Incentivare e promuovere i progetti che vedono i veicoli a due ruote, a
pedale e a motore, protagonisti in un meraviglioso territorio alpino com’è quello della provincia di
Sondrio: questo l’obiettivo dell’accordo triennale siglato tra l’Associazione nazionale ciclo
motociclo e accessori (Ancma), la Provincia di Sondrio e il Consorzio per la destinazione turistica
Valtellina. I tre enti, che condividono la stessa vocazione alla promozione della mobilità sostenibile
uniscono le proprie forze e competenze per presentarsi insieme ad un pubblico sempre più ampio
di appassionati.
Bormio, bagni vecchiUn pacchetto che, come hanno ricordato Giovanna Muscetti, presidente del Consorzio, e l'assessore provinciale Filippo Compagnoni, rientra nella piàù ampia offerta che Valtellina e Val Chiavenna offrono da quest'anno , grazie ad un'inedita allenza fra tutti gli operatori privati e pubblici. «A Sondrio - ha ricordato Muscetti - è stata attivata un'unica cabina di regia per la promozione dle territorio e grazie a ciò è possibile cambiare strategia. Terme, ristorazione, produzione agricole, piste ciclabili, escursioni o rufting e canoa, tutto rientra in paccheti concordati e che "aprono" il territorio. Ora si può davvero trovare di tutto in una logica di turismo lento (le due ruote ad esempio) e dolce (le offerte turistiche ambientali o storico-artistiche)».
Se la provincia riesce finalmente a muoversi in modo unitario (e la recente fusione dei tre consorzi delle mele ne è un esempio concreto...), i primi risultati arrivano e fra questi è il caso dell'accordo, primo in Italiam, con Ancma. «Sono onorato di poter offrire la totale disponibilità per fare cultura delle due ruote - dice ad esempio Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA – Essere sul territorio vuol dire
perseguire concretamente il nostro impegno per la promozione e la tutela del settore e cercare di
portare l’Italia ad essere simile ad altri paesi europei, sul fronte mobilità. In Germania, ad esempio,
esistono 7 milioni di cicloturisti che spendono mediamente 1.200 euro l’anno generando un
fatturato di 9 miliardi di euro. Per raggiungere questo traguardo, anche in Italia, basterebbe
realizzare, con risorse modeste, piste ciclabili che percorrano da nord a sud e da est a ovest il
nostro bel Paese garantendo anche l’incoming di turisti stranieri. Studi internazionali dimostrano
che un euro investito in ciclabilità ne restituisce 4/5 alla collettività intera. In questo senso il territorio
provinciale di Sondrio rappresenta un’eccellenza».
Casera«Quest’intesa ben si coniuga con l’obiettivo amministrativo e politico che ci siamo prefissi - spiega il
presidente della Provincia, Massimo Sertori - ovvero quello di investire e scommettere sul
turismo sostenibile. Una collaborazione virtuosa - prosegue Sertori - che agevolerà il cammino
verso un diverso approccio alla cultura turistica. A tale proposito ricordo - conclude il Presidente
della Provincia di Sondrio - che oltre al Sentiero Valtellina, suggestiva direttrice ciclopedonale che
si snoda lungo l’asta del fiume Adda, con il progetto dei Distretti Culturali stiamo sviluppando
anche un lungo e altrettanto emozionante sentiero a mezza costa che conduce attraverso il
paesaggio mozzafiato del versante retico terrazzato».
«Questo accordo, unico nel suo genere in Italia, è già da oggi un accordo operativo, un impulso
rilevante verso la diffusione della mobilità dolce sul territorio della Provincia di Sondrio. Un’importante opportunità per la promozione della nostra immagine verso un pubblico di mountain
biker allenati o semplici amanti della vita all’aria aperta. Ciclisti, sportivi e famiglie ossia tutti coloro
che utilizzano la bicicletta come mezzo per andare alla scoperta di un territorio - prosegue
Giovanna Muscetti - La particolarità di questo
accordo è il collegamento operativo dei tre soggetti coinvolti i quali hanno voluto unirsi, in modo
sinergico, per promuovere e comunicare un territorio, come quello valtellinese, che per la sua
conformazione paesaggistica è assolutamente vocato alla mobilità dolce ed ecosostenibile».

L'intero pacchetto estivo è sttao presentato a Milano al ristorante Joia dove il patron Pietro Leemann e Andrea Tonola della Lanterna verde di Villa di Chiavenna hanno dato una dimostrazione di quale sia la qualità che anche la ristorazione della provincia di Sondrio può offrire.

 
Andrea TonolaAndrea Tonola: “ambasciatore” della qualità del territorio valtellinese
Nato a Metz ( Francia ) nel 1965 da genitori italiani, dove rimane fino all’età di due anni per
poi rientrare in Italia con la famiglia. Diplomatosi Cuoco presso l’Istituto Alberghiero di
Chiavenna nel 1982, ha avuto subito la possibilità di entrare nel mondo del lavoro
affiancando validi colleghi. Nel contempo ha maturato una sua linea di lavoro che
l’ha portato nel 1996 a entrare a far parte dell’Associazione Jeunes Restaurateurs
d’Europe. Nel 1997, a soli 31 anni ha ricevuto l’ambita Stella della Guida Michelin
che, grazie al suo talento, mantiene ancora oggi nel ristorante La Lanterna Verde
di Villa di Chiavenna di cui è contitolare con il fratello Antonio. Nel corso degli anni
ha partecipato a numerosi concorsi gastronomici e ha presentato la sua cucina in tutti gli
angoli del mondo. Un modo di intendere il cibo che parte dalla genuinità delle materie
prime, quasi sempre tradizionali, ma reinterpretate con un tocco di creatività. Dalla Cina agli
Stati Uniti, si è fatto “ambasciatore” della qualità dei prodotti del territorio valtellinese.
Ristorante Lanterna Verde, Frazione San Barnaba 7, Villa di Chiavenna (SO)

Pietro LeemannPietro Leemann: Stella vegetariana
Nato nel 1961 a Locarno (Svizzera) da padre per metà zurighese e per metà pugliese e da
madre per metà ticinese e per metà valtellinese che gli hanno trasmesso un interessante mix
di radici e di culture. Folgorato da una bavarese preparata dal grande cuoco ticinese, Angelo
Conti Rossini, ha capito che quella era la sua strada. Ha maturato esperienze in Svizzera da
Girardet dove ha esplorato la “nouvelle cuisine”, e a Milano da Gualtiero Marchesi. Quando
i confini della cucina occidentale hanno iniziato a stargli stretti, è partito per l’Oriente, dove
ha vissuto alcuni anni. Tra Cina e Giappone ha scoperto nuove culture, cucinato e mangiato.
La fase successiva è stata l’eliminazione dalla tavola della carne. Dopo aver scelto Milano
come città d’adozione, nel 1989 con alcuni amici ha aperto il ristorante Joia dove a tutt’oggi
porta avanti una delle avventure più importanti della sua vita. La sua cucina, che è valsa al
ristorante la Stella Michelin,(unico ristorante vegetariano stellato in Italia) rispecchia la sua
personalità e quello che mangia ogni giorno. Una cucina contemporanea che si modifica nel
tempo, ma che è anche un inno alla natura e alla vita.
Ristorante Joia, via Panfilo Castaldi 18, Milano