L'inflazione cala, e frena ai minimi del 2009, perché il carrello della spesa si svuota con gli italiani che, a causa della crisi, cambiano stile di vita e risparmiano 2 miliardi di euro l'anno di spesa alimentare. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sull'andamento dell'inflazione a novembre resi noti dall'Istat, sulla base dell'Osservatorio "Prezzi e mercati" dell'Indis, istituto dell'Unioncamere specializzato nella distribuzione dei servizi.

Con la crisi si dice addio al negozio di fiducia e quasi la metà degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali è guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti, secondo una indagine Coldiretti/Ixè.



Con il 71% dei consumatori che dichiara di confrontare con più attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62% va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42% cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno. Mai come nel passato fare la spesa è diventata una sfida alla ricerca della maggiore convenienza che richiede fatica e tempo, portando gli italiani a fare la spola tra diversi negozi per risparmiare.

A cambiare sono anche le tipologie di prodotti che si mettono nel carrello con il 49% degli italiani che preferisce acquistare prodotti locali e solo l'11% quelli di una grande marca nazionale, mentre per il 32% è indifferente e si guarda solo al prezzo o alla qualità. Da segnalare la tenuta degli acquisti diretti dal produttore al quale si rivolge regolarmente ben il 14% degli italiani, il 45% qualche volta, il 29% raramente e solo il 12% mai.

Una opportunità resa possibile dal fatto che in Italia sono oggi presenti 8.392 punti vendita di Campagna Amica gestiti direttamente dagli agricoltori rispetto ai 7.094 del 2012, tra mercati degli agricoltori, cascine, cantine, maghe e aziende, botteghe e ristoranti.

Gran parte del “merito” di questa sconfortante situazione economica va alla forte decelerazione dei prezzi dei prodotti prettamente agricoli, come frutta (-1,1%) e verdura (-4,4%). Anche così, però, i consumi restano sottoterra e a causa della crisi, gli italiani continuano a ridurre la spesa per il cibo, con un "taglio" del 4% da inizio anno, nonostante il record di sconti e offerte speciali che ormai interessano quasi il 30% dei prodotti della Gdo.

E dal crollo degli acquisti non si salva quasi nessun prodotto agroalimentare: per risparmiare le famiglie comprano meno pesce (-3,4%) e ancor meno carne rossa (-3,9%), così come meno latte (-2,7%) e ortofrutta (-2%). Inoltre si rinuncia drasticamente all'uso dell'olio extravergine d'oliva (-8,8%) e inizia a perdere terreno anche la pasta (-1,2%), mentre resiste l'altro alimento "povero" per eccellenza, cioè le uova (+1,8%). Ora l'unica speranza di ridare un po' di fiato ai consumi di cibo e bevande viene dalle vacanze di Natale alle porte.

Secondo le prime stime della Cia, non ci saranno grossi crolli a tavola, anzi: ben 8 italiani su 10 non taglieranno il budget alimentare per il cenone della Vigilia e per il pranzo del 25 dicembre, preferendo risparmiare su regali (-5%) e viaggi (-9%) piuttosto che rinunciare alle tradizioni enogastronomiche.