Gli effetti della crisi vanno al di là del crollo dei consumi e producono tassi di povertà che nel nostro Paese non si registravano da anni. Le famiglie che si trovano in uno stato di povertà assoluta sono 1milione 725mila, il 6,8% del totale, e quelle in povertà relativa 3milioni e 232mila, il 12,7% del totale. L'incidenza della povertà è tornata ai livelli del 2005.

La diffusione dei dati Istat relativi al report ''La povertà in Italia nel 2012” evidenzia che in Italia ci sono 9 milioni 563 mila le persone in povertà relativa e di questi, 4 milioni e 814 mila sono i poveri assoluti. Quasi la metà (2 milioni e 347mila) risiede nel Mezzogiorno.

Persone, famiglie, che non riescono a spendere per beni essenziali e tra questi vi sono da considerare soprattutto gli alimentari, rispetto ai quali cresce la domanda di aiuto presso le strutture preposte all'assistenza di chi vive in condizioni di povertà.

Sono aumentate del 9% le famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare con un totale di ben 3,7 milioni di persone assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat. I nuclei familiari che in un anno hanno rinunciato a qualità e quantità nella spesa alimentare hanno sforato il 70%, in particolare il 44% in quantità.

Molte famiglie sono cadute in povertà con tanti bambini e anziani che hanno difficoltà economiche anche per garantirsi da mangiare, sulla base dal piano nazionale di distribuzione degli alimenti agli indigenti nel 2012 realizzato da Agea. Per effetto della crisi economica e della perdita di lavoro si sta registrando un aumento esponenziale degli italiani senza risorse sufficienti a sfamarsi che erano 2,7 milioni nel 2010, sono saliti a 3,3 milioni nel 2011 ed hanno raggiunto il massimo di 3,7 milioni nel 2012 (3.686.942). Una situazione drammatica che rappresenta la punta di un iceberg delle difficoltà che incontrano molte famiglie italiane nel momento di fare la spesa.