Nelle aule del Parlamento si discute l’ipotesi di abolire il dicastero di via Venti Settembre. In cinque anni alle Politiche agricole si sono succeduti ben cinque ministri. Dal maggio 2008, infatti, si sono passati il testimone Luca Zaia, Giancarlo Galan, Francesco Saverio Romano, Mario Catania, Nunzia De Girolamo, dimessasi pochi giorni fa a causa della vicenda del suo presunto coinvolgimento nell’inchiesta sulle Asl di Benevento, e adesso il Presidente del Consiglio Enrico Letta, che gestisce il Mipaaf ad interim in attesa di un nuovo ministro.

E ora passa alla commissione Affari costituzionali della Camera la proposta di legge, presentata lo scorso maggio da sette deputati della Lega Nord (primo firmatario Davide Caparini), che prevede la soppressione del ministero delle Politiche agricole e il trasferimento delle relative funzioni al ministero dello Sviluppo economico. Nella relazione di accompagnamento, la soppressione viene motivata «dall’esigenza di una razionalizzazione delle funzioni tramite l’accorpamento per materia, necessaria per superare inutili quanto dannose sovrapposizioni nelle competenze, nonché di contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica».

Gianni Fava: Atto di civiltà abolire il Mipaaf
Gianni Fava«Il ministero delle Politiche agricole costa 1,3 miliardi di euro l’anno: una cifra eccessiva, per compiti che possono essere assorbiti dal ministero delle Politiche europee e dal ministero dello Sviluppo economico. E se si desse corso al completamento del processo di federalismo, con una maggiore sussidiarietà rispetto ad oggi, le Regioni potrebbero assolvere le politiche di indirizzo agricolo, direttamente con l’Unione europea», ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava (nella foto a sinistra), che risulta essere secondo firmatario della proposta di legge all’epoca in cui era parlamentare.

«Il ministero dell’Agricoltura - ha aggiunto Fava - è inutile, dannoso e sopravvissuto miracolosamente contro la volontà dei cittadini, che ne decretarono la soppressione il 18 aprile 1993 attraverso un referendum. Mi chiedo se non sia giunto il momento di dare corso alla soppressione, con 21 anni di ritardo e dopo uno spreco di denaro pubblico esorbitante».

Ampio il coro di critiche e pareri contrari alla proposta di legge leghista. Solo Coldiretti non ha ancora preso una posizione esplicita sulla questione...

Fima: Proposta di soppressione inaccettabile
Saverio De Bonis«Pensare di sopprimere un ministero chiave per l’agricoltura italiana e per i consumatori, accorpandolo all’economia, è un vero e proprio insulto al Paese. Una provocazione inaccettabile. E se a proporlo è una forza politica, come la Lega, che ha gestito nell’ultima legislatura il ministero con Zaia, allora è pure sconcertante», ha dichiarato Saverio De Bonis (nella foto a destra), coordinatore della Fima, Federazione italiana movimenti agricoli.

«La forte crisi d’identità di un partito come la Lega fa dimenticare che il Ministero oltre a conservare le sue competenze in ambito agricolo e alimentare, rappresenta gli interessi unitari dell’Italia in seno all’Unione europea soprattutto per evitare le continue riduzioni ai fondi Pac (Politica agricola comune). Questi interessi non possono essere rappresentati in maniera frammentaria da venti assessori regionali a Bruxelles, come sostiene l’illuminante assessore regionale lombardo Fava della Lega. Egli - aggiunge il coordinatore - dovrebbe sapere che quando al Ministero c’era Zaia, a Bruxelles c’è andato poche volte perché indaffarato con la campagna elettorale in Veneto, di cui oggi è governatore, procurando così danni ingenti all’Italia perché assente ai tavoli di negoziazione europei. I danni di quelle assenze li apprezziamo solo oggi, sulla nostra pelle!».

M5S: Agricoltura fonte di innovazione e occupazione
Filippo Gallinella«La proposta di legge di soppressione del Mipaaf avanzata dal deputato Caparini sembra quanto mai provocatoria, anche perché l’agricoltura e le attività connesse sono le uniche, nonostante la crisi, a offrire innovazione e occupazione», ha sottolineato Filippo Gallinella (nella foto a sinistra) del Movimento 5 Stelle, membro della commissione Agricoltura della Camera.

Copagri: Proposta di soppressione inconcepibile e fuori dal tempo
Franco Verrascina«Troviamo la proposta di legge inconcepibile e fuori dal tempo», ha evidenziato il presidente della Copagri, Franco Verrascina (nella foto a destra). «Questo, in generale, perché l’agricoltura, tramite la Pac, è stata il primo e ancora oggi è uno dei pochi settori che ha contribuito in modo fondamentale all’integrazione ed alla coesione europea. Non a caso tutti i Paesi membri dell’Unione hanno un dicastero ad hoc. Non si considera evidentemente la necessità di uno specifico governo di un settore con una crescente strategicità, anche in considerazione del previsto forte aumento della domanda di cibo su scala internazionale e per i risultati che sta conseguendo sul piano dell’export ed occupazionale. Non si tengono in nessun conto, inoltre, le particolari sfide che l’attualità e il futuro prossimo ci prospettano, dall’attuazione proprio della nuova Pac all’Expo 2015, che ricordo propone come tema centrale “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, che sottintende il ruolo basilare che l’agricoltura e l’agroalimentare avranno nell’evento. Chiediamo il ritiro della proposta di legge o un’unanime bocciatura parlamentare della stessa ed a proposito una posizione in tal senso del Presidente Letta, attualmente anche Ministro delle politiche agricole».