Otto italiani su 10 non sprecano il cibo. Nella spazzatura soprattutto ortofrutta
Uno degli effetti della crisi economica è la maggiore attenzione da parte degli italiani verso gli sprechi di cibo: otto su dieci, infatti, affermano di non gettare quasi mai o raramente gli avanzi nella spazzatura.
Si spreca cibo poco o raramente. Otto consumatori su dieci, nel campione intervistato dal Movimento difesa del cittadino (Mdc), hanno dichiarato di non gettare quasi mai o raramente gli avanzi di cibo nella spazzatura. E quando la spesa alimentare finisce tra i rifiuti, sono verdura (33,5%), avanzi di cibi cotti (25,1%), frutta (15,6%) e pane (15,1%) gli alimenti che più spesso finiscono la loro vita nella spazzatura. A quota zero, invece, il pesce che evidentemente viene acquistato con oculatezza; avveduti anche gli acquisti di carne, gettati via solo nell’1,7% dei casi.

Gli avanzi, secondo il sondaggio Mdc lanciato in occasione della prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare promossa dal ministero dell’Ambiente, vengono spesso (63,1%) trasformati in nuove ricette, congelati oppure destinati all’alimentazione animale (17,3%).
Rimane però un 19,6% del campione che ammette di gettare nel cassonetto gli avanzi di pranzi o cene, troppo abbondanti o non graditi. E tra i dati più critici emersi, il 6% che dichiara di non controllare mai la data di scadenza presente in etichetta.
«Questi dati confermano la necessità di lavorare molto sul fronte dell’educazione e responsabilizzazione del consumatore», commenta il Movimento difesa del cittadino, entrato a far parte, in qualità di membro, del team di Fusions, progetto europeo che punta a un uso più efficiente delle risorse per una riduzione dello spreco alimentare, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del settimo Programma Quadro.

Gli avanzi, secondo il sondaggio Mdc lanciato in occasione della prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare promossa dal ministero dell’Ambiente, vengono spesso (63,1%) trasformati in nuove ricette, congelati oppure destinati all’alimentazione animale (17,3%).
Rimane però un 19,6% del campione che ammette di gettare nel cassonetto gli avanzi di pranzi o cene, troppo abbondanti o non graditi. E tra i dati più critici emersi, il 6% che dichiara di non controllare mai la data di scadenza presente in etichetta.
«Questi dati confermano la necessità di lavorare molto sul fronte dell’educazione e responsabilizzazione del consumatore», commenta il Movimento difesa del cittadino, entrato a far parte, in qualità di membro, del team di Fusions, progetto europeo che punta a un uso più efficiente delle risorse per una riduzione dello spreco alimentare, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del settimo Programma Quadro.

