Guido BarillaLa notizia è di pochi giorni fa. Partita da un'emittente radiofonica, è poi rimbalzata immediatamente sui social network, aprendo un dibattito nell'opinione pubblica. Si tratta dell’affermazione di Guido Barilla (nella foto), presidente della multinazionale che porta il suo nome, riguardo alla sua contrarietà a creare in futuro uno spot Barilla che rappresenti una famiglia omosessuale.

Queste le parole di Guido Barilla: «Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto, ma perché non la penso come loro; la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale». E ha poi aggiunto: «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell'azienda».

Ma la pasta la mangiano anche i gay, hanno osservato i conduttori radiofonici de "La Zanzara" Giuseppe Cruciani e David Parenzo: «Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un'altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti», ha replicato Barilla.

Come si poteva prevedere la notizia si è diffusa alla velocità della luce, da Facebook a Twitter fino ai blog e alle testate online che si occupano di attualità.

Ma prima che ne potesse scaturire un vero e proprio caso mediatico di eccessive proporzioni, il presidente della Barilla è intervenuto porgendo le sue pubbliche scuse. E lo ha fatto utilizzando lo stesso mezzo che un paio di giorni prima lo aveva “condannato”: la rete.

È disponibile infatti su YouTube il video in cui Guido Barilla ammette di avere delle mancanze, e dichiara: «Sul dibattito riguardante l’evoluzione della famiglia ho molto da imparare».