Roma presenta le fiere del tartufo. Tra le 20 piemontesi, Alba è in prima fila
Presentate ieri a Roma le 20 fiere piemontesi dedicate al Tartufo. In testa Alba con la sua 83ª Fiera internazionale del Tartufo bianco, con i prodotti più buoni per le favorevoli condizioni climatiche dell’estate
È stato l’irresistibile profumo del tartufo bianco di Alba ad accompagnare al ristorante Aqui dell’hotel Sheraton Roma la presentazione, avvenuta ieri, dell’83ª Fiera internazionale del Tartufo Bianco di Alba e delle altre 19 che si svolgeranno in Piemonte nella stagione del Tuber Magnatum Pico. Sarà prolungata e felice, a detta degli esperti, e le piogge costanti dell’estate stanno già dando buoni frutti con tartufi migliori in qualità e quantità, anche se il cuore della stagione sarà più avanti. Per dimostrarlo, insieme alle istituzioni regionali e al direttore del Centro nazionale studi tartufo d’Alba, Mauro Carboni (nella foto in basso), sono scesi nella capitale con un bel cesto pieno di Tuber Magnatum Pico due chef di livello come Maurilio Garola (nella foto accanto, a destra) del ristorante La Ciau del Tomavento di Treiso (Cn) e Massimo Mentasti (nella foto accanto, a sinistra) de La Gallina di Monterotondo di Gavi (Al).
Le profumate lamelle hanno reso irresistibili i loro piatti della tradizione, dalla fonduta ai tajarin, insieme ai formaggi, al burro e ai sott’olii, abbinati ai vini delle colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato. La novità maggiore di questa edizione della fiera di Alba, la più antica d’Italia, è una maggiore attenzione al mondo degli chef.
«Sono centinaia i nostri professionisti specializzati nel trattamento del tartufo - ha detto Mauro Carbone - e questo è il valore aggiunto che possiamo offrire e che fa crescere sempre di più il distretto piemontese del tartufo. C’è molta strategia dietro un semplice gesto come lamellare un tartufo. Ognuno è diverso dall'altro, delicato e deperibile, ha un ventaglio aromatico particolare che ricordare l’aglio, il fungo o il miele. Del tutto diversi poi sono il bianco e il nero. Mentre il primo fa diventare d’autore qualsiasi piatto, il secondo è da considerare un ingrediente, pregiato ma sempre un ingrediente».
Intense e ricche di eventi le sei settimane della fiera di Alba (12 ottobre-17 novembre) dedicate al diamante nero e che coinvolgeranno tutto il territorio delle Langhe e del Roero. Al mercato, cuore pulsante della fiera, aperto tutti i sabato e domenica, saranno in vendita migliaia di tartufi, tutti controllati dalla speciale Commissione qualità. Ma c’è una novità, della serie “soddisfatti o rimborsati”.
Ogni tartufo del peso superiore ai 20 grammi verrà venduto in un sacchetto numerato che darà diritto a un cambio se l’acquisto risulterà insoddisfacente . Venerdì 11 ottobre il taglio del nastro dell’83ª Fiera del Tartufo Bianco di Alba sarà fatto in diretta streaming con il Metropolitan Museum di New York. Una delegazione dell’ente Turismo e del Comune di Alba presenterà l’evento con un ospite d’onore, la chef di origine friulana Lidia Bastianich. Sarà una cerimonia profumata e inedita in questo tempio dell’arte perché sarà degustato uno dei piatti più tradizionali delle Langhe: l’uovo al tegamino con la “trifola”. L’articolata kermesse albese darà grande spazio ai “Foodies in erba” con laboratori di cucina in cui giovani e giovanissimi saranno impegnati ai fornelli.
Previsti vari eventi culturali, tra cui la presentazione di un libro “Alla scoperta del tartufo” edito da Slow Food. Conterrà ricette come La crema di patate al thè lapsang souchon, uovo di quaglia e tartufo di Enrico Crippa o il Filetto di baccalà con porcini, ovoli e tartufi di Ugo Alciati. Una mostra fotografica ricorderà Giacomo Morra, ristoratore e inventore della fiera, a 50 anni della sua scomparsa.
Fu lui ad intuire le potenzialità di questo straordinario prodotto dei boschi e il suo ristorante fu l’unico italiano ad apparire nella prima edizione della Michelin. Già è in corso ad Alba un'altra mostra, “Rivers” di Eilswortk Kelly organizzata dalla Famigliè Ceretto. Grande attesa come sempre per l’asta mondiale al Castello di Grinzane Cavour, domenica 10 novembre, collegata via satellite con Hong Kong, quando una platea di generosi gourmet si aggiudicherà prezioni esemplari.Il ricavato andrà come sempre in beneficenza. “Foodies Moments” si svolgeranno per tutta la durata della fiera di Alba: sono attesi grandi chef e appassionati, da Maurizio Garola ad Elide Mollo, da Masayuki a Davide Palluda. Lo chef Stefano Paganini del ristorante Alla Corte degli Alfieri di Magliano Alfieri proporrà mini corsi su piatti della tradizione abbinati ai vini delle colline. Previsti altri corsi di analisi sensoriale sul tartufo e Wine tasting exibition con enologi e sommelier di esperienza.
Tra gli altri appuntamenti il Mercato Ambulante e quello della Terra il Salotto dei gusti e dei profumi con la nocciola piemontese Igp, gli artigiani del cioccolato,la Grappa, il Moscato d’asti, i formaggi Dop e i vini. Immancabili il tradizionale Palio degli Asini, il Baccanale dei Tartufi e la rievocazione della vita quodidiana nei borghi medievali.
Una curiosità: i più bravi cani da tartufo, compagni dei trifolau, escono da un’universita: quella di Roddi, alle porte di Alba, fondata nel 1880 da Antonio Monchiero detto Barot (il nome del bastone del cercatore). Non contano razze o pedigree, ma solo l’olfatto e il talento. Un buon cane addestrato non conosce disoccupazione ed è trattato in guanti bianchi. La connotazione internazionale della Fiera del Tartufo Bianco di Alba continua a crescere.
Un turista su 4 è straniero, svizzero, tedesco, francese o russo. Dalle regioni italiane arriva il 40 % dei visitatori mentre il 35% è piemontese. L’evento - è stato calcolato - muove ogni anno circa 10 milioni di euro, 7 ad Alba e 3 in provincia di Cuneo. Previsioni sui prezzi? Impossibile dirlo agli inizi della stagione, ma le previsioni fanno ben sperare a chi farebbe follie per quella grattatina sul piatto: per 6-7 grammi potrebbero bastare 25 euro.
Delle altre 19 fiere piemontesi 5 sono nazionali: Moncalvo, Montechiari D’Asti, Rivalba,Murisengo e San Sebastiano Curone. Le altre 14 sono regionali: Montiglio Monferrato,Odalengo Piccolo,Bergamasco,Mombercelli, Trisobbio, Mondovì, San Damiano D’Asti, Canelli, Asti, Aqui terme, Vezza D'Alba, Cortazzone e Santo Stefano Belbo.


