Crolla dell’11,3% il numero di famiglie che acquistano frutta a causa dalla crisi e dalla ridotta capacità di spesa nel primo mese del 2013. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della divulgazione dei dati Istat sul commercio al dettaglio nel mese di gennaio 2013 che vedono scendere in media del 2,3% rispetto allo scorso anno gli alimentari con un calo in tutte le tipologie distributive tradizionali, dai piccoli negozi (-1,5%) alla grande distribuzione (-1,5%) fino ai discount (-0,2%).



L’effetto è stato la presenza di meno ortofrutta nel carrello degli italiani con un taglio del 4,2% negli acquisti in quantità di frutta e del 3% in quello di ortaggi sulla base delle rilevazioni Gfk. Ma a cambiare sono anche le fonti d’acquisto che a vedono crescere la quota di ambulanti e mercati anche degli agricoltori del 5,9% per la frutta e del 18,3% per gli ortaggi mentre scendono i canali tradizionali rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
 
Il risultato complessivo è che dall’inizio della crisi sono spariti 48 chili di frutta e verdura dal carrello delle famiglie italiane che nell’ultimo anno hanno acquistato in media 331 chilogrammi di frutta e verdura per un totale di appena 8 milioni di tonnellate. Una analisi che assume aspetti allarmanti se il confronto viene fatto con l’anno di inizio della crisi: nel 2008 le quantità acquistate per famiglia erano di 379 chili per un totale di ben 8,4 milioni di tonnellate.

Le difficoltà economiche hanno provocato un profondo cambiamento degli stili di vita degli italiani a partire dall’alimentazione con effetti anche sulla salute. Si registra un pericoloso abbandono dei principi base della dieta mediterranea che è universalmente conosciuta come importante nella prevenzione delle malattie, da quelle di stagione a quelle cardiovascolari fino ai tumori. Un elisir di lunga vita che combatte l’invecchiamento e che ha fino ad ora garantito agli italiani una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le più elevate al mondo.
 
Nel corso del 2012 molti italiani hanno invece abbandonato i principi base della dieta mediterranea con un calo nei consumi familiari di pesce fresco (-3%), vino (-3%), ortofrutta (-2%) e olio di oliva (-1%) anche se hanno portato in tavola più pasta (+1%), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. A variare non è stato però solo il menu ma anche il livello qualitativo dei prodotti acquistati con un preoccupante forte aumento della presenza di cibi low cost che non sempre sono in grado di garantire standard di qualità e sicurezza elevati.



Ad esempio sono aumentati del 17% gli acquisti di olio di oliva nei discount mentre sono diminuiti del 3% nei supermercati e addirittura del 31% nel dettaglio tradizionale. Ma con la crisi in un anno è anche praticamente raddoppiata al 12,3% la percentuale di italiani che dichiara di non poter approntare un pasto adeguato in termini di apporto proteico ogni due giorni. Il risultato è un indebolimento fisico che rende gli italiani più vulnerabili alle malattie.

La necessità di garantire una adeguata alimentazione è al centro dell’impegno della Fondazione campagna Amica che attraverso la rete di mercati, botteghe e ristoranti offre l’opportunità di fare la spesa direttamente dagli agricoltori con prodotti locali, genuini, rintracciabili, stagionali e raccolti al momento giusto, con il miglior rapporto prezzo/qualità.