De Girolamo: Passi avanti sulla Pac. Il Ministro difende l’identità italiana
Proseguono in Lussemburgo i negoziati tra ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Unione europea. Tra i nodi importanti che devono ancora essere sciolti ci sono quelli relativi al settore dello zucchero e del latte
In Lussemburgo continuano i negoziati ministeriali alla ricerca di un compromesso politico sulla riforma dell’agricoltura europea. In rappresentanza dell’Italia c’è il ministro per le Politiche agricole e alimentari, Nunzia De Girolamo (nella foto). Le trattative fra le tre istituzioni - Parlamento, Consiglio e Commissione Ue - hanno registrato nella notte passi avanti ma restano - sottolineano gli stessi negoziatori - ancora nodi da sciogliere.
Progressi sono stati realizzati dai negoziatori europei su molti punti che interessano l’Italia. Sulla proposta, in particolare, di ridurre le differenze sugli aiuti che l’Ue versa agli agricoltori di uno stesso Stato membro (la cosiddetta convergenza interna), è stato garantito che in nessun modo la decisione possa provocare riduzioni di aiuti al singolo agricoltore superiori al 30%. Nello stesso tempo l’accordo provvisorio garantisce un livello minimo di contributi a tutti gli agricoltori che non inferiore al 60% della media nazionale.
Tra i nodi importanti che devono ancora essere sciolti ci sono quelli relativi al settore dello zucchero e del latte. Infine, sarà rinviata alla decisione finale sul bilancio Ue 2014-2020 la proposta di porre una soglia massima ai beneficiari di aiuti agricoli europei.
«Stiamo giungendo alla fine del negoziato e al conferimento di un nuovo mandato alla Presidenza irlandese», ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, a margine del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca. «Anche nei due giorni qui a Lussemburgo abbiamo ribadito che la posizione italiana va tenuta in considerazione nella riforma della Pac, ponendo con decisione dei paletti irrinunciabili per non vedere svenduti i nostri diritti a vantaggio di altri. L’Europa è un grande insieme di identità e deve preoccuparsi di far crescere tutti gli Stati membri, tenendo in conto le peculiarità delle diverse aree. L’identità italiana, anche in agricoltura, è molto forte».
«Considerato il percorso fatto dalla riforma in questi anni - ha proseguito il Ministro - va detto che siamo riusciti ad ottenere degli importanti risultati, grazie all’impegno della nostra delegazione. Anche sul piano della convergenza interna, ad esempio, abbiamo contribuito a far sì che passasse una linea che non penalizzasse eccessivamente le esigenze dei nostri agricoltori. Grandi passi in avanti sono stati fatti per i giovani agricoltori, per favorire il loro inserimento, così come sul fronte del greening e delle organizzazioni dei produttori».
Tra i risultati già concretizzati, il ministro De Girolamo ha tenuto a sottolineare quelli relativi alle condizioni per ridurre le differenze tra i pagamenti Ue che ricevono gli agricoltori all’interno dello stesso Paese. Ma anche l’esclusione di produzioni come il riso e le colture permanenti (ad esempio i frutteti) dall’obbligo di applicare misure ecologiche per ottenere gli aiuti europei alla produzione “verde” (il 30% del pacchetto globale). Non solo. Avanzamenti importanti sono stati fatti - ha aggiunto il Ministro - sui pagamenti Ue collegati a determinate produzioni, ma anche in favore dei giovani e dei piccoli agricoltori, nel settore del vino sui diritti d’impianto di nuove vigne, e sul riconoscimento degli agricoltori “attivi” nelle attività produttive collegate all’agricoltura. Infine, ma non ultimo, sono stati fatti passi avanti sul rafforzamento delle organizzazioni dei produttori.
Progressi sono stati realizzati dai negoziatori europei su molti punti che interessano l’Italia. Sulla proposta, in particolare, di ridurre le differenze sugli aiuti che l’Ue versa agli agricoltori di uno stesso Stato membro (la cosiddetta convergenza interna), è stato garantito che in nessun modo la decisione possa provocare riduzioni di aiuti al singolo agricoltore superiori al 30%. Nello stesso tempo l’accordo provvisorio garantisce un livello minimo di contributi a tutti gli agricoltori che non inferiore al 60% della media nazionale.
Tra i nodi importanti che devono ancora essere sciolti ci sono quelli relativi al settore dello zucchero e del latte. Infine, sarà rinviata alla decisione finale sul bilancio Ue 2014-2020 la proposta di porre una soglia massima ai beneficiari di aiuti agricoli europei.
«Stiamo giungendo alla fine del negoziato e al conferimento di un nuovo mandato alla Presidenza irlandese», ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, a margine del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca. «Anche nei due giorni qui a Lussemburgo abbiamo ribadito che la posizione italiana va tenuta in considerazione nella riforma della Pac, ponendo con decisione dei paletti irrinunciabili per non vedere svenduti i nostri diritti a vantaggio di altri. L’Europa è un grande insieme di identità e deve preoccuparsi di far crescere tutti gli Stati membri, tenendo in conto le peculiarità delle diverse aree. L’identità italiana, anche in agricoltura, è molto forte». «Considerato il percorso fatto dalla riforma in questi anni - ha proseguito il Ministro - va detto che siamo riusciti ad ottenere degli importanti risultati, grazie all’impegno della nostra delegazione. Anche sul piano della convergenza interna, ad esempio, abbiamo contribuito a far sì che passasse una linea che non penalizzasse eccessivamente le esigenze dei nostri agricoltori. Grandi passi in avanti sono stati fatti per i giovani agricoltori, per favorire il loro inserimento, così come sul fronte del greening e delle organizzazioni dei produttori».
Tra i risultati già concretizzati, il ministro De Girolamo ha tenuto a sottolineare quelli relativi alle condizioni per ridurre le differenze tra i pagamenti Ue che ricevono gli agricoltori all’interno dello stesso Paese. Ma anche l’esclusione di produzioni come il riso e le colture permanenti (ad esempio i frutteti) dall’obbligo di applicare misure ecologiche per ottenere gli aiuti europei alla produzione “verde” (il 30% del pacchetto globale). Non solo. Avanzamenti importanti sono stati fatti - ha aggiunto il Ministro - sui pagamenti Ue collegati a determinate produzioni, ma anche in favore dei giovani e dei piccoli agricoltori, nel settore del vino sui diritti d’impianto di nuove vigne, e sul riconoscimento degli agricoltori “attivi” nelle attività produttive collegate all’agricoltura. Infine, ma non ultimo, sono stati fatti passi avanti sul rafforzamento delle organizzazioni dei produttori.

