L’agroalimentare, si sa, rappresenta fetta considerevole del nostro PIL. Un po’ meno visibile e quantificabile è quanto possa sortirne in incremento del PIL, l’attuazione di relazioni virtuose tra l’agroalimentare e la fruibilità turistica dei sottesi territori.

Certo è che di gran lunga questa felice sintesi andrebbe certamente ad incrementare il PIQ, ovvero il Prodotto Interno Qualità di cui ancora troppo poco si parla, quasi a vergognarsene perché materia “non seria”, salvo poi scoprire che altri Paesi, anche tra quelli emergenti, stanno impostando le loro politiche di sviluppo proprio basandosi sul PIQ.

In sembianza di case study non effimero, bensì virtuoso per quanto oramai consolidato e sempre in costante ricerca di innovazione, che significa esentarsi dal rischio della pigrizia e serenamente cimentarsi al nuovo, si approssima l’edizione 2013 de Le Strade della Mozzarella, che si svolgerà a Paestum (Sa) dal 6 all’8 maggio.

Le Strade della Mozzarella è creatura concepita nel già lontano 2005 da Barbara Guerra ed Albert Sapere, giovani talenti decisi a non lasciare la loro terra, decisi insomma a chiedersi, per dirla con J.F. Kennedy, non cosa il loro Paese potesse fare per loro, bensì il viceversa, cosa loro potessero fare per il loro Paese.

Siamo nella Piana del Sele, con i templi di Paestum che nello sprigionare maestosamente e fascinosamente la loro storia, sembra invitino alla meditazione ed al vivere lieto.

Siamo alle porte del Cilento, la terra dove è nata la scuola eleatica e dove è nata la  Dieta Mediterranea.

Lungo queste cose, nel settembre di 70 anni fa, si compiva con l’Operazione Avalanche uno degli episodi cruciali della Seconda Guerra Mondiale.
L’evento è organizzato con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino.

Il programma della convention è sul sito www.lestradedellamozzarella.it.

Le Strade della Mozzarella, perché, come recita l’adagio, la strada si fa camminando.