Red CanzianRed Canzian (nella foto) è a Milano per Peta (people for the ethical treatment of animals), la più grande organizzazione al mondo per la difesa degli animali, che lo ha scelto, dopo Paul McCartney, come testimonial d’eccezione di una campagna di sensibilizzazione, per narrare il documentario “Pareti di Vetro”, video denuncia sulle condizioni degli animali e dei macelli.

“Glass Walls”, la versione originale di “Pareti di Vetro”, è stata narrata da Paul McCartney a Verona, in occasione dell’unico concerto italiano dell’artista, che ha incontrato Red Canzian per discutere di come sia possibile un mondo “cruelty-free”, più attento e rispettoso alle istanze degli animali.

Red Canzian da molti anni vegetariano e successivamente vegano ritiene di fondamentale importanza portare attenzione sull’industria della carne e sulle drammatiche condizioni degli animali da allevamento, costretti a condurre una vita priva di qualsiasi dignità e naturalità, e spesso anche in condizioni igieniche precarie.

Com’ è nata la tua scelta di non mangiare più proteine animali?
Un giorno mi sono svegliato e ho capito che non stavo facendo niente che assomigliasse a quello che erano i miei sentimenti per gli animali, nel senso che adoravo il mio cane e mangiavo le bistecche, curavo il mio pesce rosso nell’acquario e poi andavo a pescare e uccidevo le trote.

C’era qualcosa che non funzionava, così gradualmente in 17 anni sono passato da persona ingombrante per il pianeta a vegano. Ho cominciato a fare delle scelte a scalare, dopo le quali 4 anni fa ho fatto quella definitiva e adesso non tocco più latte, formaggio, uova e neanche il miele, perché le api lo fanno per loro e non per noi.

Sto bene, non sembro ne patito, ne emaciato, ne grigio e ne triste come a volte dicono che sono i vegani. Sono una persona felice e serena, Ieri sera durante il concerto ho saltato sul palco per tre ore, senza avere alcun tipo di problema, considerando che ho compiuto 61 anni e non sono più un bambino.

Hai notato un cambiamento psicofisico da quando sei vegano?
Ho notato un miglioramento soprattutto nell’umore degli animali che mi stanno intorno, perché hanno capito che non correvano più dei rischi.

Io sto bene e mi sento meglio rispetto a prima, ma credo che non sia solamente un fatto fisico, ovviamente non consumando carne da 17 anni forse corro meno rischi di avere un tumore al colon, o di avere il diabete o il colesterolo, che nei miei esami del sangue non compare nemmeno, ma credo che dipenda dal fatto che eticamente sto bene con me stesso.

So di non lasciare un’impronta negativa nel pianeta e sedermi a tavola e poter dire cosa mangiamo e non chi mangiamo è fantastico.

So che cucini, ci sveli una tua ricetta vegana speciale?
Sono un uomo che non ha mai usato molto lo specchietto retrovisore nella sua vita, nel senso che per me la vita è il presente che vivo e solo vivendo bene nel presente ho la possibilità di vivere bene il futuro. Il passato è una banca dati dove attingere ogni tanto, quando c’è qualcosa di storico e di tradizionale da recuperare.

Così mi sono chiesto come poteva essere una volta la cucina vegana, quando erano meno ricchi e non ammazzavano gli animali perché non potevano permetterselo. Ho scoperto che nel mio territorio, il Veneto, c’è un piatto che si chiama “Radiccio e fasioi”, ovvero radicchio rosso con pasta e fagioli.

Gli avanzi della pasta e fagioli del giorno prima venivano messi dentro a un’insalata di radicchio e si condiva il tutto con olio, aceto, sale e pepe. Questo piatto si consuma freddo o appena tiepido ed è talmente buono che oggi nei ristoranti più importanti è presentato come piatto di moda. 

È composto da proteine, i fagioli, da carboidrati, la pasta, e da fibra e vitamine, nel radicchio. Girando poi ho scoperto la ribollita con la foglia di cavolo nero e il pane raffermo, in Toscana, e il purè di fave con le cicorielle (cicorie selvatiche n.d.r.), in Puglia.

In Italia ci sono dei piatti vegani meravigliosi, che non occorre inventare perché ci sono già. A volte mi sbizzarrisco e preparo dei gazpacho in un minuto, con il basilico della mia boscaglia che ho fuori dalla porta, l’aglio fresco e tutte le specie di peperoncini che coltivo e di cui sono un grande estimatore, visto che non uso il Viagra.

Adesso però ritorni alla musica…
Ieri sera abbiamo debuttato a Villafranca di Verona con “Opera Seconda in Tour”, domani siamo a Misano e continueremo così per tutta l’estate fino al 23 agosto, nel Teatro Antico di Taormina, dove chiuderemo questa tourné estiva.

Dopo ripartiremo, perché ci piace troppo questo tour con l’orchestra sinfonica e ci stiamo divertendo come dei pazzi. Non lo sa ancora nessuno ma rinizieremo a fine ottobre, con un’altra ventina di concerti in teatro.