Ho servito il re d’Inghilterra
In “Ho servito il re d’Inghilterra” Bohumil Hrabal racconta, con umorismo e poesia, le avventure di un piccolo cameriere cecoslovacco che, tra disastri e fortune, diviene proprietario di grandi alberghi
Bohumil Hrabal nacque cent’anni fa, nel 1914 a Brno in Moravia, considerato tra i migliori scrittori europei del ‘900, in Italia si meritò il premio Grinzane Cavour e il premio Mondello. Nelle oltre 200 pagine del romanzo “Ho servito il re d’Inghilterra” del 1971 racconta, con umorismo e poesia, le avventure di un piccolo cameriere che diviene proprietario di grandi alberghi.

Le biografie si soffermano sui numerosi mestieri cui si adattò per vivere e per scelta, da commesso viaggiatore a ferroviere a assicuratore solo per citarne alcuni. Ma la sua vita fu la scrittura, come osservazione divertita, e profonda nello stesso tempo, del mondo che lo circonda, lo porge con la leggerezza della poesia, il sarcasmo per l’arrancare umano, l’umorismo che tutto perdona.
Il suo stile è originale, non lascia tregua, l’erotismo è sottile e divertente. Il romanzo “Ho servito il re d’Inghilterra” (1971 Edizioni e/o Roma) inizia con sarcasmo: “Fate attenzione a quello che ora vi racconto. Quando arrivai all’albergo Praga subito il principale mi prese per un orecchio e me lo tirò dicendomi: Tu qui sei un apprendista cameriere, quindi ricordati: Tu non hai visto nulla e non hai sentito nulla. Ripeti!. E il principale mi tirò l’orecchio destro e disse: Ricordati però che devi lo stesso vedere e sentire ogni cosa. Ripeti!. E io ripetei sbigottito. E fu così che cominciai”.
Fin delle prime pagine, il racconto è serrato, l’apprendista, il piccolo, alle sei del mattino vede sfilare la squadra di lavoro dell’albergo, poi vende würstel alla stazione e sperimenta ingegnosi imbrogli, a sera osserva le cene dei ricchi notabili, le risse sanguinose degli zingari benestanti.
Già a pagina 12 riceve le attenzioni delle sguattere e poco dopo si spoglia con la signorina del bordello. Il racconto prosegue con fortune e disastri, personaggi veri e immaginari, paesaggi in continua mutazione. Nelle stazioni il protagonista sembra ritrovare se stesso, con gli animali dialoga senza affanni.
Titolo: Ho servito il re d’Inghilterra
Autore: Bohumil Hrabal
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 218
Prezzo: 10,50 euro

Le biografie si soffermano sui numerosi mestieri cui si adattò per vivere e per scelta, da commesso viaggiatore a ferroviere a assicuratore solo per citarne alcuni. Ma la sua vita fu la scrittura, come osservazione divertita, e profonda nello stesso tempo, del mondo che lo circonda, lo porge con la leggerezza della poesia, il sarcasmo per l’arrancare umano, l’umorismo che tutto perdona.
Il suo stile è originale, non lascia tregua, l’erotismo è sottile e divertente. Il romanzo “Ho servito il re d’Inghilterra” (1971 Edizioni e/o Roma) inizia con sarcasmo: “Fate attenzione a quello che ora vi racconto. Quando arrivai all’albergo Praga subito il principale mi prese per un orecchio e me lo tirò dicendomi: Tu qui sei un apprendista cameriere, quindi ricordati: Tu non hai visto nulla e non hai sentito nulla. Ripeti!. E il principale mi tirò l’orecchio destro e disse: Ricordati però che devi lo stesso vedere e sentire ogni cosa. Ripeti!. E io ripetei sbigottito. E fu così che cominciai”.
Fin delle prime pagine, il racconto è serrato, l’apprendista, il piccolo, alle sei del mattino vede sfilare la squadra di lavoro dell’albergo, poi vende würstel alla stazione e sperimenta ingegnosi imbrogli, a sera osserva le cene dei ricchi notabili, le risse sanguinose degli zingari benestanti.
Già a pagina 12 riceve le attenzioni delle sguattere e poco dopo si spoglia con la signorina del bordello. Il racconto prosegue con fortune e disastri, personaggi veri e immaginari, paesaggi in continua mutazione. Nelle stazioni il protagonista sembra ritrovare se stesso, con gli animali dialoga senza affanni.
Titolo: Ho servito il re d’Inghilterra
Autore: Bohumil Hrabal
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 218
Prezzo: 10,50 euro


