TOKYO - Oltre 420 persone sono rimaste finora intossicate in Giappone per il consumo di cibi surgelati con alta concentrazione di pesticidi fino a 2,6 milioni di volte i limiti legali consentiti, a causa di un possibile piano di sabotaggio. Nel mirino sono finiti nove prodotti di Aqlifoods, società controllata da Maruha Nichiro Holdings, distribuiti in sei prefetture: dalle crocchette a diversi prodotti fritti (pollo in particolare) e pizze.

In base a quanto riferito dai media locali, in un campione sono state misurate circa 26mila parti per milione di fosfato organico malatione, utilizzato più comunemente come pesticida, pari a livelli più che doppi di quelli stimati in precedenti controlli. Secondo la tv pubblica Nhk, le tracce sono più concentrate in superficie che internamente, facendo ipotizzare che le sostanze chimiche siano state aggiunte a fine produzione e non durante la lavorazione: la polizia della prefettura di Gunma, infatti, ha detto di sospettare che qualcuno abbia volutamente contaminato i prodotti visto che il pesticida non è funzionale al normale processo di produzione.

Masako Mori, ministro per gli Affari dei consumatori e la sicurezza alimentare, ha spiegato in una conferenza stampa che solleciterà nuove misure al fine di migliorare la qualità della sicurezza, criticando la lenta reazione di fronte all’emergenza da parte della società alimentare dopo i primi casi di intossicazione registrati negli ultimi giorni di dicembre. Il ministro della Salute, Norihisa Tamura, ha annunciato di voler raccogliere informazioni sui possibili problemi alla salute malgrado l’intossicazione dei prodotti Aqlifoods non abbia finora comportato ricoveri o conseguenze più gravi.