Oltre 700 agricoltori favorevoli agli Ogm in nome della libera ricerca scientifica
Parte direttamente dagli imprenditori agricoli la richiesta di autorizzazione per le colture Ogm; sono 716 le firme raccolte e inserite nelle lettera indirizzata a Elena Cattaneo per promuovere questa volontà
È partita da un ingegnere convertito all'agricoltura, Franco Nulli, l'idea di raccogliere le firme di imprenditori agricoli, soprattutto di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, d'accordo nel richiedere l'autorizzazione a coltivare Ogm, e inviare una "lettera-appello" indirizzata ala senatrice a vita Elena Cattaneo.

L'intento comune è di promuovere la libertà di ricerca scientifica insieme alla libertà d'impresa, modificando la normativa attuale che vieta in Italia sia la coltivazione di piante geneticamente modificate, sia la sperimentazione.
In controtendenza rispetto alle credenze più diffuse sono moltissimi gli agricoltori che difendono le colture Ogm: «In vent’anni - dichiara Deborah Piovan al Corriere della Sera, riferendosi alle sue coltivazioni di mais e soia in provincia di Rovigo - non hanno mai provocato un mal di pancia. Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che non sono pericolosi, come dimostrano molti studi».
«La coltivazione in Italia è vietata - aggiunge al Corriere della Sera Franco Nulli - ma gli Ogm li mangiamo da almeno dieci anni. Le nostre mucche e i nostri maiali sono alimentati con mais modificato e così nascono i prodotti vanto delle nostre tavole, dal parmigiano al prosciutto».

L'intento comune è di promuovere la libertà di ricerca scientifica insieme alla libertà d'impresa, modificando la normativa attuale che vieta in Italia sia la coltivazione di piante geneticamente modificate, sia la sperimentazione.
In controtendenza rispetto alle credenze più diffuse sono moltissimi gli agricoltori che difendono le colture Ogm: «In vent’anni - dichiara Deborah Piovan al Corriere della Sera, riferendosi alle sue coltivazioni di mais e soia in provincia di Rovigo - non hanno mai provocato un mal di pancia. Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che non sono pericolosi, come dimostrano molti studi».
«La coltivazione in Italia è vietata - aggiunge al Corriere della Sera Franco Nulli - ma gli Ogm li mangiamo da almeno dieci anni. Le nostre mucche e i nostri maiali sono alimentati con mais modificato e così nascono i prodotti vanto delle nostre tavole, dal parmigiano al prosciutto».

