Cenoni di fine anno senza sprechi. In tavola 200 milioni di euro di avanzi
Il 68% degli italiani ha trascorso a casa il cenone di Capodanno per una spesa totale di 1,9 miliardi di euro, il 5% in meno rispetto allo scorso anno. Il 56% ha riutilizzato cibi e bevande avanzati dalle feste natalizie.

Oltre 200 milioni di euro di cibi e bevande rimasti sulle tavole delle feste sono stati salvati dalla spazzatura con la cucina degli avanzi che con la crisi è tornata prepotentemente nelle abitudini alimentari degli italiani. È quanto stima la Coldiretti alla fine delle feste di Capodanno, sottolineando che quasi sette italiani su dieci (68%) hanno trascorso a casa il cenone del 31 dicembre.
Le famiglie nelle feste di fine anno quest’anno una maggioranza del 73% di italiani ha ridotto gli sprechi. Tra chi ha tagliato gli sprechi, l’80% ha fatto la spesa in modo più oculato, il 26% ha ridotto le dosi acquistate, ma sono il 56% quelli che riutilizzano gli avanzi.
Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone” mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie.
E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. Recuperare il cibo è una scelta che fa bene all'economia e all'ambiente anche con una minore produzione di rifiuti. Per il tradizionale appuntamento di fine anno con la tavola gli italiani hanno speso quasi 1,9 miliardi di euro, il 5% in meno rispetto allo scorso anno.
Con il Capodanno si stima che siano state stappate oltre 80 milioni di bottiglie di spumante, ma durante la notte più lunga dell’anno sono stati consumati anche 6,5 milioni di chili di cotechini e zamponi, con un aumento del 9% rispetto all’anno scorso, serviti assieme a 10 milioni di chili di lenticchie, “chiamate” secondo tradizione a portar fortuna, vista anche la situazione difficile che vive il Paese.

