La situazione economica che emerge dal rapporto Istat "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", il report statistico giunto alla 6ª edizione che offre un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali dell'Italia, è alquanto sconfortante; le statistiche confermano infatti che l'Italia è un Paese sempre più povero, con 6 famiglie su 10 che vivono con meno di 2.500 euro al mese.

Una famiglia su 4 è in una situazione di "deprivazione", cioè con almeno 3 dei 9 indici di disagio economico, il che significa per esempio non poter sostenere spese impreviste, arretrati nei pagamenti o un pasto proteico ogni due giorni. L'indice è cresciuto dal 22,3% del 2011. Il disagio maggiore lo vive il Mezzogiorno, dove 1 famiglia su 4 risente di una condizione di povertà, ma in tutta Italia le famiglie sono costrette ad attuare una spending review casalinga, che influisce inevitabilmente sulla spesa alimentare.



Come sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, la crisi e il calo drastico dei redditi, con il 50% delle famiglie che si colloca nella fascia al di sotto di 17.804 euro annui (1.484 euro al mese), hanno costretto larga parte del Paese a ridurre la spesa del 4% circa, che vuol dire circa 2,5 miliardi di euro in meno per acquistare prodotti agroalimentari. Tutto il carrello alimentare degli italiani è infatti improntato al low cost.

Il 62% delle famiglie riduce quantità e qualità del cibo acquistato, percentuale che però supera addirittura il 70% al Sud. Inoltre, per 6,5 milioni di famiglie i discount sono diventati l’unica alternativa sostenibile per resistere ai colpi della crisi, mentre nel Mezzogiorno la disoccupazione più alta e i redditi più bassi fanno sì che l’indice che misura la deprivazione materiale arrivi fino al 41%, quasi il doppio della media italiana (24,9%).

Il settore agricolo non vive di certo una situazione migliore: Dal 2000 si è registrata una riduzione del 32,4% nel numero delle aziende agricole (-775mila unità), associata ad un notevole aumento della dimensione media (pari a 7,9 ettari; 2,4 ettari in più).

Nel 2012 la pressione fiscale ha raggiunto il 44,1%, 3,6 punti percentuali in più rispetto alla media Ue. È dunque palese che serva prendere dei provvedimenti seri e immediati per sostenere le famiglie e rilanciare i consumi perché il quadro complessivo, al di là delle indicazioni macroeconomiche su una presunta ripresa dell’economia, è quello di un Paese gravemente danneggiato dalla recessione.