Michelino Gioia, 10 anni di successi raccolti nel suo nuovo libro di ricette
Michelino Gioia, del ristorante The Cesar, di Palo Laziale (Rm), ha presentato il libro “Tradizioni contemporanee” in occasione dei suoi 10 anni di carriera. Il volume raccoglie le migliori ricette dello chef
Non poteva che essere presentato a La Posta Vecchia di Palo Laziale (Rm) il libro dello chef Michelino Gioia (nella foto) che da dieci anni è al timone del ristorante stellato The Cesar, nella bellissima e storica struttura a picco sul mare, ex foresteria seicentesca del Castello Odescalchi. Il volume, con la prefazione di Allan Bay, è stato presentato nel corso di una cena che ha ripercorso la storia professionale di questo giovane chef di grande talento di origine beneventana.

A festeggiarlo tutto lo staff che lo affianca in cucina e in sala e tanti ospiti che hanno potuto degustare le sue specialità, in abbinamento alle etichette di una grande azienda laziale, Omina Romana. Il volume, illustratissimo e di grande formato, descrive le ricette di Michelino Gioia più significative di tutta la sua carriera, dall’Acciuga farcita di baccalà, lardo, semi di cacao e rucola all’Astice con spuma di limoncello e pistacchi di Bronte, dalla Costicina di coniglio con mazzancolle di Sicilia e grano spezzato al Branzino con agretti, scorzonera e salsa d’arancio piccante. Gioia non ha confini nella sua ricerca dell’essenza dei sapori, riesce senza pregiudizi ad armonizzare al massimo i frutti del mare e quelli della terra.
Lo ha dimostrato in diretta davanti agli ospiti in uno show cooking sulla terrazza de La Posta Vecchia con un piatto di Capesante al maialino speziato con verdure, cotto a bassa temperatura. Scrive Allan Bay nella prefazione: «In un grande ristorante si va per festeggiare mangiando, non per mangiare. I grandi locali in Francia sono nati all’epoca della Rivoluzione. La grande cucina è festeggiare esagerando un po’, in un ambiente super. E questo avviene sempre da Michelino Gioia al The Cesar. I suoi piatti sono anche belli, colorati. Li ho trovati buoni anche prima di mettere un boccone in bocca».
Il festeggiato non ha voluto fare grandi discorsi alla “sua” festa, ma l’emozione c’era e si vedeva. È il libro a parlare della sua storia professionale, da quando piccolissimo aiutava i genitori allevatori di pecore a Castelpagano, borgo medievale del Sannio, al suo ingresso nel mondo della ristorazione all’istituto alberghiero Le Streghe. Dopo l’inevitabile gavetta con le stagioni in tutt’Italia, approda al Baglioni di Bologna. È la svolta nell’hotellerie di lusso nell’alta cucina. Poi arriva Il Pellicano, il Four Season di Milano e tanti incontri che hanno lasciato il segno, da quello con Stefano di Salvo, con Antonio Guida, con Gaetano Trovato e tanti altri.
La prima stella Michelin è arrivata nel 2007 ma ora - ha detto - si lavora per la seconda. A presentare la pubblicazione è stato Carlo Vischi, responsabile della Collana “30 Gourmet” che punta ad una maggiore conoscenza dei migliori talenti italiani. Trenta editore nasce nel 2004 con la pubblicazione del volume “Gli chef del vino” dedicandosi a realizzare libri con temi originali in grado di appassionare al mondo della cucina attraverso collane diverse. L’azienda vitivinicola Omina Romana è di proprietà della famiglia tedesca Boerner e a guidarla è una giovane donna enologa che per amore del vino ha abbandonato la professione di storica, Maria Teresa Boerner.
Ad affiancarla è l'enologo toscano Claudio Gori mentre in vigna c'è l'agronoma Paula Pacheco. Con una superficie vitata di 90 ettari a Velletri, produce vini di alta qualità posizionandosi come luxury brand in Italia e all’estero, con forte export negli Stati Uniti, Europa ed Asia. La Posta Vecchia era stata trasformata da Paul Getty in una sontuosa villa padronale dopo cinque anni di lavori.
All’interno conserva strutture e mosaici di una preesistente villa romana ed è tutta arredata con pezzi di antiquariato. Roberto Sciò, proprietario anche de “Il Pellicano” di Porto Ercole, racconta nel libro l’incontro con questa struttura nel 1980 e il suo immediato, inevitabile innamoramento. La Posta Vecchia di Palo Laziale, circondata da un grande parco, a picco sul mare, è ad una trentina di km da Roma ed è facilmente raggiungibile attraverso la via Aurelia.
Titolo: Michelino Gioia. Tradizioni contemporanee
Autore: Michelino Gioia
Editore: Trenta
Pagine: 199
Prezzo: 48 euro

A festeggiarlo tutto lo staff che lo affianca in cucina e in sala e tanti ospiti che hanno potuto degustare le sue specialità, in abbinamento alle etichette di una grande azienda laziale, Omina Romana. Il volume, illustratissimo e di grande formato, descrive le ricette di Michelino Gioia più significative di tutta la sua carriera, dall’Acciuga farcita di baccalà, lardo, semi di cacao e rucola all’Astice con spuma di limoncello e pistacchi di Bronte, dalla Costicina di coniglio con mazzancolle di Sicilia e grano spezzato al Branzino con agretti, scorzonera e salsa d’arancio piccante. Gioia non ha confini nella sua ricerca dell’essenza dei sapori, riesce senza pregiudizi ad armonizzare al massimo i frutti del mare e quelli della terra.
Lo ha dimostrato in diretta davanti agli ospiti in uno show cooking sulla terrazza de La Posta Vecchia con un piatto di Capesante al maialino speziato con verdure, cotto a bassa temperatura. Scrive Allan Bay nella prefazione: «In un grande ristorante si va per festeggiare mangiando, non per mangiare. I grandi locali in Francia sono nati all’epoca della Rivoluzione. La grande cucina è festeggiare esagerando un po’, in un ambiente super. E questo avviene sempre da Michelino Gioia al The Cesar. I suoi piatti sono anche belli, colorati. Li ho trovati buoni anche prima di mettere un boccone in bocca». Il festeggiato non ha voluto fare grandi discorsi alla “sua” festa, ma l’emozione c’era e si vedeva. È il libro a parlare della sua storia professionale, da quando piccolissimo aiutava i genitori allevatori di pecore a Castelpagano, borgo medievale del Sannio, al suo ingresso nel mondo della ristorazione all’istituto alberghiero Le Streghe. Dopo l’inevitabile gavetta con le stagioni in tutt’Italia, approda al Baglioni di Bologna. È la svolta nell’hotellerie di lusso nell’alta cucina. Poi arriva Il Pellicano, il Four Season di Milano e tanti incontri che hanno lasciato il segno, da quello con Stefano di Salvo, con Antonio Guida, con Gaetano Trovato e tanti altri.
La prima stella Michelin è arrivata nel 2007 ma ora - ha detto - si lavora per la seconda. A presentare la pubblicazione è stato Carlo Vischi, responsabile della Collana “30 Gourmet” che punta ad una maggiore conoscenza dei migliori talenti italiani. Trenta editore nasce nel 2004 con la pubblicazione del volume “Gli chef del vino” dedicandosi a realizzare libri con temi originali in grado di appassionare al mondo della cucina attraverso collane diverse. L’azienda vitivinicola Omina Romana è di proprietà della famiglia tedesca Boerner e a guidarla è una giovane donna enologa che per amore del vino ha abbandonato la professione di storica, Maria Teresa Boerner.
Ad affiancarla è l'enologo toscano Claudio Gori mentre in vigna c'è l'agronoma Paula Pacheco. Con una superficie vitata di 90 ettari a Velletri, produce vini di alta qualità posizionandosi come luxury brand in Italia e all’estero, con forte export negli Stati Uniti, Europa ed Asia. La Posta Vecchia era stata trasformata da Paul Getty in una sontuosa villa padronale dopo cinque anni di lavori.All’interno conserva strutture e mosaici di una preesistente villa romana ed è tutta arredata con pezzi di antiquariato. Roberto Sciò, proprietario anche de “Il Pellicano” di Porto Ercole, racconta nel libro l’incontro con questa struttura nel 1980 e il suo immediato, inevitabile innamoramento. La Posta Vecchia di Palo Laziale, circondata da un grande parco, a picco sul mare, è ad una trentina di km da Roma ed è facilmente raggiungibile attraverso la via Aurelia.
Titolo: Michelino Gioia. Tradizioni contemporanee
Autore: Michelino Gioia
Editore: Trenta
Pagine: 199
Prezzo: 48 euro


