Bello e buono, il Rinascimento dell’enogastronomia
L’Italian style è il sistema su cui si può basare un nuovo modello di sviluppo per il nostro Paese. E la chiave del successo è la sinergia tra i settori di eccellenza. Come ha fatto Marchesi con la sua Accademia a Milano
In molti parlano di fare squadra e unire i punti di forza dell’immagine italiana nel mondo. Senza nulla togliere al valore dell’auto, delle nuove tecnologie o dell’industria in genere, cucina ed enogastronomia, moda e design, arte e ambiente, sono i plus dell’Italian style, unici e non a caso copiati e taroccati senza sostanziali tutele da parte delle nostre istituzioni.
Eppure la nostra immagine passa da lì. Sono le ragioni per cui sopravvive, sempre più debole, il nostro turismo, nonché i settori con i più forti trend di esportazione. Ma soprattutto, l’Italian style è il sistema su cui si può basare un nuovo modello di sviluppo per il nostro Paese.
L’importante è superare le barriere e le assurde gerarchie di valori fra questi mondi. Si deve lavorare per fare sinergia, valorizzandoli tutti insieme, contaminandoli a vicenda e puntando sugli elementi comuni come la creatività, la capacità di offrire benessere e abbinare il bello e il buono.
Come Italia a Tavola, è quanto ci prefiggiamo da tempo, con varie iniziative. L’ultima di queste è la riuscitissima festa sulle terrazze del Grand Hotel Baglioni a Firenze dove, inaugurando l’estate fiorentina, abbiamo abbinato giovani stilisti con cuochi e barman, nonché con un ambiente unico come la città del Giglio.
Il nostro format “Fra Cuochi e Stilisti, un cocktail di stelle” è un modo con cui vogliamo contribuire alla nascita di un sistema capace di portare ad un nuovo Rinascimento in cui l’enogastronomia sia uno dei cardini. Una strada che per fortuna vede oggi molti soggetti in campo. Fra questi ci piace ricordare Gualtiero Marchesi che, da vero indomito leone, ha lanciato la sua Accademia, in una via storica per la Cucina italiana come Bonvesin de la Riva, dove ha chiamato a raccolta registi, musicisti e designer per dare sempre più forza al valore Culturale che sta dietro al cibo.
Eppure la nostra immagine passa da lì. Sono le ragioni per cui sopravvive, sempre più debole, il nostro turismo, nonché i settori con i più forti trend di esportazione. Ma soprattutto, l’Italian style è il sistema su cui si può basare un nuovo modello di sviluppo per il nostro Paese.
L’importante è superare le barriere e le assurde gerarchie di valori fra questi mondi. Si deve lavorare per fare sinergia, valorizzandoli tutti insieme, contaminandoli a vicenda e puntando sugli elementi comuni come la creatività, la capacità di offrire benessere e abbinare il bello e il buono.
Come Italia a Tavola, è quanto ci prefiggiamo da tempo, con varie iniziative. L’ultima di queste è la riuscitissima festa sulle terrazze del Grand Hotel Baglioni a Firenze dove, inaugurando l’estate fiorentina, abbiamo abbinato giovani stilisti con cuochi e barman, nonché con un ambiente unico come la città del Giglio.
Il nostro format “Fra Cuochi e Stilisti, un cocktail di stelle” è un modo con cui vogliamo contribuire alla nascita di un sistema capace di portare ad un nuovo Rinascimento in cui l’enogastronomia sia uno dei cardini. Una strada che per fortuna vede oggi molti soggetti in campo. Fra questi ci piace ricordare Gualtiero Marchesi che, da vero indomito leone, ha lanciato la sua Accademia, in una via storica per la Cucina italiana come Bonvesin de la Riva, dove ha chiamato a raccolta registi, musicisti e designer per dare sempre più forza al valore Culturale che sta dietro al cibo.


