Ordinata sul web e consumata a letto. Oppure rinviata a metà mattina con i colleghi. O ancora preparata "rubando" i trucchi a baristi e pasticceri: è un mondo in movimento quello della prima colazione. Ne parla l’ultimo numero de LAttendibile, la newsletter nutrizionale di Assolatte.



A casa, al bar, in ufficio oppure on the road: le abitudini degli italiani in fatto di prima colazione stanno velocemente cambiando. Le tendenze identificate da Assolatte: si torna a farla soprattutto a casa, si riducono le soste al bar, la si consuma prima oppure la si salta e la si “recupera” in ufficio, alla macchinetta, insieme ai colleghi.

E quando si consuma la colazione in casa si tende a dedicarle qualche minuto in più e si fa in modalità multitasking (ossia navigando sul web, ascoltando la radio o guardando le news in televisione).

Ma soprattutto di prima colazione si parla, e tanto: Assolatte evidenzia che si moltiplicano i siti che recensiscono bar e caffè, che in molte città nascono start-up che consegnano la colazione personalizzata direttamente a domicilio e che vengono organizzati mini-corsi per imparare a preparare un breakfast degno di un grand hotel.

Un buzz che non coinvolge i 7 milioni di breakfast skipper italiani, ossia coloro che saltano la colazione, principalmente perché hanno lo stomaco chiuso, oppure si svegliano troppo tardi, oppure perché temono di ingrassare. E invece è esattamente il contrario, ribadisce Assolatte: fare una colazione equilibrata e completa aiuta a nutrirsi meglio, migliora le performance mentali, permette di non arrivare affamati al pranzo ed è associata alla riduzione del rischio di diventare sovrappeso od obesi.

La conferma viene dagli ultimi studi scientifici, che sono illustrati e commentati nel nuovo numero della newsletter nutrizionale di Assolatte “L’Attendibile”, che propone anche un utile test: l’identikit nutrizionale dei “menu” più diffusi nella prima colazione degli italiani.

Dalla colazione dolce a quella salata, dal classico cappuccino e cornetto al breakfast salutistico, si scopre così che poche volte questo pasto fornisce il 20% delle calorie giornaliere, come consigliano i nutrizionisti, e che spesso il rapporto tra i vari nutrienti è sbilanciato.