Con le prime sciate in Alta Badia è tempo di Slope food, l’aperitivo in pista
Nello scorso week end il via all’iniziativa che coinvolge 14 rifugi sulle piste dove sarà possibile degustare stuzzichini di chef stellati. Una gara che mette a confronto un numero uguale di cuochi maschi e femmine
Alta Badia (Bolzano) - Alta Badia sempre più all’insegna dell’abbinamento fra alta gastronomia e sci. Dopo il successo del GOURMET SKISAFARI di domenica (piatti all’altezza della perfetta tenuta delle piste e del sole splendente). Ed ora gli stuzzichini proposti da 7 chef stellati nell’evento inaugurale, saranno proposti stabilmente nei 14 rifugi che aderiscono all’iniziativa. E insieme ad un piatto di alta cucina è abbinato un bicchiere di vino altoatesino così da realizzare un perfetto Slope food, ovvero “stuzzinchino in pista” che deriva dai forse più famosi “finger food” o “street food”.

Godendosi un bicchiere di vino altoatesino sulle piste si può fra l’altro vincere una collezione di 100 bottiglie dei migliori vini sudtirolesi: dal 15 dicembre al 6 aprile 2014 è infatti possibile partecipare ad un originale concorso ritirando il coupon disponibile in tutte le 13 baite che aderiscono all’iniziativa.
Con l’abbinamento al cibo di cuochi stellati e al vino del territorio, l’Alta Badia conferma ancora una volta di essere fra le più innovative località sciistiche, nonché una meta gourmand assolutamente unica. Una realtà che sarà confermata nelle prossime settimane, dal 19 al 24 gennaio, con l’edizione della chef’s cup, ritrovo dei più noti cuochi italiani.
Riguardo al legame vincente tra lo sport sulla neve e la gastronomia (un vero e proprio format di “sciare con gusto”), per quest’anno segnaliamo anche la novità delle quote rosa: gli chef che partecipano sono metà uomini e metà donne, per una sorta di sfida culinaria.
E per chi vuole gustare il sapore autentico della zona non si devono perdere alcune occasioni ghiotte, letteralmente parlando. È il caso delle feste serali con cena al Moretzino, rifugio da cui partire per una sciata notturna sulla Gran Risa (pista rossa però, non la nera...). Al contrario vale la pena di fare una levataccia per vedere l'alba sulle Dolimiti facendo colazione al rifugio Las Vegas dove si consumano prodotti del posto. E sempre in tena di territorio ed enogastronomia vale la pena di fare una capatina al neo ristrutturato Hotel Ladinia di Corvara (il più antico albergo dell'Alta Badia), oggi esempio di tutela storica e al tempo stesso occasione per una cucina tradizionale a base di alimenti biologici selezionati dallo staff Michil Costa, il vulcanico patron dell'hotel Perla, fra gli innovatori più autentici della valle.
Per tornare al lancio dello Slope food di seguito le proposte con i relativi cuochi:
- Norbert Niederkofler (nella foto accanto) (ristorante St.Hubertus, 2 stelle Michelin), al rifugio Bioch, proponeva “cornetti ripieni con: schiuma di Speck Alto Adige IGP con puccia croccante / spuma di trota affumicata, Mela Alto Adige IGP e rafano / formaggio grigio Graukäse, erba cipollina e cipolla rossa in agro dolce”. Un piatto da accompagnare ad un Gewürztraminer.
- Arturo Spicocchi (ristorante La Stüa de Michil, 1 stella Michelin), al rifugio I Tablá, ha presentato invece una “zuppa di fagioli, crauti acidi e canederlo di puccia (pane di segale croccante) e formaggio Stelvio D.O.P.”, abbinata ad un Pinot Grigio della Valle Isarco.
- Matteo Metullio (ristorante La Siriola, 1 stella Michelin), al rifugio Col Alto, ha realizzato una “crema di patate della Val Pusteria affumicate, con salmerino marinato al pino mugo, uova di trota e chips di pane di segale croccante”, accompagnata da un Pinot Bianco dell’Alto Adige.
- Al Club Moritzino, Nino Di Costanzo, chef del ristorante ischitano Il Mosaico (2 stelle Michelin) c/o Relais & Chateaux Hotel Terme Manzi, ha stupito con un inconsueto “biscotto con burro dell’Alto Adige e alici di cetara”, servito con un Terlaner dell’Alto Adige.
- Il rifugio Ciampai era abbinato alla chef del ristorante romano Hostaria Glass, Cristina Bowerman, che ha impressionato con “puccia (pane di segale croccante), guancia di maiale, crauti dell’Alto Adige, Mela Alto Adige IGP e pinoli”, abbinato ad una Schiava.
- La chef slovena Ana Roš del ristorante Hiša Franko, al rifugio Piz Arlara ha proposto infine una “crema bruciata di capriolo, fonduta di Mela Alto Adige IGP, cavolo rosso al miele di rododendro e croccante al pino mugo”, abbinata ad un Gewürztraminer.

Sempre in tema di anticipazione del format enogastronomico, lunedì 16 dicembre un’altra chef slovena, Ksenija Mahorcic, del ristorante Gostilna Mahorcic, al rifugio Lée ha realizzato un Patè di pollo, accompagnato da cipolla rossa caramellata con miele millefiori dell'Alto Adige e sedano rapa croccante, accompagnato da Veltliner della Valle Isarco.
Nella gallery fotografica i cuochi ed i piatti presentati

Godendosi un bicchiere di vino altoatesino sulle piste si può fra l’altro vincere una collezione di 100 bottiglie dei migliori vini sudtirolesi: dal 15 dicembre al 6 aprile 2014 è infatti possibile partecipare ad un originale concorso ritirando il coupon disponibile in tutte le 13 baite che aderiscono all’iniziativa.
Con l’abbinamento al cibo di cuochi stellati e al vino del territorio, l’Alta Badia conferma ancora una volta di essere fra le più innovative località sciistiche, nonché una meta gourmand assolutamente unica. Una realtà che sarà confermata nelle prossime settimane, dal 19 al 24 gennaio, con l’edizione della chef’s cup, ritrovo dei più noti cuochi italiani.
Riguardo al legame vincente tra lo sport sulla neve e la gastronomia (un vero e proprio format di “sciare con gusto”), per quest’anno segnaliamo anche la novità delle quote rosa: gli chef che partecipano sono metà uomini e metà donne, per una sorta di sfida culinaria.
E per chi vuole gustare il sapore autentico della zona non si devono perdere alcune occasioni ghiotte, letteralmente parlando. È il caso delle feste serali con cena al Moretzino, rifugio da cui partire per una sciata notturna sulla Gran Risa (pista rossa però, non la nera...). Al contrario vale la pena di fare una levataccia per vedere l'alba sulle Dolimiti facendo colazione al rifugio Las Vegas dove si consumano prodotti del posto. E sempre in tena di territorio ed enogastronomia vale la pena di fare una capatina al neo ristrutturato Hotel Ladinia di Corvara (il più antico albergo dell'Alta Badia), oggi esempio di tutela storica e al tempo stesso occasione per una cucina tradizionale a base di alimenti biologici selezionati dallo staff Michil Costa, il vulcanico patron dell'hotel Perla, fra gli innovatori più autentici della valle.
Per tornare al lancio dello Slope food di seguito le proposte con i relativi cuochi:
- Norbert Niederkofler (nella foto accanto) (ristorante St.Hubertus, 2 stelle Michelin), al rifugio Bioch, proponeva “cornetti ripieni con: schiuma di Speck Alto Adige IGP con puccia croccante / spuma di trota affumicata, Mela Alto Adige IGP e rafano / formaggio grigio Graukäse, erba cipollina e cipolla rossa in agro dolce”. Un piatto da accompagnare ad un Gewürztraminer.- Arturo Spicocchi (ristorante La Stüa de Michil, 1 stella Michelin), al rifugio I Tablá, ha presentato invece una “zuppa di fagioli, crauti acidi e canederlo di puccia (pane di segale croccante) e formaggio Stelvio D.O.P.”, abbinata ad un Pinot Grigio della Valle Isarco.
- Matteo Metullio (ristorante La Siriola, 1 stella Michelin), al rifugio Col Alto, ha realizzato una “crema di patate della Val Pusteria affumicate, con salmerino marinato al pino mugo, uova di trota e chips di pane di segale croccante”, accompagnata da un Pinot Bianco dell’Alto Adige.
- Al Club Moritzino, Nino Di Costanzo, chef del ristorante ischitano Il Mosaico (2 stelle Michelin) c/o Relais & Chateaux Hotel Terme Manzi, ha stupito con un inconsueto “biscotto con burro dell’Alto Adige e alici di cetara”, servito con un Terlaner dell’Alto Adige.
- Il rifugio Ciampai era abbinato alla chef del ristorante romano Hostaria Glass, Cristina Bowerman, che ha impressionato con “puccia (pane di segale croccante), guancia di maiale, crauti dell’Alto Adige, Mela Alto Adige IGP e pinoli”, abbinato ad una Schiava.
- La chef slovena Ana Roš del ristorante Hiša Franko, al rifugio Piz Arlara ha proposto infine una “crema bruciata di capriolo, fonduta di Mela Alto Adige IGP, cavolo rosso al miele di rododendro e croccante al pino mugo”, abbinata ad un Gewürztraminer.

Sempre in tema di anticipazione del format enogastronomico, lunedì 16 dicembre un’altra chef slovena, Ksenija Mahorcic, del ristorante Gostilna Mahorcic, al rifugio Lée ha realizzato un Patè di pollo, accompagnato da cipolla rossa caramellata con miele millefiori dell'Alto Adige e sedano rapa croccante, accompagnato da Veltliner della Valle Isarco.
Nella gallery fotografica i cuochi ed i piatti presentati


