i nostri alleati asiatici: produttori cinesi e di altri Paesi». E ha definito “ridicoli” i tentativi europei di convincere questi Paesi a non esportare la propria produzione sul mercato russo. «È difficile immaginare - aggiunge Putin - che uomini d'affari non approfittino dell'occasione per accedere al nostro mercato».

Nei supermercati di Mosca già si nota la carenza dei prodotti ortofrutticoli europei, soprattutto frutta (agrumi e mele), verdure (pomodori e peperoni) e prodotti lattiero-caseari (formaggi e yogurt). Gli analisti ritengono che il divieto di importazione imposto dal Cremlino provocherà un aumento dei prezzi, nonostante i tentativi del governo di evitarlo.