Gragnano, in provincia di Napoli ai piedi dei monti Lattari da secoli è la capitale italiana della pasta di semola di grano duro e la patria dei maccheroni. La sua fama è dovuta al clima umido e all’acqua oligominerale delle sue sorgenti. Fin dall’epoca romana in questa vallata sorgevano mulini e documenti del '400 testimoniano che accanto alla macinazione del grano i mugnai iniziarono a produrre pasta artigianale.

Dal '500 in poi originano i primi pastifici a conduzione familiare: nei secoli scorsi ogni palazzo della cittadina era un pastificio, come testimonia il simbolo della corporazione dei vermicellari che sta in alto sul portale. L’epoca d’oro per Gragnano è l’800 quando le sue maccheronerie raggiunsero fama mondiale con l’esportazione dei primi prodotti di massa.

Innovazione e fantasia dei mastri pastai locali hanno creato formati di pasta universalmente noti come ziti, mafalde, tripolini, mezzani, mezzanelli, manfredi e altri. Nel florilegio di storie e anedddoti su, fatti veramente accaduti relativamente a questi formati, si racconta ancora della pasta a fischietto, che i ragazzini usavano per sibilare negli anni della Seconda Guerra Mondiale, onde avvisare gli uomini all’arrivo delle pattuglie naziste, che avevano sequestrato e proibito l’uso dei veri fischietti.

In questo fertile terreno di cultura e tradizione per la pasta, pochi anni or sono è nata un’azienda giovane dal nome originale: Gragnano in Corsa. La passione per l’atletica del titolare, Vincenzo Petrone, gli fece venire quest’idea durante la maratona di New York: è noto del resto il valore della pasta nella dieta di ogni atleta che si prepari seriamente a correre una maratona.

Oltre a produrre un’ottima pasta, le confezioni eleganti di questa azienda sono sottolineate da massime e pensieri celebri inerenti i valori dello sport.