Contenuto di terze parti bloccato. Abilita i contenuti e le funzionalità per visualizzarlo.
Con oltre 110mila votanti (111.559 per la precisione) il sondaggio sul Personaggio dell’anno conferma ancora una volta l’enogastronomia come uno dei comparti di maggiore importanza dell’Italia. Sicuramente quello che con la moda e l’arte dà più valore al sistema del Made in Italy. Al di là di tanti discorsi (e del nuovo record di partecipazione che ci inorgoglisce), l’attenzione di così tanti lettori fa emergere fra l’altro l’interesse per professioni verso le quali si indirizzano sempre più giovani, evidenziando al tempo stesso il vuoto di iniziative della politica per dare voce e rappresentanza a questo mondo.

E proprio la visibilità di chi lavora col cibo e le bevande è ciò che da anni spinge Italia a Tavola ad organizzare un’iniziativa che non vuole certo premiare chi è più bravo, ma chi meglio è riuscito nell’anno a rappresentare i colleghi. Quella che risulta dal voto popolare non è certo un’inutile o arbitraria classifica di merito. Vince chi è più noto o ha attivato iniziative che sono andate oltre l’ambito del proprio luogo di lavoro. E questa gara si svolge da sempre in modo amichevole così da fare conoscere tanti protagonisti, ognuno dei quali è comunque un campione, così come i tanti che, pur meritandolo, non figuravano fra i candidati.

Questo spirito spiega l’assenza di polemiche, nonché il tam tam festoso e la comunicazione che si creano attorno al sondaggio. Oltre al dato del numero dei votanti (veramente tanti) è enormemente più grande il numero delle persone coinvolte perché sono state contattate con richieste di voto o segnalazioni, per mail o sui social network, o che hanno saputo dell’iniziativa da giornali, tv o blog. Il vero obiettivo del sondaggio di Italia a Tavola è del resto sempre quello di richiamare l’attenzione attorno al comparto.

E nonostante le comprensibili puntualizzazioni di qualcuno, non è detto che a vincere siano solo i professionisti più esposti mediaticamente o i frequentatori delle televisioni. Fra i cuochi alla fine ha vinto Ilario Vinciguerra superando due presenze tv come De Riso e Cannavacciuolo. Così come l’anno scorso era toccato a Davide Oldani, che ancora non frequentava studi televisivi. E che dire del sommelier Vincenzo Donatiello che ha sbaragliato tutti, al pari di Cinzia Ferro per i barman (categoria che di fatto è stata la più votata)? Forse un’eccezione si può fare per le sorelle Maci visto che Chiara va in video, ma non bisogna dimenticare che anche il loro blog è molto seguito.

Ciò che più conta è che si allunga la lista dei campioni di Italia a Tavola ai quali è affidato il compito di testimoniare con la loro professionalità il valore di un lavoro dedicato alla tavola e a tutto ciò che vi ruota attorno. A loro tocca di contribuire con noi a rafforzare il senso di identità e di appartenenza ad una squadra. Solo l’dea di una squadra nazionale ci potrà fra l’altro fare vincere la sfida dell’Expo 2015, dove in gioco ci saranno aspetti istituzionali, ma anche e soprattutto la capacità di fare accoglienza con uno stile italiano, e al tempo stesso di informare correttamente e di creare opinioni.