Crollano le vendite nei piccoli negozi che a gennaio fanno segnare un calo del 2,9% nell’alimentare e del 2,3% per gli altri. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commento dei dati Istat relativi al commercio al dettaglio nel primo mese dell’anno, con un crollo che ha riguardato proprio per le imprese operanti su piccole superfici, alimentari e non, mentre aumentano in misura rilevante i discount alimentari con un +3,1%.



Un fenomeno che prosegue il trend negativo fatto segnare nel 2013, con un calo delle vendita del 3% e che sta portando alla chiusura di molti negozi tradizionali che oltre ad effetti economici ed occupazionali determina ha un impatto negativo legati alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell'intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale dei centri urbani.

Un andamento contrastato solo dall’andamento positivo dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che sempre più frequentemente trovano spazio nei centri delle città e contribuiscono a mantenere vivo il tessuto economico e sociale. Siamo di fronte agli effetti della crisi che porta a dire addio al negozio di fiducia con quasi la metà degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali è guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.

«L’anno nuovo - commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori in una nota - non inverte la dinamica delle vendite alimentari, che anche a gennaio restano al palo segnando un calo dello 0,1% a livello tendenziale e una variazione nulla su dicembre. Vuol dire che gli italiani continuano la spending review sulla tavola e se nel 2007 mettevano nel carrello 5 prodotti alimentari, ora ne prendono soltanto due».

«D’altra parte - continua la Cia - con l’obbligo di risparmiare delle famiglie, il prezzo diventa il fattore decisivo nella scelta dell’esercizio commerciale in cui recarsi, mettendo in secondo piano fattori come la vastità della scelta o la qualità. Supermercati e ipermercati “resistono” a +0,2% e +0,6% rispettivamente, grazie anche all’enorme offerta di promozioni e offerte speciali, con ormai più del 30% dei prodotti sugli scaffali a sconto».