Nell’ambito dell’attività di contrasto alle frodi extratributarie, i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Palermo hanno scoperto, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, una partita di 25mila bottiglie di olio extravergine recanti il falso simbolo europeo per prodotti Dop (Denominazione di origine protetta) e altre 7.990 bottiglie con etichettatura “Valle del Belice Dop” contraffatta.

La merce, rinvenuta in un container in partenza per il Canada, è stata sequestrata su ordine dell’Autorità giudiziaria e l’operatore responsabile dell’illecito è stato denunciato per tentata frode in commercio e contraffazione di prodotti tutelati con indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.



«L’operatore responsabile dell’illecito - ha spiegato in una nota il Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva Dop Valle del Belice - è estraneo al Consorzio, né è iscritto ad Agroqualità (organo di controllo). Questo sequestro conferma il successo della lotta per la tutela della qualità del prodotto agroalimentare italiano, a presidio della fiducia dei consumatori e degli attori dell’intera filiera. Il Consorzio dell’olio extravergine di oliva Dop Valle del Belice e i suoi soci sono in prima fila nel promuovere controlli accurati e collaborare con le autorità preposte per tutelare l’elevata qualità dei prodotti etichettati Dop Valle del Belice».

L’Olio del Belice, conosciuto anche come “l’Oro verde del Belice”, è uno degli oli extravergine Dop più pregiati al mondo e soprattutto utilizza una materia prima eccezionale e del territorio, l’oliva Nocellara. Come ricorda Antonino Bascio, presidente del Consorzio, «questo prodotto è profondamente legato al suo territorio, che si affaccia sul canale di Sicilia a pochi chilometri dal continente africano, che in sinergia con il clima tipo di questa zona e la tipologia dei terreni, determina le condizioni favorevoli alla coltivazione dell’olio».