Crisi, -5,6% i prezzi dei prodotti agricoli. Maltempo e crollo dei consumi le cause
L'andamento dei prezzi alla produzione industriale agricola di febbraio registra un calo del 5,6%; forti ribassi per i cereali e la frutta (-13%), per il vino (-18,8%), per l’olio d’oliva (-10,5%) e gli ortaggi (-8,4%).

I prezzi dei prodotti agricoli alla produzione sono diminuiti del 5,6% con cali di oltre il 13% sia per le quotazioni dei cereali che della frutta, ma ribassi a due cifre si registrano anche per oli di oliva (-10,6%) e vini (-18,8%). È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’andamento dei prezzi alla produzione industriale a febbraio.
A diminuire in misura sensibile sono anche i prezzi degli ortaggi (-8,5%) per effetto dell’andamento climatico, ma a calare sono anche le quotazioni del bestiame vivo e delle uova che hanno subito una contrazione del 2,2%. Aumentano invece i prodotti lattiero-caseari del 5,9% seppure con andamenti fortemente differenziati in funzione delle produzioni.
A pesare sull’andamento delle quotazioni sono state le anomalie climatiche stagionali, ma anche il calo dei consumi interni e le difficoltà crescenti nelle esportazioni dovute anche al rafforzamento dell’euro sul dollaro, mentre dal punto di vista strutturale continuano a pesare le strozzature di filiera e la concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero e spacciati come made in Italy per la mancanza di informazioni trasparenti sulla reale origine dei prodotti.
La Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta i dati Istat e chiede provvedimenti che aiutino la competitività, riducano gli oneri e rafforzino la trasparenza della filiera. «È soprattutto l’insieme delle coltivazioni vegetali a registrare la performance peggiore (-11,5%) - afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in una nota - riconducibile da un lato alla flessione dei consumi interni e dall’altro alle “bizze” del clima con intere produzioni in campo aperto rovinate, tra sbalzi di temperatura, piogge violente e allagamenti estesi».
«Il calo dei prezzi praticati sul campo - sottolinea la Cia - assieme agli alti costi di produzione, non fa che erodere i margini di redditività delle imprese agricole. Per questo è necessario che il governo intervenga con provvedimenti che riducano oneri, aiutino la competitività e rafforzino la filiera e la trasparenza dei vari passaggi».

