John Dickie per la sezione Autore, Alice Montarotti come Giovane Ricercatrice e Giovanni Ballarini per la Carriera, hanno ricevuto il Premio Giovanni Rebora 2014, nato per onorare la memoria e l'opera dello studioso genovese, docente di Storia dell'Economia e dell'Alimentazione. Vincitore della 3ª edizione del premio è risultato John Dickie, storico e accademico inglese docente di Studi Italiani presso l’University College di Londra. Le sue ricerche riguardano la rappresentazione del sud Italia, il naionalismo italiano e l’identità nazionale, la storia culturale, la criminalità organizzata e la cucina italiana.

da sinistra: Gianluca Buccilli e John Dickie
Nella foto, da sinistra: Gianluca Buccilli (ex sindaco di Recco) e John Dickie

Il premio alla carriera quest’anno viene riconosciuto a Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia italiana della cucina già Professore dell’Università degli Studi di Parma, membro di diverse commissioni scientifiche della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea. Si è occupato della sicurezza e della qualità alimentare ed ha sviluppato ricerche sugli aspetti antropologici dell’alimentazione umana in tutte le sue diverse sfaccettature e complessi rapporti con la società, l’economia e la salute.

Su temi d’antropologia alimentare ha prodotto circa trecento pubblicazioni, tra le quali una trentina di libri, anche con lo pseudonimo di John B. Dancer. I vincitori, come da tradizione, hanno ricevuto un “testo” in rame (la tipica teglia nella quale si usa cuocere la focaccia col formaggio di Recco) con incise le motivazioni del Premio. Non è un caso che sia stato scelto come riconoscimento proprio un simile oggetto; in questo modo, attraverso un simpatico gioco di parole, si ricorda non solo la teglia legata alla tradizione culinaria genovese, ma anche il "testo" letterario.

da sinistra: Giovanni Ballarini e Paolo Lingua
Nella foto, da sinistra: Giovanni Ballarini e Paolo Lingua

Anche quest’anno un premio ai “Giovani Ricercatori”, per onorare il sentimento di grande passione che U Prufessu ha sempre cercato di trasmettere alle nuove generazioni e che vedrà assegnare un riconoscimento al giovane autore della miglior tesi di laurea incentrata su argomenti inerenti la storia, la letteratura, il costume, l’economia legati al settore gastronomico e alla civiltà della tavola nel suo insieme.

I finalisti selezionati dal Comitato Organizzatore sono stati: Claudia Beccato, La Gola (1982­1993): una rivoluzione nell'approccio gastronomico tra interdisciplinarità e arte Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Alice Mortarotti, Analisi dell’alimentazione tradizionale contadina e delle pratiche della medicina popolare della metà del secolo scorso a San Salvatore Monferrato, in raffronto alla letteratura scientifica medica e nutrizionale contemporanea Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Matteo Serpi Prolegomeni a fonti e metodologie per la storia della cucina contemporanea Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

da sinistra: Alice Montarotti, Gianni Carbone e Federico Rebora
Nella foto, da sinistra: Alice Montarotti, Gianni Carbone e Federico Rebora

Vincitrice della sezione “Giovani Ricercatori” è risultata Alice Montarotti che ha ricevuto un assegno del valore di mille euro devoluto da Manuelina, grande sostenitrice della valorizzazione dei giovani e del loro impegno nella ricerca. La cerimonia di premiazione è andata in scena lo scorso 12 maggio presso lo storico ristorante Manuelina di Recco, promotore dell’iniziativa in collaborazione con Federico Rebora, figlio di Giovanni.

Per l’occasione, Filippo Chiappini Dattilo, chef “stellato” dell’Antica Osteria del Teatro di Piacenza, Luisa e Franco Casella, chef della Locanda dei Beccaria di Montù Beccaria e Marco Pernati, chef di "Manuelina" con tutta la sua “brigata”, hanno deliziato gli ospiti a cena.

«Il mio rapporto con Giovanni Rebora - ha ricordato Gianni Carbone, patron del ristorante Manuelina nei purtroppo sporadici incontri che per la loro gradevolezza ne auspicavano sempre altri più completi e frequenti, non era frutto solo di un’istintiva simpatia e di una piacevole conversazione. Nel nostro interloquire si manifestava un comune concetto circa la valenza della nostra terra, l'evoluzione della civiltà della tavola, la difesa della genovesità. La conoscenza, la ricerca, la passione insita nei nostri animi rendeva assimilabile la nostre due attività: la sua di emerito studioso e docente e la mia di indomito oste di vecchia data».

A decretare i vincitori tra le opere finaliste selezionate dal comitato organizzatore è stata la giuria composta da: Massimo Montanari, docente dell’Università di Bologna, esperto di Storia dell’Alimentazione e vincitore del riconoscimento alla carriera nella prima edizione del Premio, Piercarlo Grimaldi, Rettore Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Paolo Lingua, Presidente del Comitato Organizzatore, giornalista e scrittore, Gianni Carbone, Patron del ristorante "Manuelina" di Recco.

Anche quest’anno tre sono state le categorie di premio: quello rivolto all’autore di un’opera sulla storia, letteratura, costume ed economia connesse alla gastronomia ed alla civiltà della tavola, al giovane ricercatore autore della miglior tesi di laurea, incentrata sui medesimi temi e il premio “alla carriera”.

A contendersi il Premio “Autore” sono stati: Giancarlo Elia Valori, Geopolitica del cibo, Rizzoli Editore; John Dickie, Con gusto. Storia degli italiani a tavola, Laterza Editori; Riccardo Cattaneo Vietti, Egidio Trainito, Mauro Doneddu, Uomini e cozze. I Molluschi nella storia, Genova University Press De Ferrari Editore; Carlo Moggia, «Facere vindemmiam et torculare». Vino e viticoltura nella Liguria centro­orientale: il duecento. Questi autori sono riusciti a compiere quella contaminazione tra cultura scientifica, originalità, poesia e arte che costituisce l’obiettivo primario del Premio.

Grande entusiasmo dimostrato da Federico Rebora, figlio di Giovanni, per questa terza edizione del Premio: «Quest’anno mio padre sarebbe davvero contento ha commentato Federico Rebora per il successo che ha ottenuto la sezione dedicata al Premio per il giovane ricercatore, inserita tra le categorie lo scorso anno. Spesso scordiamo che lui fosse soprattutto un insegnante anche se molti lo ricordano per la sua personalità, le battute, la cultura vastissima. Un Premio per uno studente nel nome di mio padre era da tempo nei miei pensieri, grazie a Gianni Carbone ed alla sua famiglia è diventato realtà. Inoltre questa edizione del Premio è stata presentata in una cornice davvero prestigiosa: l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo alla presenza del rettore dell’UNISG Piercarlo Grimaldi e di Carlo Petrini, Presidente dell’Università e fondatore dell’Associazione Slow Food, grande amico di mio padre, e di fronte agli studenti. Ne sarebbe davvero entusiasta. In fondo è ancora ricordato come “U Prufessu”».

Uno dei momenti più toccanti e significativi della serata è stata la consegna da parte di Giovanni Ballarini a Gianni Carbone della Medaglia dell’Accademia Italiana della Cucina, riconoscimento riservato a chi tutela e valorizza la cucina italiana.