Crisi, -45% di sprechi alimentari. Economia domestica per 3 famiglie su 4
La crisi ha modificato anche le abitudini alimentari degli italiani: il 45% ha ridotto gli sprechi alimentari, mentre il 28% li ha annullati. L’80% fa la spesa in modo più oculata, il 56% riutilizza ciò che avanza.
L'economia domestica torna in quasi tre famiglie su quattro (73%) che hanno tagliato gli sprechi a tavola, con il 45% che li ha ridotti mentre il 28% li ha addirittura annullati. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ sugli effetti della crisi sulle tavole degli italiani nel 2013 dalla quale emerge peraltro che una percentuale del 26% non ha cambiato il proprio comportamento. Tra chi ha tagliato gli sprechi l’80% fa la spesa in modo più oculato, il 37% guardando con più attenzione alla data di scadenza e il 26% riducendo le dosi acquistate, ma sono il 56% quelli che riutilizzano quello che avanza.

Il risultato è stato che si è verificato il drammatico crollo storico della spesa, con le famiglie italiane che hanno tagliato dal pesce fresco (-20%) alla pasta (-9%), dal latte (-8%) all’olio di oliva extravergine (-6%) dall’ortofrutta (-3%) alla carne (-2%) mentre aumentano solo le uova (+2%), sulla base dell’analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primi undici mesi del 2013.
L’andamento della spesa riflette anche la tendenza a privilegiare l’acquisto di materie prime di base come farina (+7%), miele (+12%) ma anche dei preparati per dolci (+6%), in netta controtendenza rispetto al calo complessivo degli acquisti alimentari stimato pari al 4%. Cambia dunque il carrello della spesa degli italiani dove trovano più spazio le materie prime per la preparazione dei cibi a scapito di cibi pronti come ad esempio le merendine in calo del 3% in valore o dei gelati che crollano del 7%.
A cambiare sono anche i luoghi tradizionali della spesa con ben 15 milioni di italiani che nel 2013 hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori (+2%) che sono l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita sostenuta nel tempo della crisi. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.
I mercati degli agricoltori promuovono la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km zero, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio.
L’attenzione alla spesa e il contenimento degli sprechi sono forse gli unici aspetto positivi della crisi in una situazione in cui ogni persona in Italia ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno. Sulle tavole degli italiani tornano ad esempio i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia.
Ricette che non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta. I piatti antispreco sono tanti, basta solo un po’ di estro e si possono preparare delle ottime polpette recuperando della carne macinata avanzata semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per riutilizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia.
Se avanza del pane, invece, si può optare per la più classica panzanella aggiungendo semplici ingredienti, sempre presenti in ogni casa, come pomodoro olio e sale per arrivare alla più tradizionale ribollita che utilizza cibi poveri come fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Ma anche la frutta può essere facilmente recuperata se caramellata, cotta per diventare marmellata o semplicemente in macedonia.

Il risultato è stato che si è verificato il drammatico crollo storico della spesa, con le famiglie italiane che hanno tagliato dal pesce fresco (-20%) alla pasta (-9%), dal latte (-8%) all’olio di oliva extravergine (-6%) dall’ortofrutta (-3%) alla carne (-2%) mentre aumentano solo le uova (+2%), sulla base dell’analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primi undici mesi del 2013.
L’andamento della spesa riflette anche la tendenza a privilegiare l’acquisto di materie prime di base come farina (+7%), miele (+12%) ma anche dei preparati per dolci (+6%), in netta controtendenza rispetto al calo complessivo degli acquisti alimentari stimato pari al 4%. Cambia dunque il carrello della spesa degli italiani dove trovano più spazio le materie prime per la preparazione dei cibi a scapito di cibi pronti come ad esempio le merendine in calo del 3% in valore o dei gelati che crollano del 7%.
A cambiare sono anche i luoghi tradizionali della spesa con ben 15 milioni di italiani che nel 2013 hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori (+2%) che sono l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita sostenuta nel tempo della crisi. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.
I mercati degli agricoltori promuovono la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km zero, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio.
L’attenzione alla spesa e il contenimento degli sprechi sono forse gli unici aspetto positivi della crisi in una situazione in cui ogni persona in Italia ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno. Sulle tavole degli italiani tornano ad esempio i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia.
Ricette che non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta. I piatti antispreco sono tanti, basta solo un po’ di estro e si possono preparare delle ottime polpette recuperando della carne macinata avanzata semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per riutilizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia.
Se avanza del pane, invece, si può optare per la più classica panzanella aggiungendo semplici ingredienti, sempre presenti in ogni casa, come pomodoro olio e sale per arrivare alla più tradizionale ribollita che utilizza cibi poveri come fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Ma anche la frutta può essere facilmente recuperata se caramellata, cotta per diventare marmellata o semplicemente in macedonia.

