La Toscana in campo per un’enogastronomia di qualità
La Regione si è da tempo mossa avviando iniziative efficaci, ma ora si vuole fare di più. Sta per nascere infatti un polo a livello internazionale in grado di informare e garantire sui prodotti tipici e sul loro consumo
Dalla Toscana potrebbe partire l’attesa svolta per una politica più attenta alla ristorazione e all’enogastronomia come cardine del turismo e fondamentale fattore di un nuovo sviluppo. Ad aprire più che una porta è stato il Governatore Enrico Rossi che, in occasione del talk show fiorentino su “Cucina ed enogastronomia come strumento di sviluppo”, ha raccolto le proposte di alcuni autorevoli protagonisti del settore (da Gualtiero Marchesi a Massimo Bottura, da Giancarlo Deidda ad Antonio Santini), dichiarando senza mezzi termini che è tempo che la politica punti con decisione su formazione, aggiornamento, reti di sistema, garanzie di autenticità e qualità per assicurare le giuste occasioni di crescita alle aziende dell’agroalimentare e dell’ospitalità.
Potrebbe sembrare scontato pensare che in Toscana il turismo abbia un’attenzione particolare da parte delle istituzioni, vista l’importanza economica che da tempo ha. Eppure, nonostante investimenti importanti sul piano della promozione anche all’estero, finora poco si era fatto per dare stabilità e organicità ad un comparto che ha assunto un ruolo fondamentale per l’immagine della Toscana. Come dire che il sistema delle aziende si era finora mosso più in autonomia che con qualche coordinamento istituzionale.
Anche nelle province toscane, lo ha riconosciuto lo stesso presidente Rossi, l’attenzione dei politici era stata in passato posta più sui temi del sistema manifatturiero che non sui servizi o l’agricoltura. Ora che la crisi colpisce però tutti, i campanelli d’allarme sono scattati e, vista l’immagine positiva che l’enogastronomia riesce ancora ad avere, si è deciso di puntare sulle attività che possono avere prospettive di sviluppo.
La Regione si è da tempo mossa avviando iniziative efficaci come Vetrina Toscana, ma ora si vuole fare di più. È ai nastri di partenza un centro a livello internazionale per informare correttamente, e soprattutto garantire, sui prodotti tipici e sul loro consumo. Un modo per tagliare di netto con un passato che a livello nazionale ha spesso fatto i conti con le frodi e i taroccamenti e che oggi deve invece basarsi sulla tracciabilità e sulla qualità. Per questo servono nuovi sistemi di formazione, nuove formule di apprendistato, reti e consorzi capaci di tutelare produttori onesti e consumatori. Giusto ciò che i ristoratori hanno ribadito nel convegno di Italia a Tavola, ai quali Enrico Rossi ha dato con grande semplicità risposte di totale apertura spalancando una porta di dialogo e collaborazione che per la prima volta sembra un impegno concreto in un Paese troppo spesso abituato alle chiacchiere e alla demagogia.
Potrebbe sembrare scontato pensare che in Toscana il turismo abbia un’attenzione particolare da parte delle istituzioni, vista l’importanza economica che da tempo ha. Eppure, nonostante investimenti importanti sul piano della promozione anche all’estero, finora poco si era fatto per dare stabilità e organicità ad un comparto che ha assunto un ruolo fondamentale per l’immagine della Toscana. Come dire che il sistema delle aziende si era finora mosso più in autonomia che con qualche coordinamento istituzionale.
Anche nelle province toscane, lo ha riconosciuto lo stesso presidente Rossi, l’attenzione dei politici era stata in passato posta più sui temi del sistema manifatturiero che non sui servizi o l’agricoltura. Ora che la crisi colpisce però tutti, i campanelli d’allarme sono scattati e, vista l’immagine positiva che l’enogastronomia riesce ancora ad avere, si è deciso di puntare sulle attività che possono avere prospettive di sviluppo.
La Regione si è da tempo mossa avviando iniziative efficaci come Vetrina Toscana, ma ora si vuole fare di più. È ai nastri di partenza un centro a livello internazionale per informare correttamente, e soprattutto garantire, sui prodotti tipici e sul loro consumo. Un modo per tagliare di netto con un passato che a livello nazionale ha spesso fatto i conti con le frodi e i taroccamenti e che oggi deve invece basarsi sulla tracciabilità e sulla qualità. Per questo servono nuovi sistemi di formazione, nuove formule di apprendistato, reti e consorzi capaci di tutelare produttori onesti e consumatori. Giusto ciò che i ristoratori hanno ribadito nel convegno di Italia a Tavola, ai quali Enrico Rossi ha dato con grande semplicità risposte di totale apertura spalancando una porta di dialogo e collaborazione che per la prima volta sembra un impegno concreto in un Paese troppo spesso abituato alle chiacchiere e alla demagogia.


