Le prospettive dell’economia italiana continuano a destare preoccupazione: i dati diffusi dall’Istat dimostrano come il Pase stia ancora soffrendo l’onda lunga della stagnazione e della precarietà. Il tasso di disoccupazione è a livelli sempre più allarmanti, soprattutto se si considera il contemporaneo aumento della cassa integrazione e il proseguimento, nel corso del 2014, dell’emorragia di imprese: solo nel commercio al dettaglio ne sono scomparse oltre 22mila nei primi 10 mesi dell’anno.



La stagnazione della nostra economia è confermata anche dalla dinamica dell’inflazione, ancora a livelli modestissimi. Si continuano a registrare variazioni nell’ordine dello zero virgola, ma il tasso complessivo di inflazione tendenziale si assesta a circa un quarto del valore registrato lo scorso anno. La mancata ripartenza della domanda è confermata anche dal calo dei prezzi dei beni durevoli, in flessione sia sul mese che sull’anno.

E le prospettive sono fragili, con la disoccupazione che contribuisce a spingere verso il basso i consumi: la quasi totalità degli italiani, il 92%, nel corso del 2014 ha ridotto la spesa. Difficile, in questa situazione, che il mercato interno torni a crescere: bisogna potenziare gli interventi di sostegno al reddito, riducendo allo stesso tempo il peso fiscale su famiglie ed imprese, o la domanda tarderà ancora a ripartire.

Gli occupati crescono il triplo in agricoltura
Solo l’agricoltura fa registrare un incremento record dell’1,5% nel numero di occupati, che è pari al triplo del valore medio totale di tutti i settori, nonostante le pesanti difficoltà registrate a seguito del maltempo. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa al terzo trimestre del 2014 divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat su occupati e disoccupati in Italia. Il trend positivo dell’agricoltura è particolarmente importante ed è il risultato di una crescita dell’1,4% al nord e del 12,6% al centro mentre una leggera flessione dell’1,4% si registra al sud. Ad aumentare in campagna sono il numero di lavoratori indipendenti (+3,6%) mentre si riducono in misura contenuta, quelli dipendenti (-0,4%).


 
La situazione potrebbe evolvere ancora più positivamente grazie alla vendita o dall’affitto dei terreni agricoli pubblici che potranno far nascere oltre diecimila nuove imprese agricole condotte da giovani, secondo una elaborazione Coldiretti sugli effetti del protocollo d'intesa firmato dalla Conferenza delle Regioni, dal ministero delle Politiche agricole, l'Ismea, l'Anci e l'Agenzia del Demanio che prevede la cessione ai giovani dei terreni agricoli che fanno capo a regioni ed enti locali.

Si tratta secondo il dossier della Coldiretti di oltre 140mila ettari di superficie agricola utilizzata censiti dall’Istat per i quali il programma di dismissione è già in atto per il Demanio e per le Regioni che in molti casi hanno già creato le “'banche della terra” dove censire i terreni pubblici disponibili ma in alcuni casi anche i terreni incolti dei privati. Nel dettaglio sono ben otto le Regioni (Abruzzo, Campania, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e Lombardia) che hanno approvato leggi per favorire l’accesso ai terreni pubblici dei giovani imprenditori agricoli mentre in altre cinque sono in itinere (Calabria, Lazio, Marche e Molise).
 
Le potenzialità del settore agricolo sono confermate anche nelle scuole secondarie con gli istituti agrari che fanno segnare quest’anno un aumento record del 39% dall’inizio della crisi nel 2007/2008. Non a caso, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè il 57% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o fare l’impiegato in banca (18%) mentre 4 genitori su 10 consiglierebbero al figlio di fare l’agricoltore.

«Sul fronte dell’occupazione - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina - l’agricoltura mostra segnali positivi e il Governo è impegnato per far crescere questo settore cruciale. C’è ancora molto da fare e questi dati ci incoraggiano. Abbiamo realizzato azioni concrete, dalla forte deducibilità dei costi del lavoro per chi vuole stabilizzare all’investimento nell’imprenditoria agricola con misure di sostegno per le aziende. L’agroalimentare può dare un contributo importante anche per contrastare la disoccupazione giovanile e per questo abbiamo lavorato su un pacchetto di misure specifico per gli under 35. Non ci fermiamo qui e siamo già impegnati per semplificare la vita delle aziende agricole, attraverso un’operazione di taglio alla burocrazia inutile che aumenterà la competitività delle imprese».

«Le campagne - ha spiegato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo - possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. L’esperienza dimostra che molti giovani hanno saputo riconoscere ed incarnare le potenzialità del territorio trovando opportunità occupazionali, ma anche una migliore qualità della vita. Ora la sfida è portare il valore della trasparenza nelle filiere fino alla grande distribuzione per garantire a tutti gli agricoltori la giusta redditività».