Interessanti prospettive per i giovani nel mondo agricolo. A delinearlo è la tavola rotonda organizzata da Confagricoltura e dai Giovani di Confagricoltura Lombardia dal titolo "EXPlora l'agricoltura con i giovani", volta a definire le caratteristiche del comparto agricolo e a delineare le interessanti opportunità offerte ai giovani, nel contesto degli Expodays 2013.

«Questa giornata rappresenta per Confagricoltura il primo intervento per avvicinarci all’Expo 2015 – ha dichiarato Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia e responsabile Expo per Confagricoltura -  In Italia la produzione agricola è sicura e di qualità. L’Expo dovrà diventare una vetrina per mostrare l’agricoltura del futuro, fatta di innovazione, internazionalizzazione delle eccellenze, multifunzionalità e interazione. Le due locomotive che dovranno trainare il rilancio dell’economia del Paese saranno proprio la filiera agroalimentare e il turismo».

I vari interventi hanno permesso di fornire un’ampia panoramica, con un occhio rivolto in particolare ai giovani. Gli ultimi anni hanno segnato un ritorno alla terra per molti di loro, fin dagli studi. La percentuale di chi oggi, tra istituti superiori e università, decide di scegliere questo settore è infatti in deciso aumento: i dati parlano di una percentuale che va dal 20 al 30 percento in più rispetto alle iscrizioni in passato. Ma anche chi ha scelto altri percorsi, decide spesso di intraprendere un’attività legata a questo ambito. Una scelta che premia: il comparto agricolo e quello agroalimentare, in una situazione di crisi generalizzata, vedono un'occupazione in crescita del 3,6 percento.

Ai giovani vanno però dati gli strumenti e i servizi per affrontare al meglio le sfide del futuro. Come confermano gli intervenuti, che sottolineano come il mercato abbia bisogno di coniugare qualità ed economia reale, rafforzando il cosiddetto “agrinetwork” che, a oggi, rappresenta il 16 percento del PIL nazionale. Gli agricoltori sono imprenditori a tutti gli effetti: a un ricambio generazionale vanno affiancate maggiori competenze commerciali e finanziarie, per entrare in un mercato internazionale fortemente competitivo.Per Maurizio Martina, sottosegretario delle Politiche agricole, alimentari e dorestali e delegato Expo, «Ci deve essere interazione tra i vari settori della filiera agroalimentare. Quella offerta da Expo è un’occasione per disegnare il nostro comparto. Bisogna far emergere la nostra modernità e fare una grande operazione di sistema Paese». Temi ripresi dall'eurodeputato Carlo Fidanza che ha ricordato come «Compito della politica anche a livello europeo è quello di sostenere il comparto agroalimentare, dando libertà di manovra agli imprenditori».

Secondo Francesca Picasso, presidente Giovani di Confagricoltura Lombardia, «Le associazioni stanno vivendo un momento di crisi, è quindi importante dare delle motivazioni forti per attirare nuovi associati. La sfida per il futuro è comunicare alla società un’immagine veritiera dell’imprenditore agricolo di oggi».  Un aspetto che per Alessandro Squeri, dei Giovani di Federalimentare, si lega alla necessità di «un ricambio generazionale, non basta più l’alta qualità e una grande produttività. Bisogna essere capaci di vendere il prodotto anche sui mercati internazionali, generando liquidità anche nel breve termine».

Raffaele M. Maiorano, presidente nazionale dei Giovani di Confagricoltura, per parte ha ha sottolineato come «è importante creare rete all’interno della filiera per ottenere condizioni vantaggiose al fine di essere competitivi nei confronti di quei mercati la cui domanda di prodotti di qualità è in crescita».

Diego Bolzoni, Sales area manager mercato Italia New Holland ha insistito sul fatto che «è importante essere al passo con i tempi anche dal punto di vista tecnologico. I macchinari di oggi aiutano e rendono il comparto più innovativo e a impatto zero», mentre  Gianluigi Vimercati, presidente Agriturist Lombardia ha centrato l'attenzione sul fatto che «l’agriturismo è la realizzazione in piccolo del sistema di cui stiamo parlando, in cui agricoltura e turismo si fondono e si valorizzano l’una con l’altro».

Tutti concetti che poi Luigi Taglienti, cuoco del ristorante Trussardi di Milano, ha brillantemente riunito ricordando che «per fare cucina di qualità bisogna partire dalla ricerca quotidiana delle eccellenze e dal contatto diretto con chi crede nella biodiversità e nella stagionalità. È poi fondamentale l’utilizzo della tecnologia e della tecnica che non snaturino il prodotti».