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Educazione e rispetto prima di tutto. E mettiamoci pure il bon ton istituzionale, giusto per distinguersi dal terrorismo verbale di Grillo e dei suoi seguaci. Ma, francamente, quel “grazie” rivolto da Enrico Letta all’ex presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua fa più male delle ignobili sceneggiate dei 5 stelle alla Camera. Ma in che Paese siamo finiti se il capo del Governo deve rendere omaggio ad un boiardo sotto inchiesta per avere truffato proprio lo Stato di cui avrebbe dovuto essere uno dei più fedeli servitori? No, così proprio non va bene.

Mastrapasqua sarà anche stato uno dei super protetti del potente zio di Letta (il braccio destro di Berlusconi), nonché grande amico della Cisl, ma ciò non toglie che è uno degli esempi di quella casta di finti manager e burocrati che hanno gestito finora l’Italia in barba alle scelte di qualunque Governo e qualunque maggioranza politica. Si tratta di persone di cui l’Italia non ha proprio bisogno e che andrebbero ridimensionate per poteri, incarichi ed emolumenti. Pensiamo solo ai danni che ha causato al ministro Fornero quando “non ha collaborato” sul tema esodati...

Quel che vengono pagati gli amministratori e i dirigenti delle aziende pubbliche italiane (dai Comuni allo Stato) non ha eguali al mondo, ed è una delle cause della corruzione dilagante che ha travolto anche la credibilità delle istituzioni. L’esempio di Mastrapasqua è in questa prospettiva emblematico e simbolo di una situazione che è ormai intollerabile.

Il grazie di Letta ci indigna profondamente e giustifica quasi le più barbare iniziative dei grillini contro un certo modo di fare politica.

Enrico Letta ha sbagliato, ma ora può rimediare. Ci aspettiamo che Mastrapasqua sia dimissionato da tutti gli incarichi pubblici che ha collezionato e che da qui parta un’operazione di bonifica sfoltendo enti e società spesso inutili, le cui funzioni potrebbero essere riassorbite nelle istituzioni (Ministeri, Regioni o Comuni). Serve un taglio drastico degli emolumenti e se qualche “manager” pubblico protesta gli si aprano pure le porte del mercato, dove certamente le aziende private faranno a gara (?) per portarsi a casa competenze frutto di lottizzazioni politiche.

Enrico Letta, ministro delle Politiche agricole pro tempore, potrebbe anche dare un segnale concreto che vuole davvero farla finita con questa casta di finti manager azzerando le varie partecipazioni e aziende speciali che gravitano attorno al Ministero. Si libererebbero risorse e competenze per dare magari vita a quell’unica struttura di cui tutti i produttori hanno bisogno: una Sopexa italiana per vendere nel mondo il Made in Italy a Tavola. Questo potrebbe anche essere l’unico valore aggiunto da attivare in occasione dell’Expo.