Quote latte, quest’anno niente multe. Produzione nazionale sotto la soglia Ue
La produzione nazionale dovrebbe rimanere sotto il fatidico tetto dei 10 milioni e 883mila tonnellate assegnato dall’Unione europea, oltre il quale scatta il cosiddetto “splafonamento” e le sanzioni conseguenti.

Dopo le maggiori produzioni del primo trimestre della campagna lattiera, in cui si è assistito ad un notevole aumento delle consegne di circa il 3-4% rispetto al corrispondente periodo scorso anno che aveva provocato un diffuso allarme tra gli allevatori, c’è stata una lenta regressione dei livelli produttivi nei mesi da luglio ad ottobre, che ha avuto una decisa accelerata dal mese di dicembre. Il trend di calo è quindi proseguito anche a gennaio e febbraio. Sono le regione del Centro Sud, assieme a Veneto, Friuli ed Emilia Romagna, ad aver garantito il contenimento della produzione, mentre Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige, pur diminuendo la produzione in questi ultimi mesi, sarebbero ancora fuori dalla propria quota di produzione di latte.
Questa è la terz’ultima campagna lattiera in cui vige il regime delle quote che secondo l’Unione europea sparirà nel 2015. La questione quote latte è iniziata 30 anni or sono nel 1983 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. All’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Il 1992, con la legge 468, poi il 2003, con la legge 119, e infine il 2009, con la legge 33, sono state le tappe principali del difficile iter legislativo per l’applicazione delle quote latte. Per ultimo con la legge di stabilità è stata introdotta una efficace norma per la riscossione coattiva, che prevede di affiancare all’Agea (Agenzia per l’erogazioni in agricoltura) l’esperienza e la capacità operativa di Equitalia e della Guardia di Finanza.
Dei quasi 4mila milioni dovuti complessivamente per la multa, 1.700 milioni sono stati versati dallo Stato per sanare il periodo 1984-1996. Il prelievo complessivamente richiesto ai produttori per il periodo successivo ammonta a 2.264 milioni di euro, di cui ne sono stati riscossi solo 246 e altri 346 milioni sono in rateizzazione con la legge n. 119/2003. 175 milioni sono ormai irrecuperabili per fallimento, per incapacità definitiva di versare, per sentenza di annullamento. Restano quindi da riscuotere circa 1.500 milioni, di cui 700 non sono al momento esigibili a causa di sospensive giurisdizionali mentre 800 sono esigibili. L’Agea ha intimato il pagamento del prelievo esigibile ai circa 2mila produttori coinvolti. 600 di loro devono pagare somme superiori a 300mila euro, cioè la gran parte del debito. La stragrande maggioranza dei circa 40mila allevatori presenti in Italia, nel corso degli ultimi anni si è invece messa in regola acquistando o affittando quote
Latte, situazione delle consegne
|
Mese |
Acquirenti attivi |
Quantitativo non rettificato acquistato |
Variazione % non rettificata |
Quantitativo rettificato acquistato |
Variazione % rettificata |
|
APRILE |
1.440 |
1.000.840.756 |
3,04% |
995.269.855 |
4,06% |
|
MAGGIO |
1.446 |
1.018.354.349 |
4,32% |
2.002.702.601 |
4,71% |
|
GIUGNO |
1.447 |
921.138.045 |
2,19% |
2.909.208.287 |
4,14% |
|
LUGLIO |
1.434 |
882.401.160 |
-0,80% |
3.775.534.935 |
3,11% |
|
AGOSTO |
1.431 |
835.749.488 |
-2,62% |
4.602.543.577 |
2,16% |
|
SETTEMBRE |
1.434 |
810.000.261 |
-0,26% |
5.413.252.318 |
1,98% |
|
OTTOBRE |
1.428 |
836.628.856 |
-1,63% |
6.259.682.632 |
1,54% |
|
NOVEMBRE |
1.435 |
825.401.415 |
-1,80% |
7.101.081.552 |
1,14% |
|
DICEMBRE |
1.431 |
884.749.431 |
-3,40% |
8.007.190.305 |
0,67% |
|
GENNAIO |
1.409 |
934.376.769 |
-2,65% |
8.956.591.351 |
0,31% |
|
FEBBRAIO |
1.401 |
871.628.055 |
-3,44% |
9.839.358.612 |
-0,06% |
|
TOTALE COMPLESSIVO |
9.821.268.585 |
-0,58% |
9.839.358.612 |
-0,06% |
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