HPP, la tecnologia della pressione al servizio della qualità del food&beverage
HPP Italia fornisce tecnologie delle alte pressioni. Le imprese che producono prodotti alimentari potranno beneficiarne per eliminare completamente le proliferazioni microbiche senza incidere sulla qualità del prodotto
Presentata a Milano HPP Italia, spin-off aziendale dedicato all’offerta di tecnologia delle alte pressioni, servizio del quale potranno beneficiare altri imprenditori del mondo food & beverage. Nata dalla collaborazione fra due importanti realtà imprenditoriali dell’alimentare, ha sede a Trasveretolo, nella Food Valley parmense.
L’esperienza, la comunione d’intenti e la voglia di far crescere il volume d’affari delle proprie aziende, hanno portato due imprenditori lungimiranti e dinamici ad unire i reciproci sforzi per sviluppare una strategia comune basata sulla ricerca e lo sviluppo di una tecnologia che si è affacciata in Italia già dagli anni 50, ma non ha trovato abbastanza terreno fertile nel nostro paese per svilupparsi, come è avvenuto invece negli Stati Uniti.
Per semplificare, si tratta di sottoporre i prodotti alimentari, tramite l’introduzione in un apposito macchinario, ad una pressione uniforme di circa 6mila atmosfere per pochi minuti, dopo anni di studi e di sperimentazioni scientifiche, il risultato è quello di distruggere completamente le proliferazioni microbiche, anche quelle più resistenti ad altri trattamenti, senza incidere sulle caratteristiche del prodotto. Rimangono inalterati quindi il gusto, il colore, gli aromi, la consistenza, il corredo vitaminico e quello nutrizionale. L’eccezionale e provato risultato è quello di tutelare il consumatore sotto il profilo della sicurezza e di allungare in maniera significativa la shelf life del prodotto.

Le due aziende alimentari in prima linea in questo progetto sono il Prosciuttificio San Michele-Terre Ducali di Parma che da 50 anni produce prosciutti e insaccati di alta qualità seguendo l’intera filiera, dagli allevamenti alla lavorazione, e Foods Import, azienda di Teramo specializzata nella commercializzazione di baccalà e stoccafisso, con un background di oltre 110 anni di attività, sempre condotta dalla famiglia che oggi è alla quarta generazione.
Giulio Gherri, ceo della neonata HPP Italia Food Safety e Ad dell’azienda di salumi Dop e Igp di famiglia, ha raccontato con entusiasmo il progetto: «HPP Italia nasce in risposta all’esigenza specifica dell’azienda di famiglia di trovare un sistema di pastorizzazione a freddo e di sterilizzazione adatto al Prosciutto di Parma DOP, come per altri salumi a più breve stagionatura, per garantirci nuove opportunità di business legate all’internazionalizzazione. Una sfida complessa, perché parliamo di un prodotto alimentare molto denso, secco, di dimensioni relativamente grandi, non facile da trattare dopo il confezionamento evitando problemi come la perdita di consistenza o la genesi di odori sgradevoli».
Partner di Giulio Gherri nel progetto HPP Italia è Massimo Monti, ceo di Foods Import, azienda nata nel 1903: «Da alcuni anni abbiamo intrapreso la strada delle alte pressioni. Una scelta dettata da una duplice necessità: da un lato, soddisfare le esigenze di un consumatore che chiede prodotti alimentari privi di conservanti, pratici, caratterizzati da un elevato contenuto di servizio e facili da utilizzare. Dall’altro, offrire al mercato un baccalà pronto da cucinare, già reidratato, con una scadenza sufficientemente lunga. Il ricorso al metodo HPP ci ha permesso di ottenere un prodotto privo di conservanti, dal contenuto salino molto basso e dalle cariche batteriche abbattute, con una scadenza 10 volte più lunga rispetto al pesce non trattato. Ora il consumatore può conservare in frigorifero per 30 giorni un filetto di baccalà: quando ha voglia di mangiarlo, non deve più attendere tre giorni per ammollare il prodotto. Basta aprire la confezione, sciacquarne il contenuto sotto acqua fredda e cucinare. Grazie alla tecnologia delle alte pressioni abbiamo poi allargato il campo di commerciabilità dei nostri prodotti a tutto il territorio italiano e anche ad alcuni Paesi confinanti».

Dopo lo studio e la sperimentazione, avvenuta con grande successo, «Foods Import ha incrementato del 30% le vendite negli ultimi 3 anni e del 60% dall’inizio dell’anno», ha dichiarato Massimo Monti. La creazione di HPP Italia è dovuta all’idea di offrire a tutte le aziende interessate la lavorazione delle derrate conto terzi, un servizio unico che offre l’opportunità di approcciare una tecnologia dalle grandi potenzialità, senza grande impegno finanziario per l’acquisto della struttura.
«Vogliamo aiutare le aziende a creare nuova opportunità di business, e vogliamo iniziare a fare cultura sul settore HPP, ancora poco conosciuto in Italia ma già ampiamente diffuso negli Stati Uniti», ha affermato con convinzione Giulio Gherri.
Gli alimenti che possono essere trattati sono numerosi: succhi di frutta, marmellate, paste, sughi, piatti precucinati, prodotti a base di pesce, di carne e salumi stagionati... Il metodo HPP si applica, quindi, sia ad alimenti solidi che liquidi. La partnership tecnologica della statunitense Avure, leader mondiale nel metodo HPP applicato al food, garantisce la qualità del servizio offerto.
L’esperienza, la comunione d’intenti e la voglia di far crescere il volume d’affari delle proprie aziende, hanno portato due imprenditori lungimiranti e dinamici ad unire i reciproci sforzi per sviluppare una strategia comune basata sulla ricerca e lo sviluppo di una tecnologia che si è affacciata in Italia già dagli anni 50, ma non ha trovato abbastanza terreno fertile nel nostro paese per svilupparsi, come è avvenuto invece negli Stati Uniti.
Per semplificare, si tratta di sottoporre i prodotti alimentari, tramite l’introduzione in un apposito macchinario, ad una pressione uniforme di circa 6mila atmosfere per pochi minuti, dopo anni di studi e di sperimentazioni scientifiche, il risultato è quello di distruggere completamente le proliferazioni microbiche, anche quelle più resistenti ad altri trattamenti, senza incidere sulle caratteristiche del prodotto. Rimangono inalterati quindi il gusto, il colore, gli aromi, la consistenza, il corredo vitaminico e quello nutrizionale. L’eccezionale e provato risultato è quello di tutelare il consumatore sotto il profilo della sicurezza e di allungare in maniera significativa la shelf life del prodotto.

Le due aziende alimentari in prima linea in questo progetto sono il Prosciuttificio San Michele-Terre Ducali di Parma che da 50 anni produce prosciutti e insaccati di alta qualità seguendo l’intera filiera, dagli allevamenti alla lavorazione, e Foods Import, azienda di Teramo specializzata nella commercializzazione di baccalà e stoccafisso, con un background di oltre 110 anni di attività, sempre condotta dalla famiglia che oggi è alla quarta generazione.
Giulio Gherri, ceo della neonata HPP Italia Food Safety e Ad dell’azienda di salumi Dop e Igp di famiglia, ha raccontato con entusiasmo il progetto: «HPP Italia nasce in risposta all’esigenza specifica dell’azienda di famiglia di trovare un sistema di pastorizzazione a freddo e di sterilizzazione adatto al Prosciutto di Parma DOP, come per altri salumi a più breve stagionatura, per garantirci nuove opportunità di business legate all’internazionalizzazione. Una sfida complessa, perché parliamo di un prodotto alimentare molto denso, secco, di dimensioni relativamente grandi, non facile da trattare dopo il confezionamento evitando problemi come la perdita di consistenza o la genesi di odori sgradevoli».
Partner di Giulio Gherri nel progetto HPP Italia è Massimo Monti, ceo di Foods Import, azienda nata nel 1903: «Da alcuni anni abbiamo intrapreso la strada delle alte pressioni. Una scelta dettata da una duplice necessità: da un lato, soddisfare le esigenze di un consumatore che chiede prodotti alimentari privi di conservanti, pratici, caratterizzati da un elevato contenuto di servizio e facili da utilizzare. Dall’altro, offrire al mercato un baccalà pronto da cucinare, già reidratato, con una scadenza sufficientemente lunga. Il ricorso al metodo HPP ci ha permesso di ottenere un prodotto privo di conservanti, dal contenuto salino molto basso e dalle cariche batteriche abbattute, con una scadenza 10 volte più lunga rispetto al pesce non trattato. Ora il consumatore può conservare in frigorifero per 30 giorni un filetto di baccalà: quando ha voglia di mangiarlo, non deve più attendere tre giorni per ammollare il prodotto. Basta aprire la confezione, sciacquarne il contenuto sotto acqua fredda e cucinare. Grazie alla tecnologia delle alte pressioni abbiamo poi allargato il campo di commerciabilità dei nostri prodotti a tutto il territorio italiano e anche ad alcuni Paesi confinanti».

Dopo lo studio e la sperimentazione, avvenuta con grande successo, «Foods Import ha incrementato del 30% le vendite negli ultimi 3 anni e del 60% dall’inizio dell’anno», ha dichiarato Massimo Monti. La creazione di HPP Italia è dovuta all’idea di offrire a tutte le aziende interessate la lavorazione delle derrate conto terzi, un servizio unico che offre l’opportunità di approcciare una tecnologia dalle grandi potenzialità, senza grande impegno finanziario per l’acquisto della struttura.
«Vogliamo aiutare le aziende a creare nuova opportunità di business, e vogliamo iniziare a fare cultura sul settore HPP, ancora poco conosciuto in Italia ma già ampiamente diffuso negli Stati Uniti», ha affermato con convinzione Giulio Gherri.
Gli alimenti che possono essere trattati sono numerosi: succhi di frutta, marmellate, paste, sughi, piatti precucinati, prodotti a base di pesce, di carne e salumi stagionati... Il metodo HPP si applica, quindi, sia ad alimenti solidi che liquidi. La partnership tecnologica della statunitense Avure, leader mondiale nel metodo HPP applicato al food, garantisce la qualità del servizio offerto.


