L’agricoltura italiana archivia un 2013 in moderata flessione, soprattutto se confrontata alla dinamica negativa del settore industriale. Anche se i prezzi all’origine hanno mostrato cedimenti soprattutto nel campo delle coltivazioni (-3,2%) e il credito è sempre più difficile (-13%), l’occupazione è tornata alla stabilità dopo la flessione del primo trimestre 2013.

Più che bene l’export del nostro agroalimentare (33 miliardi nell’anno appena trascorso): l'affermazione di questo settore di punta del made in Italy fa ben sperare per un’ulteriore conquista dei mercati internazionali. Sono questi i dati elaborati da AgrOsserva, il nuovo Osservatorio Ismea-Unioncamere, presentati oggi a Roma al ministero delle Politiche agricole, dai rispettivi presidenti Arturo Semerari e Ferruccio Dardanello.



Realizzato in base all’accordo dell’ottobre 2012 tra Ismea e Unioncamere per una collaborazione continuativa tra enti istituzionalmente gestori di strumenti utili alle aziende dell’agroalimentare, il nuovo Osservatorio, con cadenza trimestrale, e si propone come strumento utile alle istituzioni e alle imprese, corredato di dati e indicatori dettagliati, per monitorare le dinamiche congiunturali e di mercato.

«Sarà un’opportunità in più - ha detto Arturo Semerari - per le aziende che non sempre, come nella fase attuale, si trovano nelle condizioni di comprendere appieno il contesto in cui operano e di valutare i possibili aspetti evolutivi dei mercati» . L’impegno delle Camere di Commercio all’estero per sostenere e promuovere il nostro agroalimentare è stato sottolineato da Ferruccio Dardanello. «È proprio l’osservazione tempestiva e approfondita delle dinamiche in atto - ha detto - che potrà aiutarci a individuare le politiche più adatte per sostenere le piccole e medie imprese della filiera».

Mentre continua - e con poche speranze di un’inversione di rotta - il calo della spesa di generi alimentari da parte delle famiglie italiane, meno in valore (-3,9%) che in volume (-1,7%) è sull’export che si concentra la fiducia di tutti. Incoraggiante l'incremento nel 2013 (solo da gennaio a settembre +5,8%) con in testa, a livello settoriale, il comparto vitivinicolo con i vini e gli spumanti (+8,3%). I valori più negativi riguardano invece i comparti seminativi (-11,2%) e della zootecnia da latte (-7,2%).

Il nuovo Osservatorio si propone di dare omogeneità alle rilevazioni, anche a livello europeo, e mettere insieme le banche dati di enti diversi per dare trasparenza alle dinamiche di mercato e della formazione dei prezzi . «Il 2014 potrebbe essere l’anno della svolta - ha aggiunto Dardanello - se avremo la capacità di guardare il mercato globale, intensificando la lotta alla contraffazione.

Un grosso contributo può arrivare dai ristoranti italiani all’estero che fanno conoscere la nostra storia e le nostre tradizioni». Ma l'obiettivo per tutti sembra quella di affrontare l’Expo 2015 ben preparati alle nuove sfide, al di là dell’evento in se stesso. «La fotografia sempre aggiornata che fornirà il nostro rapporto trimestrale- ha detto Semerari - è lo strumento più valido per affrontare questo evento e per non perdere le opportunità offerte da questa finestra sul mondo. Conquistare i mercati è il nostro futuro».

Per AgrOsserva, se la flessione del valore aggiunto del prodotto interno lordo è stato causato dal maltempo - soprattutto tra la primavera e l’inizio dell’estate - a pesare sono stati soprattutto i costi di produzione che non sono stati trasferiti sui prezzi di vendita a causa di una domanda debole.

Tutti i consumi, compresi quelli alimentari, sono stati e sono in grave sofferenza. Per risparmiare sulla spesa si diminuisce il valore unitario rivolgendosi a prodotti a minor prezzo, che spesso non sono italiani. Di conseguenza lavorare in perdita fa ridurre i volumi di produzione.

A creare un ulteriore elemento di criticità è la difficoltà del credito, in un momento di scarsa redditività aziendale e di mancanza di liquidità. Un quadro non positivo, questo, che incoraggia a superare le criticità senza abbattere il clima di fiducia in un settore che comunque ha dimostrato di avere più vitalità di altri.