Dopo le decine di ricoveri negli ospedali palermitani di persone che sono finite intossicate in ospedale per aver mangiato del tonno, acquistato, da alcuni presso i vari ambulanti di quartiere, da altri al famoso mercato di Ballarò, è partita una decisa attività di controllo dei veterinari dell'Asp, che su segnalazione delle forze dell'ordine stanno controllando scrupolosamente ambulanti e pescherie della zona, per verificare la qualità del pesce venduto.

Resta dunque alto l'allarme sul tonno rosso a Palermo, tanto che i militari hanno sequestrato 750 chili di tonno, disponendo così la distruzione del pesce e la denuncia per due pescatori. A Cefalù (Pa) la capitaneria ha posto i sigilli a 2.500 chili di prodotto, mentre a Porticello (Pa) sono risultati avariati 400 chili di tonno sequestrati.

Nel frattempo ammontano ad almeno un centinaio i palermitani che si sono presentati negli ospedali della zona. «La causa del malessere - spiegano i medici, come riportato da LiveSicilia.it - è dovuta alla cattiva conservazione del pesce che determina una grossa quantita' di istamina che provoca un vero e proprio avvelenamento». Una seconda causa potrebbe essere invece la presenza di larve, che possono provocare una reazione allergica negli esseri umani.

A questo punto i controlli saranno svolti quotidianamente, sia in mare che a terra. E come afferma la Capitaneria di porto di Palermo, «Monitoriamo i pescherecci, ma anche gli ambulanti, le pescherie ed i ristoranti. Ci sono leggi che vanno rispettate con l'obiettivo di tutelare i consumatori e quello che è successo dimostra quanto sia rischioso sottovalutare i modi e i luoghi della conservazione del pesce. Da non sottovalutare - aggiungono - è l'ipotesi di un colorante che viene spesso applicato sui pesci a carne rossa, a partire proprio dal tonno, per finire coi gamberi e col salmone».

Dichiarano invece il presidente e il direttore della Coldiretti regionale, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione «I casi di intossicazione causati dal tonno rosso rappresentano l'ennesimo fatto che dimostra quanto malaffare ci sia dietro il settore alimentare». E sebbene il settore della pesca siciliana sia uno dei pilastri dell'economia, dove occorre incentivare ancora di più i controlli per evitare che si verifichino episodi simili, spesso a causa della crisi si tende ad acquistare prodotti a bassissimo prezzo, che però non sono sani.