Si spreca cibo poco o raramente. Otto consumatori su dieci, nel campione intervistato dal Movimento difesa del cittadino (Mdc), hanno dichiarato di non gettare quasi mai o raramente gli avanzi di cibo nella spazzatura. E quando la spesa alimentare finisce tra i rifiuti, sono verdura (33,5%), avanzi di cibi cotti (25,1%), frutta (15,6%) e pane (15,1%) gli alimenti che più spesso finiscono la loro vita nella spazzatura. A quota zero, invece, il pesce che evidentemente viene acquistato con oculatezza; avveduti anche gli acquisti di carne, gettati via solo nell’1,7% dei casi.



Gli avanzi, secondo il sondaggio Mdc lanciato in occasione della prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare promossa dal ministero dell’Ambiente, vengono spesso (63,1%) trasformati in nuove ricette, congelati oppure destinati all’alimentazione animale (17,3%).

Rimane però un 19,6% del campione che ammette di gettare nel cassonetto gli avanzi di pranzi o cene, troppo abbondanti o non graditi. E tra i dati più critici emersi, il 6% che dichiara di non controllare mai la data di scadenza presente in etichetta.

«Questi dati confermano la necessità di lavorare molto sul fronte dell’educazione e responsabilizzazione del consumatore», commenta il Movimento difesa del cittadino, entrato a far parte, in qualità di membro, del team di Fusions, progetto europeo che punta a un uso più efficiente delle risorse per una riduzione dello spreco alimentare, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del settimo Programma Quadro.