La Commissione europea ha inviato al consiglio Ue la domanda di autorizzazione per la coltivazione del mais Ogm 1507. Si tratta della richiesta della società statunitense Pioneer Hi-Bred per la concessione della licenza alla produzione del granturco geneticamente modificato meglio noto come mais Bt, depositata la prima volta nel 2001.

Il dibattito si è riacceso dopo che la Corte di giustizia europea ha sollecitato la Commissione a prendere una decisione sull'argomento. Il mais creato per resistere agli attacchi di alcuni tipi di larve, è in realtà già stato autorizzato dell'Ue a fini alimentari. Al momento ad esserne vietata è la sua produzione.



Il commissario europeo alla salute Tonio Borg ha ricordato che «la richiesta avanzata al consiglio è dettata dall'urgenza che hanno i Paesi membri dell'Unione di conciliare un regolamento europeo sulle autorizzazioni agli Ogm tenendo in considerazione i contesti nazionali». L'autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva già dato il suo parere favorevole al mais Ogm in diverse occasioni sin dal 2005.

Immediato il commento arrivato della Cia-Confederazione italiana agricoltori: «La proposta della Commissione Ue per l'autorizzazione del mais biotech 1507 deve essere respinta, in quanto rappresenterebbe l'ennesima sconfitta per l'Europa, per i suoi cittadini e per i suoi agricoltori».

Giuseppe Politi, presidente della Cia, ha inoltre aggiunto: «Bruxelles in questo modo chiede l'apertura dell'Ue agli Ogm. Noi rispondiamo con un deciso no». L'Italia fa parte del gruppo degli otto Stati membri che hanno già adottato delle misure di salvaguardia del territorio impedendo la coltivazione del mais Ogm Mon 810 già diffuso in altri Paesi dal 1998. La discussione diretta con gli Stati membri si avrà durante il prossimo consiglio sull'ambiente del 13 dicembre.

Allarme mais Ogm in Friuli
E tornando ad un caso italiano, in merito alla semina di mais privo di tracciabilità ma dichiarato geneticamente modificato, in due appezzamenti localizzati nella regione Friuli Venezia Giulia, rispettivamente nel comune di Mereto di Tomba (Udine) e di Vivaro (Pordenone), a fronte di una comprovata diffusione nell'ambiente del mais Ogm e della relativa tossina, il Corpo forestale dello Stato ha inoltrato alla Procura della Repubblica di Udine una notizia di reato relativa alla violazione di una serie di articoli del Codice penale, tra i quali inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, danneggiamento, diffusione di malattie delle piante o degli animali, ha reso noto Patrone.

«Stiamo andando incontro ad un vero disastro ambientale per la mancata assunzione di responsabilità nei confronti di una provocazione che, secondo il Corpo Forestale dello Stato, ha causato la contaminazione del 10% dei campi limitrofi a quelli coltivati Ogm in Friuli», ha affermato la Coldiretti, aggiungendo che «la situazione è gravissima con reale pregiudizio del valore e dell'identità del patrimonio agroalimentare non solo regionale. In ragione di ciò, è necessario che l'amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia condivida al più presto un percorso comune e coordinato con i ministeri della Salute, dell'ambiente e dell'agricoltura che hanno adottato il decreto anti-contaminazione da Ogm, con gli enti di ricerca che ne hanno motivato la valutazione di rischio e con il Cfs che ha accertato l'avvenuta contaminazione in campo».