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In provincia di Asti, Moncalvo contende da 59 edizioni ad Alba il primato dei partecipanti alla Fiera nazionale del tartufo bianco, quel "Tuber magnatum pico" famoso in tutto il mondo. I più anziani la ricordano come una rivalità da paese, nata decenni fa per contendersi i primi commercianti forestieri che arrivavano per acquistare quel fungo che nasceva sotto terra, sulle radici di alcuni tipi di piante.

Poi gli albesi riuscirono a "brevettare" quel prodotto della terra con il nome di tartufo bianco d'Alba e così ormai è conosciuto in tutto il mondo, venduto nelle aste internazionali a prezzi da capogiro. In Piemonte le fiere dedicate al tartufo sono ormai oltre una ventina, suddivise in nazionali, regionali, e comunali, e si svolgono per la maggior parte nelle provincie di Cuneo, Asti ed Alessandria, ma c' è n' è anche una sulla collina del torinese.

Quello che conta è il tipo di terreno e le piante che vi crescono. Visti i prezzi che spuntano i tartufi si è cercato di favorirne la crescita "micotizzando" le piante "madri" ma senza risultati apprezzabili, almeno sino ad ora. La fiera di Moncalvo, che si concluderà il prossimo 27 ottobre, è una delle 3 che hanno la denominazione di "nazionale" e si svolge nell'arco di 2 domeniche (20 e 27 ottobre), sotto i portici medioevali di piazza Carlo Alberto. La prima domenica gli esemplari migliori si contendono il tartufo d'oro.

Ma in gara oltre ai "solitari" ci sono le sezioni riservate ad esemplari in "gruppo" presentati da trifulao e commercianti. Il vincitore quest'anno è stato un esemplare singolo da oltre 300 grammi. La seconda domenica il premio ai vincitori è lo "zappino d'argento". In piazza a Moncalvo, sotto l'occhio vigile della Guardia di finanza, una decina i banchetti dei venditori di tartufi, con prodotti tutti rigorosamente piemontesi, in particolare del Monferrato.

Quest' anno, grazie alle piogge estive, la quantità è abbondante ed anche la qualità si presenta buona, con prezzi in discesa rispetto agli anni scorsi. Secondo la pezzatura per ora anche gli esemplari più grossi e perfetti non superano i 300 euro all'etto.

Come tutti gli anni già nella prima domenica della manifestazione erano migliaia i turisti accorsi anche da fuori regione per ammirare ed acquistare gli esemplari in vendita, mentre in piazza, in uno spazio verde, alcuni trifulao simulavano una ricerca dei tartufi con i cani addestrati, esemplari che possono valere anche oltre un migliaio di euro, pur essendo quasi tutti dei bastardini.