Raccontò “il ventre di Napoli” con i suoi eroismi e le sue nefandezze, povertà e ricchezze, coerenze e contraddizioni; fu grande pioniera di tutto il giornalismo italiano; sfiorò il Nobel. Matilde Serao, grande musa troppo spesso dimenticata dalla sua città, dal 2003 è anche un premio istituito dall’Accademia Italiana della Cucina, che lo ha naturalmente legato a chi contribuisca con la sua opera a valorizzare il “sentimento del gusto”, diffondendo e conoscendo meglio la cucina partenopea e campana che in questi anni è arrivata in vetta alle classifiche nazionali e internazionali dell’enogastronomia.

Santa Di SalvoQuest’anno la delegazione Napoli-Capri presieduta da Elio Palombi ha deciso di assegnare il riconoscimento biennale, alla sua 6ª edizione, alla giornalista e scrittrice Santa Di Salvo (nella foto), «che continua a raccontare i sapori del Sud con l’identica passione che segnò le pagine della grande Serao».

Appuntamento per la premiazione sabato 8 marzo alle ore 18.30 al Caffè Opera del Teatro San Carlo. A consegnare la targa il direttore del Mattino, Alessandro Barbano. Rosaria De Cicco leggerà brani della Serao dedicati alla decima musa Gasterea, protettrice della gastronomia.