Deflazione a tavola, calano i prezzi -6,5% le verdure, -2,1% la frutta fresca
L’agricoltura frena l’inflazione. I prezzi dei prodotti alimentari non lavorati ad agosto hanno fatto registrare una diminuzione dell’1,3% rispetto al mese precedente. Si evidenziano gli effetti della crisi economica,
Ad agosto i prezzi al consumo sono aumentati in generale dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,1% su base annua. Analizzando i singoli segmenti, sono pochissime le eccezioni agli aumenti e tra queste, com’è consuetudine, l’agricoltura. Sono infatti i prodotti non lavorati, freschi, come i vegetali e la frutta, a far registrare quelle contrazioni congiunturali che vanno in parte a compensare la crescita generalizzata dei prezzi e a frenare l’inflazione.
Per questo si può parlare di deflazione nel piatto degli italiani per effetto della crisi, che fa crollare i consumi e taglia addirittura i prezzi dei prodotti alimentari che mostrano in generale un andamento negativo (-0,1%) con punte del -6,5% per i vegetali freschi sul piano congiunturale. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione ad agosto, che rispetto a luglio fanno registrare il calo nei prezzi dei prodotti alimentari, in controtendenza all’andamento generale.

Diminuzioni congiunturali nel carrello della spesa si registrano anche per la frutta fresca (-2,1%), mentre aumenti molto contenuti fanno segnare il pesce fresco di mare di pescata (+0,6%), la carne suina (+0,3%), il latte fresco (+0,2%), il burro (+0,7%) e i vini (+0,4%).
In generale i prezzi dei prodotti alimentari non lavorati diminuiscono dell’1,3% rispetto ad un mese fa e fanno registrare una contrazione del tasso di crescita rispetto al 2012 dal 4,4 al 3,5%. I prezzi dei prodotti alimentari lavorati, invece, fanno registrare un leggero aumento dello 0,2% su base mensile ed un incremento, seppure minimo, del tasso di crescita annuale, dal 2 al 2,1%. Aggregando i due comparti si registra una diminuzione dei prezzi degli alimentari dello 0,4% su luglio 2013 e il calo del tasso di crescita annua dal 3 al 2,6%.
Il calo dell’inflazione per i prodotti alimentari è dovuto non soltanto alla riduzione delle quantità acquistate, ma anche al diverso modo di fare la spesa degli italiani. Si evidenziano gli effetti di una crisi che ha costretto 7 italiani su 10 a tagliare le spese per l’alimentazione, con uno storico calo del 4% negli acquisti di prodotti alimentari da parte delle famiglie nel primo semestre dell’anno.
Si riscontra in maniera generalizzata un calo della spesa superiore a quello dei volumi acquistati, che fa pensare ad un orientamento delle famiglie verso prodotti in promozione o di prezzo inferiore. A cambiare è quindi purtroppo anche il livello qualitativo degli alimenti acquistati, con un aumento della presenza di prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie di sicurezza alimentare.
Per questo si può parlare di deflazione nel piatto degli italiani per effetto della crisi, che fa crollare i consumi e taglia addirittura i prezzi dei prodotti alimentari che mostrano in generale un andamento negativo (-0,1%) con punte del -6,5% per i vegetali freschi sul piano congiunturale. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione ad agosto, che rispetto a luglio fanno registrare il calo nei prezzi dei prodotti alimentari, in controtendenza all’andamento generale.

Diminuzioni congiunturali nel carrello della spesa si registrano anche per la frutta fresca (-2,1%), mentre aumenti molto contenuti fanno segnare il pesce fresco di mare di pescata (+0,6%), la carne suina (+0,3%), il latte fresco (+0,2%), il burro (+0,7%) e i vini (+0,4%).
In generale i prezzi dei prodotti alimentari non lavorati diminuiscono dell’1,3% rispetto ad un mese fa e fanno registrare una contrazione del tasso di crescita rispetto al 2012 dal 4,4 al 3,5%. I prezzi dei prodotti alimentari lavorati, invece, fanno registrare un leggero aumento dello 0,2% su base mensile ed un incremento, seppure minimo, del tasso di crescita annuale, dal 2 al 2,1%. Aggregando i due comparti si registra una diminuzione dei prezzi degli alimentari dello 0,4% su luglio 2013 e il calo del tasso di crescita annua dal 3 al 2,6%.
Il calo dell’inflazione per i prodotti alimentari è dovuto non soltanto alla riduzione delle quantità acquistate, ma anche al diverso modo di fare la spesa degli italiani. Si evidenziano gli effetti di una crisi che ha costretto 7 italiani su 10 a tagliare le spese per l’alimentazione, con uno storico calo del 4% negli acquisti di prodotti alimentari da parte delle famiglie nel primo semestre dell’anno.
Si riscontra in maniera generalizzata un calo della spesa superiore a quello dei volumi acquistati, che fa pensare ad un orientamento delle famiglie verso prodotti in promozione o di prezzo inferiore. A cambiare è quindi purtroppo anche il livello qualitativo degli alimenti acquistati, con un aumento della presenza di prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie di sicurezza alimentare.

