Paladin Capital Partners Group Spa, azionista di maggioranza del gruppo Fini, ha acquisito il 100% di Greci Industria Alimentare, azienda leader nel settore della ristorazione  che opera con due stabilimenti di produzione a Ravadese (Parma) e a Malaga, in Spagna.



Con questa acquisizione Paladin Capital Partners Group aggrega un pool di marchi storici della gastronomia emiliana e nazionale, portabandiera della qualità e dell’italianità della produzione, tra  i quali si svilupperanno importanti sinergie di offerta e commerciali.

Greci, azienda che dal 1923 ha fatto la storia nella produzione del pomodoro, dal 1966 si è specializzata nel foodservice. Oggi vanta più di 20mila clienti nella ristorazione tradizionale e una significativa presenza nella moderna ristorazione organizzata, con oltre 80 milioni € di fatturato e una rete vendita  commerciale di 200 unità.  

Il Gruppo Fini, di cui fanno parte i marchi Fini Modena, azienda specializzata nella produzione di pasta fresca ripiena, e Le Conserve della Nonna, è una realtà apprezzata a livello internazionale, che nel 2013 ha raggiunto una quota di mercato del 7,5 % a volume e del 6,8% a valore, con un fatturato di 94 mio di euro, in crescita rispetto al 2012 del 4,4%.

L’operazione consente alle aziende di Modena e Parma di rafforzare ulteriormente la posizione di leadership fondata sull’attenzione alla qualità e alla distintività della gamma, e di presentarsi al mercato con un’offerta integrata.

Andrea Ghia

«Per Greci abbiamo concordato un piano di consolidamento a tre anni, che prevede di dare rilievo ai punti di forza dell’azienda sia dal punto di vista degli standard di eccellenza, sia da quello commerciale, impostando sinergie per lo sviluppo nazionale e internazionale», spiega l’amministratore delegato del Gruppo Fini e di Greci, Andrea Ghia (nella foto), e aggiunge: «Il modello di risanamento di Fini, giunto a completamento, ci consente di puntare concretamente alla crescita, andando in controtendenza rispetto alla situazione economica italiana. L’aspetto occupazionale, infine, richiede la collaborazione fattiva di tutti gli attori sociali».