Vola l’export del Made in Italy a tavola +7% nel primo semestre dell’anno
Se il trend di crescita si manterrà costante sino a fine 2013, le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani frutterà 34 miliardi di euro. Il prodotto più esportato è l’ortofrutta fresca, seguita dal vino.
L’aumento del 7% delle esportazioni nel primo semestre del 2013 spinge l’agroalimentare verso il record storico di 34 miliardi fatturati all’estero durante l’anno, se verrà mantenuto l’attuale trend di crescita. L’agroalimentare è in netta controtendenza rispetto all’andamento generale trainato dall’aumento della domanda estera in tutti i principali comparti produttivi che compensa la crisi dei consumi sul mercato interno. Tra i principali settori del Made in Italy alimentare, il prodotto più esportato è l’ortofrutta fresca, seguita dal vino. Aumentano peraltro anche la pasta, che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere, e l’olio d’oliva.

«L’agroalimentare - commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori - si dimostra un settore vitale e competitivo. A trainare il settore all’estero sono i comparti dell’ortofrutta e del vino, entrambi capaci di raggiungere fatturati oltreconfine superiori ai 4 miliardi l’anno. Eppure c’è ancora un enorme margine di crescita visto che la domanda mondiale, sostenuta proprio dai paesi Bric, è passata da 70 a 170 miliardi di dollari in pochi anni. Ecco perché, ora più che mai, è importante continuare con l’opera di valorizzazione dei nostri prodotti evitando però di muoverci in ordine sparso, ma percorrendo una nuova e più efficace azione sinergica per il settore, portando avanti una valida promozione che esalti a livello globale la qualità del Made in Italy».
«Non c’è da meravigliarsi - sottolinea Copagri - le potenzialità ci sono tutte e mentre in Italia trovano l’ostacolo di una recessione che ha spinto i consumi ai minimi, all’estero non solo si può superare il record di fatturato, ma anche andare ben oltre con l’acquisizione di importanti nuove quote di mercato, in particolare nei Paesi a crescente domanda di cibo. A tal fine la leva ideale può essere Expo 2015, dove il settore dovrà avere un ruolo davvero centrale. Sarà però fondamentale continuare a tenere bene integrata la filiera e strettamente legato al territorio il prodotto. “Qualità nella quantità” è per la Copagri lo slogan sintesi della strategia economica da seguire.
Esportazioni, i dati Istat
A giugno si è registrata una crescita sia delle esportazioni (+1,2%) sia delle importazioni (+1,6%) rispetto al mese precedente. Lo comunica l’Istat, secondo cui l’incremento congiunturale delle esportazioni è la sintesi di un aumento significativo delle vendite verso i paesi Ue (+3,8%) e di una diminuzione verso i paesi extra Ue (-1,7%). Sono in forte crescita i beni di consumo durevoli (+7,8%) e quelli strumentali (+2,8%). L’aumento congiunturale dell’import, si legge nella nota dell’istituto di statistica, è più accentuato per gli acquisti dai Paesi extra Ue (+2,5%) che per quelli dall’area Ue (+0,9%). Sono in forte crescita i prodotti energetici (+7,7%) seguiti dai beni strumentali (+2,2%).
Rispetto a giugno 2012, si registra una diminuzione sia per l’export (-2,7%) sia, in misura più accentuata, per l’import (-5,6%). La flessione delle importazioni è più marcata per gli acquisti dai paesi extra Ue (-8,7%) mentre la riduzione dell’export è determinata da una diminuzione di pari entità delle vendite verso i Paesi Ue (-2,8%) ed extra Ue (-2,7%). Nel primo semestre del 2013 si rileva una contenuta flessione tendenziale per l’export (-0,4%) mentre l’import è in marcata diminuzione (-7%). Il saldo positivo del periodo raggiunge i 12,3 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, sfiora i 40 miliardi.
Il commento del ministro De Girolamo
«L’aumento del 7% delle esportazioni nel primo semestre - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo (nella foto) - conferma che l’agroalimentare è la carta vincente per l’Italia per uscire dalla recessione. Il merito è esclusivamente dei nostri agricoltori e delle nostre imprese. Compito del Ministero è accompagnare e sostenere questa crescita anche nei prossimi mesi con tre manovre strategiche: conferma dell’abolizione dell’Imu per i terreni agricoli e per i fabbricati rurali per consentire agli agricoltori di utilizzare quel reddito per investimenti; una semplificazione normativa non più rinviabile; una lotta più incisiva all’illegalità, soprattutto contro l’“italian sounding” e le altre pratiche commerciali scorrette che arrecano enormi danni alle nostre produzioni».
«Auspico - ha aggiunto il Ministro - la collaborazione di tutte le forze politiche affinché questo treno sempre più in corsa non venga fermato. Sono soddisfatta per l’approvazione, oggi in via definitiva, da parte della Camera dei Deputati del Decreto del fare. Il provvedimento, sul quale Governo e Parlamento hanno lavorato in ottima sinergia, contiene numerose e importanti misure per la semplificazione e la modernizzazione per il settore agricolo. Tra queste l’estensione alle aziende agricole e della pesca delle misure previste per le micro, le piccole e medie imprese, per accedere a finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per l’acquisto di beni strumentali; l’imposizione fiscale agevolata per il gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre; l’entrata del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nella cabina di regia istituita per l’attuazione dell’agenda digitale italiana».
«Il Governo - ha concluso il ministro De Girolamo - s’impegni ad adottare provvedimenti di qualità ma anche tempestivi perché mai come in questo settore i risultati dipendono anche dalla velocità d’azione. L’Italia deve rivolgere un sincero grazie agli agricoltori onesti che, oggi più che mai, onorano la bandiera e il lavoro di tutti e che non meritano che il Governo adesso faccia un passo indietro sulla questione dell’Imu».

«L’agroalimentare - commenta la Cia-Confederazione italiana agricoltori - si dimostra un settore vitale e competitivo. A trainare il settore all’estero sono i comparti dell’ortofrutta e del vino, entrambi capaci di raggiungere fatturati oltreconfine superiori ai 4 miliardi l’anno. Eppure c’è ancora un enorme margine di crescita visto che la domanda mondiale, sostenuta proprio dai paesi Bric, è passata da 70 a 170 miliardi di dollari in pochi anni. Ecco perché, ora più che mai, è importante continuare con l’opera di valorizzazione dei nostri prodotti evitando però di muoverci in ordine sparso, ma percorrendo una nuova e più efficace azione sinergica per il settore, portando avanti una valida promozione che esalti a livello globale la qualità del Made in Italy».
«Non c’è da meravigliarsi - sottolinea Copagri - le potenzialità ci sono tutte e mentre in Italia trovano l’ostacolo di una recessione che ha spinto i consumi ai minimi, all’estero non solo si può superare il record di fatturato, ma anche andare ben oltre con l’acquisizione di importanti nuove quote di mercato, in particolare nei Paesi a crescente domanda di cibo. A tal fine la leva ideale può essere Expo 2015, dove il settore dovrà avere un ruolo davvero centrale. Sarà però fondamentale continuare a tenere bene integrata la filiera e strettamente legato al territorio il prodotto. “Qualità nella quantità” è per la Copagri lo slogan sintesi della strategia economica da seguire.
Esportazioni, i dati Istat
A giugno si è registrata una crescita sia delle esportazioni (+1,2%) sia delle importazioni (+1,6%) rispetto al mese precedente. Lo comunica l’Istat, secondo cui l’incremento congiunturale delle esportazioni è la sintesi di un aumento significativo delle vendite verso i paesi Ue (+3,8%) e di una diminuzione verso i paesi extra Ue (-1,7%). Sono in forte crescita i beni di consumo durevoli (+7,8%) e quelli strumentali (+2,8%). L’aumento congiunturale dell’import, si legge nella nota dell’istituto di statistica, è più accentuato per gli acquisti dai Paesi extra Ue (+2,5%) che per quelli dall’area Ue (+0,9%). Sono in forte crescita i prodotti energetici (+7,7%) seguiti dai beni strumentali (+2,2%).
Rispetto a giugno 2012, si registra una diminuzione sia per l’export (-2,7%) sia, in misura più accentuata, per l’import (-5,6%). La flessione delle importazioni è più marcata per gli acquisti dai paesi extra Ue (-8,7%) mentre la riduzione dell’export è determinata da una diminuzione di pari entità delle vendite verso i Paesi Ue (-2,8%) ed extra Ue (-2,7%). Nel primo semestre del 2013 si rileva una contenuta flessione tendenziale per l’export (-0,4%) mentre l’import è in marcata diminuzione (-7%). Il saldo positivo del periodo raggiunge i 12,3 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, sfiora i 40 miliardi.
Il commento del ministro De Girolamo
«L’aumento del 7% delle esportazioni nel primo semestre - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo (nella foto) - conferma che l’agroalimentare è la carta vincente per l’Italia per uscire dalla recessione. Il merito è esclusivamente dei nostri agricoltori e delle nostre imprese. Compito del Ministero è accompagnare e sostenere questa crescita anche nei prossimi mesi con tre manovre strategiche: conferma dell’abolizione dell’Imu per i terreni agricoli e per i fabbricati rurali per consentire agli agricoltori di utilizzare quel reddito per investimenti; una semplificazione normativa non più rinviabile; una lotta più incisiva all’illegalità, soprattutto contro l’“italian sounding” e le altre pratiche commerciali scorrette che arrecano enormi danni alle nostre produzioni».«Auspico - ha aggiunto il Ministro - la collaborazione di tutte le forze politiche affinché questo treno sempre più in corsa non venga fermato. Sono soddisfatta per l’approvazione, oggi in via definitiva, da parte della Camera dei Deputati del Decreto del fare. Il provvedimento, sul quale Governo e Parlamento hanno lavorato in ottima sinergia, contiene numerose e importanti misure per la semplificazione e la modernizzazione per il settore agricolo. Tra queste l’estensione alle aziende agricole e della pesca delle misure previste per le micro, le piccole e medie imprese, per accedere a finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per l’acquisto di beni strumentali; l’imposizione fiscale agevolata per il gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre; l’entrata del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nella cabina di regia istituita per l’attuazione dell’agenda digitale italiana».
«Il Governo - ha concluso il ministro De Girolamo - s’impegni ad adottare provvedimenti di qualità ma anche tempestivi perché mai come in questo settore i risultati dipendono anche dalla velocità d’azione. L’Italia deve rivolgere un sincero grazie agli agricoltori onesti che, oggi più che mai, onorano la bandiera e il lavoro di tutti e che non meritano che il Governo adesso faccia un passo indietro sulla questione dell’Imu».

