Carne di cavallo nelle polpette Ikea. Stop alla vendita in 13 Paesi europei
In Repubblica Ceca rilevata la presenza di carne di cavallo nelle polpette preparate in Svezia per il gruppo Ikea. In 13 Paesi europei, tra cui l’Italia, le vendite di tali pietanze sono state immediatamente sospese
Il colosso svedese dell’arredamento Ikea ha annunciato di aver ritirato in 13 Paesi europei la vendita delle polpettine in cui gli ispettori che vigilano sulle derrate alimentari della Repubblica Ceca hanno trovato carne di cavallo. L’agenzia Bloomberg precisa che tra i Paesi è inclusa l’Italia. «Abbiamo sospeso la vendita delle polpette in tutti i mercati in cui erano presenti».«Al momento non si riscontra alcun allarme per la salute. L’Italia conferma anche in questa occasione il primato della sicurezza alimentare a livello comunitario. I campioni prelevati fino sono praticamente ad oggi il doppio di quelli raccomandati dalla Ue», ha commentato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, che ha definito tutto il caso «una colossale frode».
«Occorre estendere immediatamente i controlli anche nei punti di ristorazione del gruppo Ikea in Italia», ha fatto sapere la Coldiretti nel commentare la notizia. «L’attività di controllo deve però essere accompagnata da interventi strutturali come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti dopo che lo scandalo della carne di cavallo ha evidenziato il grave ritardo della legislazione europea nel garantire trasparenza negli scambi commerciali e nel difendere i consumatori ed i produttori dal rischio di frodi ed inganni».
La presenza di carne di cavallo in piatti pronti a base di manzo prima della Repubblica Ceca aveva già portato a ritiri di prodotti, volontari o imposti dalle autorità, in Inghilterra, Francia, Germania, Bulgaria, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Svezia. In Italia sono stati prodotti nei macelli 16,5 milioni di chili di carne equina (per la maggioranza di cavallo) nel 2012, ma la Coldiretti stima che appena il 25% derivi da animali nati, allevati e macellati a livello nazionale, mentre la stragrande maggioranza viene dall’estero.
La produzione nazionale è del tutto insufficiente per soddisfare il fabbisogno interno e in Italia nel 2012 sono stati importati 30 milioni di chili di carne di cavallo senza l’obbligo di indicarne la provenienza in etichetta nella vendita al dettaglio tal quale o come ingrediente nei prodotti trasformati. Quasi la metà sono arrivati dalla Polonia, ma anche da Francia e Spagna mentre poco più di un milione di chili proviene dalla Romania che sembra essere uno dei principali imputati dell’“horsegate” che sta sconvolgendo l’Europa. Secondo le analisi della Coldiretti gli italiani sono tra i maggiori consumatori di carne di cavallo nel mondo insieme a Francia e Belgio, con un quantitativo medio di meno di 1 chilo a testa per un totale di 42,5 milioni di chili.

