La situazione resta preoccupante per il 56,2% di uomini ed il 36,1% di donne con forme “abbondanti” ma in Italia nell’ultimo triennio si è registrato un significativo calo del numero di cittadini in sovrappeso di mezzo punto percentuale, con oltre 250mila persone che hanno stretto la cinghia dei pantaloni e ora sono forse in perfetta forma.



I maggiori “sacrifici” in questi ultimi tre anni di crisi sono stati fatti nel mezzogiorno dove sono aumentati del 2,2% gli abitanti in peso forma ma sono anche cresciute quasi dell’1% le donne che sono rientrate nella taglia giusta. La bilancia - continua la Coldiretti - conferma dunque i dati sul calo dei consumi alimentari degli italiani che hanno registrato una riduzione dello 0,6% nel commercio alimentare al dettaglio che risparmia solo i discount, in aumento dell’1,6% nei primi undici mesi del 2012 secondo l’Istat.

Se la riduzione del peso medio è in generale un fatto positivo a preoccupare è dunque la qualità dell’alimentazione con gli italiani che sono stati costretti a tagliare in quantità prodotti base della dieta mediterranea come il pesce fresco (-3,4%) o la frutta (-1,9%) secondo i dati Ismea dei primi nove mesi del 2012, mentre si registra un aumento negli acquisti di prodotti low cost spesso di origine incerta e con dubbie caratteristiche salutistiche e nutrizionali. Le frodi a tavola si sono moltiplicate nel tempo della crisi e si fondano sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti mentre oltre un certo limite non è possibile farlo se non si vuole mettere a rischio la salute. Le preoccupazioni, secondo la Coldiretti, riguardano anche il fatto che l'Italia è un forte importatore di prodotti alimentari, con il rischio concreto che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese e l'extravergine tunisino le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall'estero.

Allarmi sugli effetti della crisi sulla salute dei cittadini vengono anche dal mondo scientifico come l'Osservatorio europeo delle politiche e dei sistemi sanitari che ha dimostrato il forte impatto della crisi economica sui servizi sanitari dei Paesi europei per colpa anche della cattiva alimentazione poiché con le tasche vuote i cittadini sono più portati al consumo di cibi meno sani. Un problema che riguarda anche le giovani generazioni con la Societa italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) che ha lanciato recentemente l’allarme sul fatto che con la crisi gli italiani per i propri bambini si rivolgono più facilmente a cibi di scarsa qualità, gustosi, poco costo con snack e merendine e bevande zuccherate che  prendono il posto di alimenti più  salutari, come cereali, pesce, frutta fresca e verdura.

Se nelle città la Coldiretti ha promosso i mercati degli agricoltori di Campagna Amica per favorire l’acquisto di prodotti genuini al giusto prezzo nelle scuole è impegnata nel progetto "Educazione alla Campagna Amica" che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. In questo momento di difficoltà l'obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.