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C’è un’Italia che cresce e guarda alla tutela ambientale come risorsa di altissimo valore, e non come limite allo sviluppo. C’è un cuore verde da scoprire fra le maestose masserie pugliesi: si chiama greenroad.it. L’idea, partita dalla Puglia, poi evoluta in progetto, quindi diventata realtà, ha dapprima varcato i confini regionali coinvolgendo la Basilicata e, di recente, la Calabria. Il 2014 già si contraddistingue come l’anno dell’internazionalizzazione con la greenroad.it “in cantiere” in Spagna, in Honduras e in Messico.

Tutti insieme all’insegna della Green Economy, perché «la greenroad.it nasce come progetto individuale, si trasforma in progetto collettivo e diventa sistemico», come spiega il suo ideatore Antonio Prota, presidente del Gal Colline Joniche con sede a Grottaglie, in Puglia.



In questo contesto, su iniziativa del Gal Colline Joniche, le nuove frontiere del turismo e il portale greenroad.it sono stati presentati oggi, 12 febbraio, nel corso di una conferenza stampa a Milano. L’incontro ha coinvolto il “Gastronauta” Davide Paolini nel ruolo di moderatore ed è stato introdotto da David Messina, vice presidente del Circolo della Stampa Milano. Sono poi intervenuti:
  • Antonio Prota (Green Road in Puglia), presidente Gal Colline Joniche;
  • Cristiano Re (Green Road in Basilicata) della Fondazione Eni Enrico Mattei;
  • Alessandro Belgiojoso, segretario Associazione 100 Cascine;
  • Gabriella Chiellino, coordinamento scientifico di Città Sostenibile;
  • Vito Roberto Santamato, presidente Exiteam, spinoff Università di Bari, e docente associato di Economia e gestione delle imprese presso la facoltà di Economia;
  • Roberto Olivi, responsabile Comunicazione Corporate Bmw Group Italia.
La conferenza stampa si è conclusa con la degustazione di alcuni prodotti tipici della Green Road.

Antonio Prota«Il modello greenroad.it - ha affermato Antonio Prota (nella foto), presidente Gal Colline Joniche e imprenditore del settore turistico - nasce dalla necessità di organizzare la speranza di una crescita sostenibile, in armonia con le vocazioni dei nostri territori. Una crescita culturale, economica e sociale che pone al centro le relazioni tra residenti-turisti-ambiente al fine di costruire una comunità green. Obiettivo principale di una comunità operosa è quello di comprendere ed identificare le principali problematiche cui devono far fronte oggi i cittadini, per migliorare la qualità della vita, e le imprese per tornare ad essere competitive sul mercato. Il progetto intende creare una geo-comunità in un strategia di area vasta tra regioni ed aree che condividono gli stessi valori. Primo fra tutti la valorizzazione del territorio come importante fattore di produzione inserendo dinamiche di social business e simbiosi turistica. Così sono nate collaborazioni con importanti operatori economici e sociali quali Fondazione “Enrico Mattei” per la Basilicata e l’Associazione “100 Cascine” per la Lombardia, il campus Biomedico di Roma, Fondazione Symbola, Consorzio Aaster, università di Bari, EAmbiente».

«Il progetto Green Road Basilicata - ha spiegato Cristiano Re, coordinatore progetti speciali Fondazione Eni Enrico Mattei - è ispirato ai principi del turismo sostenibile, è uno studio, un’indagine sul campo, alla quale è seguita l’ideazione degli itinerari proposti nel progetto incentrati sul tema della Natura, della Storia e del Cineturismo e sulle peculiarità e i valori che definiscono il territorio lucano. Green Road Basilicata è un racconto delle leggende locali, una ricostruzione di eventi e di storie popolari, di musica e di mestieri, un viaggio “geografico” dai litorali dorati della costa ai suggestivi paesaggi dei calanchi di Aliano, passando dai borghi antichi dei comuni del Parco Nazionale dell’Appenino Lucano, fino alle vette delle montagne di Viggiano, un paesaggio che ha in sé le potenzialità di un importante sviluppo turistico nell’ottica di valorizzazione dell’esistente. La scoperta e la consapevolezza della ricchezza naturalistica e culturale dei territori che ci hanno portato a immaginare un processo di messa in rete delle risorse, sia a livello regionale sia in un’ottica di sviluppo congiunto e sinergico con altre regioni».

«Dobbiamo fare un passo indietro - ha aggiunto Alessandro Belgiojoso, segretario Associazione 100 Cascine (Lombardia) - al passaggio da un tessuto produttivo per lo più agricolo a quello industriale e, oggi, per lo più orientato ai servizi. Parallelamente, ai due lati opposti d’Italia e senza conoscere uno l’esistenza dell’altro, un gruppo di imprenditori si è aggregato per consentire la sopravvivenza delle cascine in Lombardia (e delle masserie in Puglia). L’Associazione 100 Cascine nasce nel 2011 dall’esperienza triennale del Comitato 100 Cascine. Senza scopo di lucro si prefigge di promuovere nella società e presso i proprietari di cascine, i propri valori di tutela, conservazione e valorizzazione del territorio rurale lombardo e dell’intera pianura padana delle cascine ivi ubicate. Le cascine costituiscono un rilevante patrimonio e la sopravvivenza delle cascine, del tessuto culturale annesso e la salvaguardia dei fondi è legata alla loro funzione, alla possibilità di un riuso compatibile con il loro carattere agricolo e ad un nuovo rapporto fra città e campagna. In occasione di Expo 2015 l’idea è quella di proporre le cascine come luoghi privilegiati di sviluppo del tema dell’esposizione universale e presentarle come una nuova rete di servizi in linea con i temi dell’Expo. La sede dell’Associazione è presso la sede del Touring Club Italiano che ha concesso il patrocinio al progetto».



«Ogni masseria - ha sottolineato Gabriella Chiellino, coordinatore scientifico di Città Sostenibile - rappresenta una Città Sostenibile al suo interno. Da un lato è il punto di incrocio fra la parte ambientale e storica di un territorio, evidenziandone le peculiarità. Dall’altro lato c’è la parte economica, perché le masserie e la Green Road possono creare produttività e business per tutto ciò che gli ruota attorno ad iniziare dai prodotti locali. Ma anche perché può essere un punto di alloggio, un punto alberghiero che invita i nostri turisti a conoscere questi luoghi e a pernottare in questi splendidi edifici».

«La “Exiteam srl” - ha spiegato Vito Roberto Santamato, presidente di  presidente Exiteam, spinoff università di Bari e docente associato di Economia e gestione delle imprese presso la facoltà di Economia - è nata nel 2010. Rappresenta una “novità” in quanto promuove il trasferimento di know how e dei risultati della ricerca tra mondo accademico e sistema imprenditoriale in un settore strategico quale è quello turistico. Il turismo rappresenta un settore con grandissime potenzialità di crescita in cui per essere competitivi è necessario investire in innovazione, internazionalizzazione e formazione».

«Siamo arrivati al buon cibo secondo la Bmw - ha dichiarato Roberto Olivi, responsabile Comunicazione Corporate Bmw Group Italia - ovvero a www.ifoodies.it che è sia sito web che app iFoodies, gratuita, sviluppata da Bmw per device iOS e Android. Include 1.600 aziende agricole dal nord al sud del nostro Paese. Un elenco di artigiani del buon cibo che, oltre a produrlo, lo vendono direttamente e riguarda 1.600 aziende recensite da Slow Food. Sono alla studio importanti sinergie con greenroad.it».

Itinerari emozionali
Un’emozione chiamata green road.it da scoprire seguendo quel nastro verde smeraldo che inizia in Puglia, attraversa la Basilicata e arriva fino alla Calabria. Sembra quasi di essere sulle orme della Magna Grecia ma, la novità, è che con una specifica progettualità ora questo patrimonio turistico diventa fruibile con una chiave di lettura “green”. Alla base c’è il Contratto di Rete sottoscritto a dicembre 2013 che mette insieme questi tre territori di un Mezzogiorno ancora da scoprire, offrendo uno strumento imprenditoriale moderno e flessibile.

Il filo conduttore è il cosiddetto “F.A.M.E.”, ovvero: Food, Art, Move, Energy. Il tool moderno, che guarda al globo attraverso il web, è il portale www.greenroad.it che in fase matura potrà attivare le funzionali di: booking per pernotti o servizi su mappa (escursioni, guide turistiche in lingua etc.), e-commerce, etc.

Il turista al quale è ispirato è guidato da emozioni ed ha un profilo tipo questo:
  • Social (digitale o fisico)
  • Local (tutto ciò che c’è intorno a lui)
  • Mobile (con cellulari, smartphone, tablets etc).


Greenroad.it Lombardia
In fase accelerata di realizzazione, a novembre è stato firmato un protocollo d’intesa ed è in atto la costruzione delle greenroad.it lombarde. Il loro ruolo? Non solo emozionale, in sintonia con le altre greenroad.it del Mezzogiorno, ma anche strategico. Saranno la piattaforma Expo 2015 per le greenroad.it del sud. L’associazione 100Cascine, infatti, ha ottenuto il patrocinio di Expo 2015 e con essa collabora per la proposta delle cascine come spazi a disposizione delle delegazioni e delle ambasciate. Quindi, anche le greenroad.it Lombardia tradurranno i principi dell’acronimo F.A.M.E. nella realtà rurale delle cascine lombarde. Le Cascine da Vivere sono raccolte in una guida scaricabile dal sito www.100cascine.it, permettono la perfetta conciliazione tra città e campagna, turismo e agricoltura, antico e nuovo.