L’impulso creativo di Miró a Mantova 53 capolavori in mostra
La mostra “Miró, l’impulso creativo”, organizzata dal Comune di Mantova in collaborazione con la Fundació Pilar i Joan Miró, inaugurata a novembre resterà aperta al pubblico fino al 6 aprile, a le Fruttiere di Palazzo Te
Mantova, città di monumenti e di arte in un territorio di sapori che raccontano, ciascuno, una storia. Sino alla primavera 2015, Mantova sarà anche qualcosa in più: inaugurata lo scorso 26 novembre, è aperta al pubblico sino al 6 aprile presso le Fruttiere di Palazzo Te la mostra “Miró, l’impulso creativo”, organizzata e promossa dal Comune di Mantova, realizzata in collaborazione con la Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca e curata da Elvira Cámara López, direttore della fondazione.

Sono 53 i capolavori di Miró in esposizione, suddivisi in cinque sezioni: Il gesto, La forza del nero, Il trattamento dei fondi, L’eloquenza della semplicità, La sperimentazione con i materiali. Oltre alle opere, nell’ esposizione sono stati ricostruiti i due atéliers in cui operò l’artista.
Grande arte in mostra, ma anche arte nell’arte, in quel Palazzo Te che ricorda nel nome l’isola di Teieto su cui sorse, e, nei fasti, la volontà di avere una dimora di campagna espressa da Federico II Gonzaga (1500 – 1540) a uno dei più grandi artisti dell’epoca, Giulio Romano. Nel 1524 il Palazzo fu costruito e risultò una vera e propria reggia. Qui vennero in visita l’Imperatore Carlo V, per due volte, e il Re di Francia Enrico III. Se la Camera dei Giganti è l’ambiente più noto del Palazzo, non da meno sono le altre sale affrescate dove paesaggio, mitologia e allegoria creano il senso di una dimensione sorprendente, evocativa di divinità e simboli.
Una reggia “fuori porta”, fra sogno e realtà, quasi a far da contraltare all’altra reggia, quella delle decisioni politiche e dei saloni di rappresentanza in città: Palazzo Ducale in Piazza Sordello. Il Palazzo Ducale, con il castello di San Giorgio, è un grande labirinto dove la magnificenza di quella che fu la più importante corte d’Europa risulta evidente a primo sguardo. Un’importanza non soltanto politica, sebbene Mantova per la sua posizione fosse ago di una bilancia europea, ma soprattutto dovuta all’eleganza, al gusto e al senso della cultura della famiglia Gonzaga. Le tre piazze che costituiscono il cuore di Mantova (Sordello, Broletto ed Erbe) sono una sintesi del “bello”, anche in senso sacrale, nei secoli: dalla Rotonda di San Lorenzo al Palazzo della Ragione, recentemente aperto al pubblico e dal quale si accede all’interno della Torre dell’Orologio, dalla Concattedrale di Sant’Andrea al Duomo.
In occasione della mostra di Miró, Confcommercio, Confesercenti e Mantova Tourism hanno ideato il pacchetto di servizi “Welcome Mirò” e la Mantova Mirò Card, proposta che guarda al turista unendo la visita culturale alla cultura del “buono” e dell’ospitalità. Il buono è quello della tradizione, delle De.Co. (sono 17 nel territorio mantovano), sono i tortelli di zucca per cui Mantova è nota, il Riso alla Pilota, i salumi, il luccio in salsa, ma anche i vini, quelli prodotti nell’area collinare verso il Garda e il Lambrusco, citato come “vitis Labrusca” dal mantovano più illustre, il poeta Virgilio.
Per informazioni:
www.miromantova.it
Sono 53 i capolavori di Miró in esposizione, suddivisi in cinque sezioni: Il gesto, La forza del nero, Il trattamento dei fondi, L’eloquenza della semplicità, La sperimentazione con i materiali. Oltre alle opere, nell’ esposizione sono stati ricostruiti i due atéliers in cui operò l’artista.
Grande arte in mostra, ma anche arte nell’arte, in quel Palazzo Te che ricorda nel nome l’isola di Teieto su cui sorse, e, nei fasti, la volontà di avere una dimora di campagna espressa da Federico II Gonzaga (1500 – 1540) a uno dei più grandi artisti dell’epoca, Giulio Romano. Nel 1524 il Palazzo fu costruito e risultò una vera e propria reggia. Qui vennero in visita l’Imperatore Carlo V, per due volte, e il Re di Francia Enrico III. Se la Camera dei Giganti è l’ambiente più noto del Palazzo, non da meno sono le altre sale affrescate dove paesaggio, mitologia e allegoria creano il senso di una dimensione sorprendente, evocativa di divinità e simboli.
Una reggia “fuori porta”, fra sogno e realtà, quasi a far da contraltare all’altra reggia, quella delle decisioni politiche e dei saloni di rappresentanza in città: Palazzo Ducale in Piazza Sordello. Il Palazzo Ducale, con il castello di San Giorgio, è un grande labirinto dove la magnificenza di quella che fu la più importante corte d’Europa risulta evidente a primo sguardo. Un’importanza non soltanto politica, sebbene Mantova per la sua posizione fosse ago di una bilancia europea, ma soprattutto dovuta all’eleganza, al gusto e al senso della cultura della famiglia Gonzaga. Le tre piazze che costituiscono il cuore di Mantova (Sordello, Broletto ed Erbe) sono una sintesi del “bello”, anche in senso sacrale, nei secoli: dalla Rotonda di San Lorenzo al Palazzo della Ragione, recentemente aperto al pubblico e dal quale si accede all’interno della Torre dell’Orologio, dalla Concattedrale di Sant’Andrea al Duomo.
In occasione della mostra di Miró, Confcommercio, Confesercenti e Mantova Tourism hanno ideato il pacchetto di servizi “Welcome Mirò” e la Mantova Mirò Card, proposta che guarda al turista unendo la visita culturale alla cultura del “buono” e dell’ospitalità. Il buono è quello della tradizione, delle De.Co. (sono 17 nel territorio mantovano), sono i tortelli di zucca per cui Mantova è nota, il Riso alla Pilota, i salumi, il luccio in salsa, ma anche i vini, quelli prodotti nell’area collinare verso il Garda e il Lambrusco, citato come “vitis Labrusca” dal mantovano più illustre, il poeta Virgilio.
Per informazioni:
www.miromantova.it

